Giallo grana
E' ormai diventato un giallo degno della Hard Boiled school di Dashiell Hammett e Raymond Chandler. Gli ingredienti ci sono tutti. L'investigatore, idealista e sognatore, Philip "Biafra" Marlowe viene ingaggiato (100 dollari al giorno più le spese) per ritrovare la coppa dello scudetto persa, ritrovata da un rigattiere e poi finita in una bacheca da qualche parte in un centro sportivo delle campagne laziali. L'investigatore viene a contatto con la figlia del defunto proprietario del clubbe che tenta invano di sedurlo promettendogli un posto da direttore sportivo in collaborazione con altri 18 direttori sportivi e 47 assistenti direttori sportivi. Ben presto Biafra Marlowe si rende conto che la coppa potrebbe essere recuperata facilmente con l'uso di un'ascia (lo svitol non è efficace con le serrature troppo arrugginite) ma capisce anche che il rischio di finire dentro un giro troppo grosso è altissimo. Una potentissima organizzazione basata in piazza Cordusio a Milano manovra per far sì che il male trionfi e che alla coppa dell scudetto del '43 si possano aggiungere altri trofei. Dapprima tentano di percorrere la via dello sport in maniera rigorosa ma non è sufficiente, poi provano a far passare in federazione, dove hanno alleati ed un loro uomo in posizione chiave, la proposta che lo scudetto venga assegnato per sorteggio tra la prima classificata e la miglior classificata tra tutte le squadre di serie A e B con sede a Roma e dai colori diversi dal bianco e dall'azzurro. Infine tentano la strada dell'alleanza con le potenti cosche della mafia d'oltreoceano. Ma per fare tutto questo ci vuole la grana. Qualcuno dice che ce l'ha messa, qualcun altro che ce la metterà. Rimane il fatto che di grana non se ne vede neanche l'ombra. Dov'è il danaro? Dov'è la grana? E' un giallo! Un giallo grana!