L'angolo del buonumore (Articoli divertenti - stagione 2011/2012)

Aperto da Biafra, 23 Mag 2011, 19:21

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Davy_Jones

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Citazione di: Biafra il 28 Mag 2011, 19:20
Con Enrique, il Barcellona B, è al quarto posto della loro serie B. Tenendo conto che le prime tre vengono promosse in A e che una società non può avere due squadre nello stesso torneo, è praticamente il massimo risultato ottenibile, dal momento che, anche se avesse raggiunto il primo, il secondo o il terzo posto, la squadra di Enrique non avrebbe potuto fare il salto di serie.  

Per quanto mi riguarda, questa vince tutto il cucuzzaro. Possiamo lucchettare questo topic e aprire quello del 2012-13...

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Citazione di: Davy_Jones il 29 Mag 2011, 15:36
Per quanto mi riguarda, questa vince tutto il cucuzzaro. Possiamo lucchettare questo topic e aprire quello del 2012-13...

Macchè scherzi ? Ti vuoi perdere le iperboli di Cagnucci e Fotia al primo 8 a 0 al Gubbio in Coppa Italia ?

est1900

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Citazione di: Biafra il 28 Mag 2011, 19:20
[Che i dirigenti che l'hanno compiuta, Franco Baldini e Walter Sabatini, siano riconosciuti come tra i migliori manager sportivi in Italia e nel mondo, non conta nulla.
Di grazia, Carminuzzo, tra una soppressata e l'altra, sapresti dirci da quando Sabatini (ma anche Baldini, direi) è considerabile come uno dei migliori manager sportivi del mondo?

fede75

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(Corrieredellosport.it – S.Zizzari) Quartiere San Giovanni, libreria La Feltrinelli. Sono le 18.00, fuori c'è gente in attesa, dentro il locale è quasi pieno.

Giovani, giovanissimi, tutti lì per salutare Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci, meglio noti come Zero Assoluto. Hanno scelto una libreria per presentare a Roma 'Perdermi', il loro nuovo album, il quarto della carriera, quello della maturità, in tutti i negozi da oggi.

Cuore giallorosso dalla nascita, i due romani sono ottimisti a prescindere, intimoriti quanto basta dal nuovo corso americano, ma la fede è fede e la Roma non si discute. Mai. «Mi devo fidare di DiBenedetto», esordisce Matteo, «più che altro perché non voglio pensare che ci possano essere dei tranelli o che questa società sia un bluff, mi sentirei tradito nel profondo». Gli Zero Assoluto confidano in Sabatini, «un dirigente navigato. Sta seguendo giovani molto interessanti. Ci siamo informati su Youtube: Lamela e Alvarez sono da comprare. Mi piace questa idea di ringiovanire la rosa. Giusto puntare su talenti emergenti».

«PASTORE ALLA ROMA SAREBBE UN SOGNO» - La telenovela sul prossimo allenatore giallorosso continua. È uscito di tutto. Facciamo un gioco: De Gasperi e Maffucci in panchina. Quali sarebbero le loro richieste alla nuova dirigenza? «Anzitutto confermare le nostre colonne: Totti, De Rossi e Vucinic. Venderei i più anziani a malincuore, visto che ormai la rosa della Roma è come una famiglia ma farei largo ai giovani. E poi coltiverei il sogno di vedere Pastore giocare con i nostri colori. Sai che bello sarebbe con la maglia della Roma?».

«L'INNO DELLA ROMA? ++++++++ PER SEMPRE» - La provocazione è dietro l'angolo: vi chiedono di fare il nuovo inno della Roma. Thomas si irrigidisce e poi sbotta quasi saltando sulla poltroncina: «Mai. ++++++++ è un'istituzione, non è ipotizzabile un altro inno. È inimitabile». Discorso che finisce sul nascere.

«TOTTI E' COME ZEUS» - Poi c'è Totti, che Matteo paragona a Zeus: «Una divinità pagana. Tutte le volte che lo incontro mi mette in imbarazzo, mi ripresento ogni volta. Mi vergogno a dire certe cose ma ti giuro che è la verità. Mi intimorisce per la sua grandezza».

«L'OLIMPICO E' LA NOSTRA SECONDA CASA» - L'Olimpico per Matteo e Thomas è un po' come la loro seconda casa: «Siamo stati abbonati per dieci anni in curva sud, poi per motivi di lavoro non abbiamo potuto rinnovare la nostra tessera. L'abitudine allo stadio non l'abbiamo persa anche se ora ci concediamo il lusso di vederci la partita dalla tribuna, con lo schermo davanti agli occhi, anche perchè Thomas è un pigro e gli piacciono le comodità», scherza Matteo.

«MESSI E IL BARCA, I PIU' FORTI DI SEMPRE» - E poi c'è il Barcellona di Messi, «la squadra più forte di tutti i tempi che può contare sul fuoriclasse per antonomasia che sicuramente vincerà il terzo pallone d'oro». A Matteo quasi si illuminano gli si illuminano gli occhi a parlare della 'pulce' argentina: «Un giocatore che riesce a fare le cose che fa lui nel calcio moderno è quasi incredibile. È il più forte di tutti, mai visto niente del genere». Il Barça di Guardiola «è meglio del Napoli di Maradona e del Milan di Sacchi. Io la penso così». La finale di Champions l'hanno vista in replica a causa di un concerto: «Ci veniva da piangere a vedere tanta perfezione su un campo da calcio. Proviamo un'invidia pazzesca per il Barcellona che è l'esempio massimo del gioco del calcio».

«IL NUOVO DISCO, QUELLO PIU' SINCERO» - Ora però serve mantenere alta la concentrazione sul disco: «Aspettative? Sì, ne abbiamo molte. Siamo curiosi di conoscere i commenti delle persone che lo ascolteranno. Siamo felici che sia uscito, almeno ci siamo liberati dalla 'tensione del giudizio'», dice Thomas. «Abbiamo la coscienza a posto di aver fatto un ottimo lavoro, siamo felici del risultato. Ora non resta che attendere i primi feedback», gli fa eco Matteo.

«VOGLIAMO PORTARE LA NOSTRA MUSICA OVUNQUE» - Dell'ultimo lavoro gli Zero Assoluto hanno un debole per il pezzo 'Se vuoi uccidimi', «una canzone alla quale siamo affezionati. Rispecchia in pieno la sofferenza positiva dell'album, la sua licidità e la sua sincerità», dicono i due cantanti romani in coro. «Speriamo di portare la nostra musica ovunque, anche oltre i confini italiani. Lo abbiamo già fatto ed è stata un'esperienza quasi mistica. E' come ricominciare daccapo». Buona fortuna.



VOGLIAMO PORTARE LA NOSTRA MUSICA OVUNQUE..

:sisisi: :sisisi:
avoja

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spook

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Citazione di: fede75 il 31 Mag 2011, 15:52
(Corrieredellosport.it – S.Zizzari) Quartiere San Giovanni, libreria La Feltrinelli. Sono le 18.00, fuori c'è gente in attesa, dentro il locale è quasi pieno.

Giovani, giovanissimi, tutti lì per salutare Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci, meglio noti come Zero Assoluto. Hanno scelto una libreria per presentare a Roma 'Perdermi', il loro nuovo album, il quarto della carriera, quello della maturità, in tutti i negozi da oggi.

Cuore giallorosso dalla nascita, i due romani sono ottimisti a prescindere, intimoriti quanto basta dal nuovo corso americano, ma la fede è fede e la Roma non si discute. Mai. «Mi devo fidare di DiBenedetto», esordisce Matteo, «più che altro perché non voglio pensare che ci possano essere dei tranelli o che questa società sia un bluff, mi sentirei tradito nel profondo». Gli Zero Assoluto confidano in Sabatini, «un dirigente navigato. Sta seguendo giovani molto interessanti. Ci siamo informati su Youtube: Lamela e Alvarez sono da comprare. Mi piace questa idea di ringiovanire la rosa. Giusto puntare su talenti emergenti».

«PASTORE ALLA ROMA SAREBBE UN SOGNO» - La telenovela sul prossimo allenatore giallorosso continua. È uscito di tutto. Facciamo un gioco: De Gasperi e Maffucci in panchina. Quali sarebbero le loro richieste alla nuova dirigenza? «Anzitutto confermare le nostre colonne: Totti, De Rossi e Vucinic. Venderei i più anziani a malincuore, visto che ormai la rosa della Roma è come una famiglia ma farei largo ai giovani. E poi coltiverei il sogno di vedere Pastore giocare con i nostri colori. Sai che bello sarebbe con la maglia della Roma?».

«L'INNO DELLA ROMA? ++++++++ PER SEMPRE» - La provocazione è dietro l'angolo: vi chiedono di fare il nuovo inno della Roma. Thomas si irrigidisce e poi sbotta quasi saltando sulla poltroncina: «Mai. ++++++++ è un'istituzione, non è ipotizzabile un altro inno. È inimitabile». Discorso che finisce sul nascere.

«TOTTI E' COME ZEUS» - Poi c'è Totti, che Matteo paragona a Zeus: «Una divinità pagana. Tutte le volte che lo incontro mi mette in imbarazzo, mi ripresento ogni volta. Mi vergogno a dire certe cose ma ti giuro che è la verità. Mi intimorisce per la sua grandezza».

«L'OLIMPICO E' LA NOSTRA SECONDA CASA» - L'Olimpico per Matteo e Thomas è un po' come la loro seconda casa: «Siamo stati abbonati per dieci anni in curva sud, poi per motivi di lavoro non abbiamo potuto rinnovare la nostra tessera. L'abitudine allo stadio non l'abbiamo persa anche se ora ci concediamo il lusso di vederci la partita dalla tribuna, con lo schermo davanti agli occhi, anche perchè Thomas è un pigro e gli piacciono le comodità», scherza Matteo.

«MESSI E IL BARCA, I PIU' FORTI DI SEMPRE» - E poi c'è il Barcellona di Messi, «la squadra più forte di tutti i tempi che può contare sul fuoriclasse per antonomasia che sicuramente vincerà il terzo pallone d'oro». A Matteo quasi si illuminano gli si illuminano gli occhi a parlare della 'pulce' argentina: «Un giocatore che riesce a fare le cose che fa lui nel calcio moderno è quasi incredibile. È il più forte di tutti, mai visto niente del genere». Il Barça di Guardiola «è meglio del Napoli di Maradona e del Milan di Sacchi. Io la penso così». La finale di Champions l'hanno vista in replica a causa di un concerto: «Ci veniva da piangere a vedere tanta perfezione su un campo da calcio. Proviamo un'invidia pazzesca per il Barcellona che è l'esempio massimo del gioco del calcio».

«IL NUOVO DISCO, QUELLO PIU' SINCERO» - Ora però serve mantenere alta la concentrazione sul disco: «Aspettative? Sì, ne abbiamo molte. Siamo curiosi di conoscere i commenti delle persone che lo ascolteranno. Siamo felici che sia uscito, almeno ci siamo liberati dalla 'tensione del giudizio'», dice Thomas. «Abbiamo la coscienza a posto di aver fatto un ottimo lavoro, siamo felici del risultato. Ora non resta che attendere i primi feedback», gli fa eco Matteo.

«VOGLIAMO PORTARE LA NOSTRA MUSICA OVUNQUE» - Dell'ultimo lavoro gli Zero Assoluto hanno un debole per il pezzo 'Se vuoi uccidimi', «una canzone alla quale siamo affezionati. Rispecchia in pieno la sofferenza positiva dell'album, la sua licidità e la sua sincerità», dicono i due cantanti romani in coro. «Speriamo di portare la nostra musica ovunque, anche oltre i confini italiani. Lo abbiamo già fatto ed è stata un'esperienza quasi mistica. E' come ricominciare daccapo». Buona fortuna.



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Si chiamano ZERO ASSOLUTO perchè ispirati dalle gesta e dalle vittorie della loro squadra del cuore?

samu_s

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Citazione di: fede75 il 31 Mag 2011, 15:52

Hanno scelto una libreria per presentare a Roma 'Perdermi', il loro nuovo album


Proprio della rioma nel profondo  :=)) :stop

A.Voronin

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I riomici hanno Zero Assoluto, V*****i e altra robaccia che li rispecchia appieno.

Noi abbiamo Morrissey.
Ecco.

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Una volta sentii un'intervista di uno dei due.
Mi fece lo stesso effetto della grappa della cena del 19.

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fede75

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Biafra

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Baldini-Totti, la telefonata

CHIARA ZUCCHELLI
Franco Baldini, nei giorni scorsi, ha telefonato a Francesco Totti rassicurandolo sulle potenzialità della nuova Roma. Segno concreto che, nonostante gli intoppi burocratici, il progetto americano è sempre più nel vivo. Una telefo :shock:nata piuttosto  :? cordiale in cui il futuro direttore generale ha rassicurato Totti (e quindi la Roma)  :lol:: sul fatto che si stia già lavorando per la prossima stagione e per quelle che verranno. Non solo  :shock:: Baldini ha spiegato al Capitano i particolari del progetto made in Usa che va avanti da mesi e che prevede per la società giallorossa grandi cose con lui, ancora una volta, al centro di tutto. Baldini pare non si sia sbilanciato sul nome del futuro allenatore, ma gli avrebbe confermato che Luis Enrique è una pista molto calda.  :DD
SABATINI E L'ALLENATORE Probabilmente l'attuale General Manager della nazionale inglese (che la prossima settimana non dovrebbe essere a Roma, come invece sembrava fino a qualche giorno fa) non se l'è sentita di sbilanciarsi a favore del tecnico spagnolo perché tutto – cioè l'accordo – deve ancora essere messo nero su bianco. Walter Sabatini ieri ha incontrato Deschamps, per poi tornare a Roma in serata, e oggi – o al massimo domani – dovrebbe incontrarsi con Luis Enrique. Segreti i contenuti del colloquio con l'allenatore francese, ma sembra che la sua candidatura sia definitivamente tramontata. Entro 48 ore, o al massimo nel fine settimana, Sabatini vuole annunciare chi guiderà la Roma nella prossima stagione e magari, con l'occasione, indire la sua prima conferenza stampa da romanista. L'allenatore spagnolo, comunque, è in netto – nettissimo – vantaggio, ma bisognerà vedere se, quando si parlerà di soldi e durata del contratto, l'accordo sarà così scontato :rotfl2:. A sentire la stampa spagnola sembra proprio di sì, visto che nelle ultime ore l'Atletico Madrid si sarebbe rifatto sotto, ricevendo un altro garbato ma netto rifiuto. L'ipotesi Deschamps invece, come detto, sembra ai minimi termini. Il presidente del Marsiglia ieri lo ha addirittura confermato sulla panchina della squadra vice campione di Francia, ma questo non è così scontato. Anzi. Deschamps pensa che il suo ciclo al Velodrome sia terminato e avrebbe accettato di buon grado l'ipotesi Roma. Una volta sfumata (a meno di clamorose sorprese) continuerà comunque a guardarsi intorno per cambiare aria e c'è chi già lo vede sulla panchina del Chelsea al posto di Carlo Ancelotti.
DE ROSSI E VUCINIC Una volta sciolto il nodo allenatore, Sabatini, che finora non ha mai parlato con Totti ma conta di farlo al più presto, risolverà anche la questione inerente a due dei giocatori più importanti della rosa giallorossa. Il primo appuntamento in agenda è quello col vice capitano: ieri si era sparsa la voce che i due si fossero incontrati in mattinata ma, al momento, pare che si incontreranno all'inizio della prossima settimana. Se ne capirà di più oggi, quel che conta è che entrambi sono d'accordo su una cosa: continuare insieme, come è nell'ordine naturale delle cose e come DiBenedetto vuole senza indugi. Diversa è invece la situazione di Vucinic: Mirko vuole incontrare Sabatini una volta scelto l'allenatore e, dopo aver valutato insieme il progetto giallorosso, prenderà una decisione. La volontà della società è quella di tenerlo – magari con adeguamento contrattuale – ma dipenderà da lui e dai suoi stimoli. Sabatini lo considera un fenomeno, ma non vuole in squadra gente demotivata. Ha invece pochissime chance di rimanere alla Roma Jeremy Menez, che potrebbe trovare facilmente una collocazione in Premier. L'intenzione di Sabatini è quella di parlare anche con lui o, quantomeno, col suo procuratore Migliaccio.
PRADE' E GLI ALTRI Non solo campo però. Queste sono ore febbrili anche per quanto riguarda la definizione dei ruoli dietro la scrivania. La notizia, o per meglio dire conferma, più importante riguarda Daniele Pradè: l'ormai ex ds, per cui la Roma oltre che lavoro è anche cuore e passione, dopo aver parlato a Londra con Baldini pare destinato a restare almeno per un altro anno. Probabilmente lavorerà a stretto contatto proprio col direttore generale, considerando la sua grande esperienza e la conoscenza del mondo del calcio. Una scrivania di Trigoria dovrebbe poi essere affidata anche ad Angelo Peruzzi: l'attuale vice di Ferrara in Under 21 aspetta la fine del Torneo di Tolone, in cui sono impegnati gli azzurrini, per incontrare Sabatini e sciogliere la sua riserva. Diventerà un dirigente in grado di fare da collante tra società e squadra, qualcosa di molto molto simile a un direttore tecnico. La sua volontà è quella di accettare la proposta, ma aspetta di conoscere durata e ingaggio del contratto. Sembra, infine, sempre più lontano da Trigoria il futuro di Gian Paolo Montali. Già oggi potrebbero esserci importanti novità in tal senso. A comunicarglielo dovrebbero essere i rappresentanti di Unicredit.


:DD


est1900

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Scritto da redazione     
Sabato 04 Giugno 2011 07:50 
TONINO CAGNUCCI
Daniele, resta alla Roma. Non dargliela vinta. Fagli vedere ancora una volta che significa essere romanisti pure se non lo capiranno mai. C'è sicuramente più coraggio nel restare in un paese che s'inventa notizie, che premia i ricchi e fa passare i servi per responsabili, che nasconde i referendum come l'immondizia, emargina Zeman e ricicla Moggi, che mette le tessere alle passioni, cercando di svuotare ricordi, stadi e piazze convincendoti a restare chiuso a casa quando viene la sera... che andarsene ragionevolmente e melanconicamente o rabbiosamente in un qualsiasi posto appena normale.

Chi è un guerriero (della luce, come quello di Coelho che leggevi da ragazzino in ritiro) queste sfide non le abbandona mai. C'è in ballo il bene più grande: la verità. Un guerriero dell'anima come hai dimostrato di essere soprattutto in questi ultimi anni di calunnie e ingiustizie, non in quelli della gloria e basta, davanti a queste cose deve riuscire addirittura ad aguzzare lo sguardo per vedere il fine ultimo e non gli ostacoli frapposti dalle comari, dai vili, dai mediocri, dai meschini. Nessuno mai ti potrà toccare l'anima, quella è trasparente come quel mare dove sei nato e che devi continuare a guardare. Anche da solo. Anche di notte, quando quasi è mezzanotte.
Li avete mai visti gli occhi di De Rossi quando gioca per la Roma? Sarebbe stato meno sfrontato sostenere che Martin Luther King era un membro del Ku Klux Klan piuttosto che dargli del venduto. Che schifo. Che squallore.
Che lungo giorno di dolore. È una piccola notte della Repubblica del pallone questa vicenda che formalmente (formalmente...) comincia quando comincia a fare buio. Erano le 23.59 di giovedì 2 giugno quando l'Ansa ha battuto la (non) notizia del coinvolgimento di De Rossi nell'ultima grande porcheria italiana.
Basta un minuto per infangare una persona. Erano le 23.59, proprio un minuto prima della mezzanotte, come a sbrigarsi, come Cenerentola prima del din-don perché altrimenti il giorno dopo la carrozza torna zucca, i cavalli topi, l'abito un cencio, le parole un'[...]a. Ma la scarpetta lasciata per strada puzza, e chi l'ha raccolta s'è affrettato a infilarla a qualsiasi mignotta di basso bordo, giusto per metterla in piazza, nel tentativo di dare lustro a qualche baldracca. Questa è una storia che fa schifo almeno per chi ha le orecchie per sentire e occhi per vedere, e un cuore ancora non troppo compromesso per capire. Sarebbe bastato leggere per capire, per semplicemente capire.
Quell'Ansa, dal titolo certo - come tutti quelli di quasi tutti i giornali del Belpaese - era e resta piena di condizionali: "Il nome di De Rossi spunterebbe..." in occasione di Genoa-Roma "nella quale però non giocò". E poi - soprattutto - "la telefonata si troverebbe..." e comunque - questa la chiosa - "la telefonata è stata ritenuta irrilevante dagli inquirenti" per i quali "si tratterebbe" di "millantato credito". Questo non è ancora niente.
I presunti particolari usciti anche a nove colonne ieri erano ancora più raccapriccianti: quella telefonata - che resta al condizionale anche in chi la denuncia - sarebbe stata fatta a mezz'ora da Genoa-Roma per coinvolgere un calciatore squalificato. Il tutto per architettare-acchittare un over, cioè almeno tre gol nella partita; tradotto: sarebbe bastato il 3-0 per la Roma per far centrare la presuntissima combine, non sarebbe servito alcun coinvolgimento di nessun Daniele De Rossi, tanto più squalificato e a mezz'ora dall'inizio della partita. Sarebbe bastata la verità a confutare la menzogna. Eppure tutto questo in un mondo che ha fatto la guerra all'Iraq perché non esistevano le armi di distruzione di massa potrebbe quasi rientrare - assuefatti come siamo a tutto - nella assurda normalità nella quale (non) viviamo. Invece tutto questo non è semplicemente vero. Non lo dice uno che è tifoso della Roma, tacciabilissimo di provincialismo, di miopia da raccordo anulare, analfabetismo romano centrico e vai col tango, ma il procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino: «De Rossi nell'inchiesta sul calcioscommesse è una palla inventata da qualcuno. La polizia giudiziaria mi assicura che in nessuna delle cinquantamila intercettazioni effettuate dalla polizia giudiziaria viene citato il nome di De Rossi».... (...) Gli omissis sono di pudore. In nessuna delle cinquantamila intercettazioni della polizia giudiziaria viene citato il nome di De Rossi. Cioè non solo il nome di De Rossi, né le fantomatiche frasi di Paoloni che parlavano di «aggancio» o del «mio gancio» non sono presenti in nessun rigo delle 612 pagine dell'ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere degli arresti domiciliari (artt.272 e ss. c.p.p) ma non è mai stato fatto. Questo lo dice chi sta affrontando lo scandalo del calcioscommesse, non chi lo vorrebbe nascondere. Non era vero niente.
Non è vero niente. Hanno messo in mezzo De Rossi. Hanno fatto il suo nome che non era stato mai fatto. Hanno bestemmiato invano la deontologia e l'etica. Primo comandamento del mestiere di essere uomini. Chi? Perché? E' solo un caso che proprio in questi giorni era attesa la firma del rinnovo? E' solo un caso che il giorno prima qualcuno da Milano aveva pubblicamente richiesto alla sua mercè il calciatore?
De Rossi è un ragazzo che nella categoria dei calciatori ha un difetto: è un essere pensante. Lo vedi. Lo vedi sempre dai suoi occhi. De Rossi è uno che parla, che va diretto, che difende chi sta indietro senza pensare che così perde qualche treno, e lui è uno di quei pochi che non accetterà per regalo mai nessun biglietto.
Paga ancora le frasi sulla Tessera del Poliziotto? Paga o deve ancora pagare quella dedica fatta quasi in prima serata in diretta tv a suo suocero pregiudicato ma morto ammazzato e papà di quella che all'epoca era la moglie, il nonno di sua figlia, il bene più grande (e secondo non ce n'è)? Paga o deve pagare che a 22 anni era già un modello per tutti salvo poi deludere le aspettative del bon ton e del pensiero dominante visto che semplicemente poi ha incontrato la vita? Può darsi. Può darsi di no. Può darsi che è solo dietrologia, può darsi che c'è anche di peggio. Di sicuro la cosa importante adesso è un'altra. E' Daniele De Rossi.
Se la macchina del fango si è mossa per colpire i nuovi proprietari, se Baldini è stato il padre morale - e non solo - della denuncia che ha portato a Calciopoli, (lo annunciò in leggera differita da Serena Dandini, andatevi a rivedere la puntata di Parla con me del 20 marzo 2005), se questa società sarà la società che romperà con le abitudini incancrenite di un pallone italiano infangato e sgonfio da anni, e già ha cominciato a farlo con la storia dei diritti tv, se la Roma che verrà sarà veramente Roma, allora è stato persino logico attaccare Daniele De Rossi, perché di questa Roma lui è il volto più vero, più ferito, più romanista, più fiero, più pulito. Ed è per questo che a De Rossi va fatto ancora più urgentemente e convintamente il contratto. Non per stargli vicino, non per dimostrargli solidarietà, nemmeno perché è tra i più forti centrocampisti in circolazione, ma perché mai come in questo momento bisogna far vedere al mondo che esistono ancora prese di posizione, battaglie ideali da combattere, sentimenti da difendere. Uomini che non si vendono.


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Alla citazione di Martin Luther King ho smesso di leggere.....

COLDILANA61

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Citazione di: StylishKid il 07 Giu 2011, 11:54
Alla citazione di Martin Luther King ho smesso di leggere.....

Fino a li' ?  :o

Prima "......come quello di Coelho che leggevi da ragazzino in ritiro..." , ma glielo aveva consigliato Tytty ?  :o  :o

tripleh

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vabbe al limite perle come i condizionali "nella quale non giocò" (è condizionale?)
oppure "Può darsi che è solo dietrologia" per uno che di mestiere scrive, possono anche passare inosservate dopo il derossi esempio morale e baldini padre morale (altro record!) di calciopoli...

questa è fantastica:
Hanno bestemmiato invano la deontologia e l'etica. Primo comandamento del mestiere di essere uomini.

m'ha ricordato Terence Hill...non vorremo mica dire a tutti che lo sceriffo è solo un ladro di cavalli e per giunta enanche tanto in gamba  :asrm

PILØ

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Citazione di: StylishKid il 07 Giu 2011, 11:54
Alla citazione di Martin Luther King ho smesso di leggere.....
perché questa che ti ha fatto? " come quello di Coelho che leggevi da ragazzino in ritiro"

Dissi

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Citazione di: est1900 il 07 Giu 2011, 11:46
Uomini che non si vendono       
Scritto da redazione     
Sabato 04 Giugno 2011 07:50 
TONINO CAGNUCCI
Daniele, resta alla Roma. Non dargliela vinta. Fagli vedere ancora una volta che significa essere romanisti pure se non lo capiranno mai. C'è sicuramente più coraggio nel restare in un paese che s'inventa notizie, che premia i ricchi e fa passare i servi per responsabili, che nasconde i referendum come l'immondizia, emargina Zeman e ricicla Moggi, che mette le tessere alle passioni, cercando di svuotare ricordi, stadi e piazze convincendoti a restare chiuso a casa quando viene la sera... che andarsene ragionevolmente e melanconicamente o rabbiosamente in un qualsiasi posto appena normale.

Chi è un guerriero (della luce, come quello di Coelho che leggevi da ragazzino in ritiro) ....

io invece ho smesso qui ...

non sapevo che le istruzioni del cellulare (semicit.) comprendessero anche coelho ... :)

pandev66

*
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Chi è un guerriero (della luce, come quello di Coelho che leggevi da ragazzino in ritiro) ....

Ma avete capito male, quelli erano i compiti delle vacanze (e, se gli davano da leggere Coelho era perchè il libro è piccolo e si legge facile, basta non capire quello che dice...)


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StylishKid

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Tra l'altro lui l'aveva comprato perchè pensava che l'avesse scritto il famoso arbitro.
Arnaldo Cesar Coelho, per l'appunto.

volerevolare

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Citazione di: est1900 il 07 Giu 2011, 11:46
Uomini che non si vendono       
Scritto da redazione     
Sabato 04 Giugno 2011 07:50 
TONINO CAGNUCCI
Daniele, resta alla Roma. Non dargliela vinta. Fagli vedere ancora una volta che significa essere romanisti pure se non lo capiranno mai. C'è sicuramente più coraggio nel restare in un paese che s'inventa notizie, che premia i ricchi e fa passare i servi per responsabili, che nasconde i referendum come l'immondizia, emargina Zeman e ricicla Moggi, che mette le tessere alle passioni, cercando di svuotare ricordi, stadi e piazze convincendoti a restare chiuso a casa quando viene la sera... che andarsene ragionevolmente e melanconicamente o rabbiosamente in un qualsiasi posto appena normale.
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Come può qualcuno riuscire a scrivere un così imponente coacervo di caz.zate?

Io non credo che ci sia una sola mano capace di farlo.

Secondo me, dietro lo pseudonimo di Tonino Cagnucci si nasconde un team di mentecatti, ognuno dei quali ha come mission quella di confezionare un periodo.
L'assemblaggio dell'articolo è poi rimesso alla sapiente mano dell'uomo con la camicia coi baffi che, smussa verbi riordina sintassi ed aggiunge qua e là citazioni a mò di spezie, per rendere il tutto ortograficamente e logicamente leggibile dall'ovina orda giallorosica.








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