Luis Enrique si presenta

Aperto da jp1900, 08 Giu 2011, 15:43

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nino™

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Barabba Terzo

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fabrizio1983

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per me non ha capito che il calcio italiano non è come in serie b in spagna...alle prime imbarcate lo cacceranno

tosh

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Dice che i prossimi due acquisti in difesa saranno due giocatori esperti che formeranno la coppia centrale:

STAMAYALA

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Omar65

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Che poi, escludendo Mou che è un fuoriclasse, Eriksson e forse qualche altro che non mi viene in mente,
il campionato italiano ha triturato fior di allenatori stranieri (da ultimo Rafa Benitez).
Per quanto il progetto Barcellona sia integrato e "totalizzante" dai pulcini alla prima squadra, parliamo
sempre di serie B spagnola. Ma a quali pressioni potrà essere abituato a confronto di quelle di un
ambientino come quello romanista, dove alla seconda sconfitta di seguito già parte il tam-tam
delle aradio su chi dovrà sostituirti?

simcar

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E' partito sparato come uno di loro. A noi non resta che aspettare.

tosh

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Ma davvero se se chiamava Luigi Enrico e aveva allenato il Varese(quarto in classifica di B) il popolo giallozozzo
come l'avrebbe presa?
questi e la stampa tappetino romana so dei cazzari da paura,se ripensassero hai titoli che hanno fatto sui giornali:
The marvellous Sabatini(quanno stava da noi era considerato un ruba galline,con tutto rispetto pe le galline)
Pastore,Hernandez,Sandro,Lamela,Buffon,Mourinho,Guardiola,Ancellotti...........mo se parla dei giocatori della cantera del Barca come dei fenomeni(ma poi se so' sti fenomeni lo stesso Barca se li fa' pija cosi' e questi invece de gioca con il Barca andrebbero a gioca' con i fenomenali giallozozzi.
Gli amercani co tutti sti soldi che pe fa' na campagna acquisti a dir loro decente si fanno prestare 30 milioni de Euripidi da Unistronzi.

Che [...]

AquiladiMare

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ma lo fa apposta... ormai lo sanno dovunque come bisogna parlare ai trigorioti

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white-blu

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Citazione di: tosh il 08 Giu 2011, 20:23
Dice che i prossimi due acquisti in difesa saranno due giocatori esperti che formeranno la coppia centrale:

STAMAYALA

:rotfl2: :lol: :rotflol: :rotflol:

GoodbyeStranger

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Avessimo preso noi il 4° della B spagnola ce sarebbero
file chilometriche pe' firma cor sangue la salvezza a fine
campionato.

8)


KHRIEDLE

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Citazione di: tosh il 08 Giu 2011, 20:23
Dice che i prossimi due acquisti in difesa saranno due giocatori esperti che formeranno la coppia centrale:

STAMAYALA

Due giocatori che cementeranno il centrocampo : Mario Cofana e Tony Cucchiara...

Axel Latino Heat

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sarà la volta buona che reja riuscirà a vincere un derby? :=))

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Maremma Laziale

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Tra l'altro, rimanendo in terra spagnola, il Granada, squadra dei Pozzo e composta dagli scarti dell'Udinese (c'è pure un nostro ex, Siqueira...questo per dire che fenomeni!!), è arrivata a soli tre punti di distanza dal magnifico gruppo di Luigi Enrico. Adesso si sta giocando l'ingresso in Liga nei play off.

http://en.wikipedia.org/wiki/Granada_CF#Current_squad

Quindi, con un materiale umano nettamente inferiore rispetto alla cantera barcellonesca, Fabriciano González ha saputo fare più o meno come il Guardiola dei poveri. Perchè Luigi Enrico si e Fabriciano Gonzalez no?  :)

porgascogne

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- senor capetanfuturo, el culpo lo debìa dare a los aversarios non al tu tecnico...cabron!

gesulio

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visto qualche filmato su yt.
beh, che dire, grande predisposizione per il gioco d'attacco, è vero.
spesso le partite finiscono in goleada, ma anche perché le difese avversarie sono veri e propri colabrodi.

atteggiamento sempre molto propositivo.
pure troppo.

c'è un video di una partita contro il celta vigo in cui i galiziani si mangiano almeno 7 contropiedi incredibili, sia sullo 0-0 che sullo 0-1 per i blaugrana. e anche sullo 0-2!!!
cioè, questi vincono 2-0 fuori casa e continuano ad attaccare, subendo contropiedi assurdi da parte degli avversari. la partita finirà 1-2 ma solo perché gli attaccanti del celta sono ridicoli.
il motivo per cui hanno questa filosofia è chiaro: sono fuori classifica, non gliene frega niente se vincono o perdono, per cui giocano sempre all'attacco. quest'anno sono arrivati terzi in campionato, ma ho visto partite terminate 5-1 per gli avversari o 4-6 per loro, insomma, di certo dell'equilibrio non gliene importa poi moltissimo.
il motore del gioco è thiago alcantara, il figlio di mazinho, di cui si parla un gran bene e che sembra sia uno dei ragazzi in blaugrana che seguirà mister luis enrique in questa esperienza a roma.

ottimo giocatore, devo dire. un vero e proprio regista di qualità, veloce rapido, intelligente, che può agire in maniera proficua fino al limite dell'area avversaria. questo anche grazie all'organizzazione di gioco, che permette al giocatore di avere sempre un compagno libero o due su cui scaricare palla.

del resto, come già più volte detto, il regista è il ruolo che più ha bisogno del lavoro dei compagni per svilupparsi al meglio. puoi essere il giocatore più forte del mondo a livello tecnico, ma se quando prendi palla non hai uno o due compagni che si sono liberati per riceverla, non inciderai mai.

i compagni che si liberano e sono disponibili per ricevere palla forniscono al regista la sua arma migliore, ossia la possibilità di scegliere.
se un regista non ha questa possibilità, potrà anche essere un fenomeno, ma di certo la sua partita, o la sua stagione, sarà fallimentare.

a fronte della possibilità di scelta, e della scelta stessa, quanto questa si rivelerà efficace e funzionale, si potrà giudicare il regista, non a priori.

e thiago alcantara è indubbiamente uno bravo.
bisognerà vedere in italia cosa accadrà, se il ragazzo effettivamente arriverà a trigoria al seguito di luis enrique: in spagna ogni volta che prende il pallone dentro la sua metacampo, i due terzini si sganciano.

come detto, l'ottica del barca B è diversa, non sono in classifica, propongono senza badare a coprirsi perché vincere o perdere non fa differenza.

ma in italia? tutto dipenderà da quanto luis enrique vorrà puntare sull'equilibrio. una squadra con l'atteggiamento del barca B è destinata a prendere sonore batoste, se in difesa non avrà dei grandissimi campioni, in grado di tenere il reparto anche a fronte dei repentini contropiedi e situazioni in inferiorità numerica che la squadra dovrà inevitabilmente subìre.

la roma è in grado di arrivare a difensori di questo spessore? juan e burdisso, se confermati, potranno garantire una certa stabilità in caso di squadra molto sbilanciata? perché se i primi responsi di stagione saranno negativi, anche luis enrique dovrà minestrare parecchio, se vorrà mantenere la panchina. a roma non si gioca per la gloria e basta, come in liga B.

giggio

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ma quando mai alcantara alla roma...

MTL

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Nel frattempo, LE l'anno prossimo porterà questa innovazione epocale: il trigoria giocherà con 12 giocatori in campo!!!

Roma, il calcio show di Luis Enrique
Una vita all'attacco, 4-4-3 senza paura             
             
di Mimmo Ferretti
ROMA - Una vita all'attacco. Prima da calciatore con le maglie di Sporting Gijon, Real Madrid e Barcellona, poi anche da allenatore con la tuta del Barça. Luis Enrique Martinez Garcia, il nuovo tecnico della Roma, ha da sempre il gol in testa. Ne ha segnati 103 da calciatore, anche se non era una vera e propria punta; ne ha fatti segnare 208 dalla panchina del Barça B, in tre campionati di Liga Adelante, giocando un calcio molto offensivo, figlio legittimo del modulo 4-3-3. Un sistema di gioco che esporterà a Trigoria, grazie anche al supporto dello staff che si porterà dietro dalla Spagna. Ieri, sotto questo aspetto, è stato giorno di diverse novità, con defezioni e nuovi ingressi rispetto a quanto trapelato martedì. Ivan De la Peña sarà il vice di Luis Enrique: Joan Barbarà, secondo dell'asturiano a Barcellona, in extremis ha deciso di non muoversi. Poi ci sarà Robert Moreno, definito collaboratore di campo negli accordi intercorsi tra Roma e Barcellona; Antonio Llorente, il mental coach (Joaquin Valdes non se l'è sentita di mollare la Spagna); Raphael Cabanellas, il preparatore atletico. A questi va aggiunto Marcos Lopez, che non avrà un compito specifico durante gli allenamenti, ma sarà scouting a disposizione di Luis Enrique e anche osservatore alle dipendenze di Walter Sabatini. Sarà una Roma targata 4-3-3, si diceva: ecco perchè le operazioni di mercato del nuovo ds giallorosso sono tutte orientate alla ricerca di giocatori quanto mai adatti a quel tipo di modulo. Al resto, ci penserà direttamente Luis Enrique.

Chi l'ha seguito quotidianamente nel lavoro al Barça B, racconta di un tecnico maniaco dei dettagli, uno abituato a far provare e riprovare un movimento decine e decine di volte, uno che pretende la massima partecipazione, anche psicologica, al lavoro, uno che fa fatica ad uscire dal campo di allenamento. Non a caso, le indiscrezioni legate al suo primo approccio con la Roma indicano una volontà di cominciare con un ritiro di almeno tre settimane: l'occasione per conoscere i suoi nuovi giocatori e soprattutto per farsi conoscere. L'applicazione del suo 4-3-3 durante la partite della Liga Adelante ha fornito numeri che si commentano da soli: giocare in casa o fuori, per il Barça B ha contato poco. Riepilogo: 124 partite, 59 vittorie e 40 pareggi. I successi sono arrivati 37 volte a Barcellona e 22 in trasferta. Nell'ultimo campionato, quello terminato sabato scorso al terzo posto, Luis Enrique ha centrato il record di gol all'attivo, 85: 44 sono state le reti casalinghe e 41 quelle realizzate in trasferta. Come dire: la mia squadra non si risparmia mai e pensa sempre a giocare, in casa o fuori. A Barcellona aveva un collaboratore, Barbarà, che curava ogni giorno l'addestramento degli attaccanti: questo perchè non vuole lasciare nulla a caso o alla sola qualità tecnica del giocatore. Facile ipotizzare che la stessa cosa accadrà a Roma. E le regole per attaccare? Palla a terra, manovra rapida, ragnatela in orizzontale, pochi (rari) i cross, i palloni alti e sistematico uso della corsie esterne, anche se la forza del Barcellona di Pep Guardiola, due Champions League negli ultimi tre anni, è la capacità di attaccare per vie centrali. Quattro difensori in linea, un centrocampista centrale davanti alla difesa con due mediani di qualità e quantità ai suoi lati, poi due attaccanti sugli esterni e una punta di riferimento: un modulo simile a quello che viene proposto da Zdenek Zeman, ma diverso nell'interpretazione. Con un ricorso maggiore al fraseggio per vie orizzontali, ad esempio, mentre le squadre del boemo puntano più verticalmente verso la porta avversaria. Il principio, però, è lo stesso: attaccare e recuperare il pallone nel più breve tempo possibile quando passa tra i piedi degli avversari per ricominciare ad attaccare. Facile, no?

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=152105&sez=HOME_SPORT

est1900

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Se si parla di registi, credo che Pizarro sia uno dei migliori in Europa in quel ruolo.
Che minchia ci fanno con alcantara?
Oppure, cosa aggiunge in più rispetto a Pizarro?

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anderz

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Citazione di: MTL il 09 Giu 2011, 10:29
Nel frattempo, LE l'anno prossimo porterà questa innovazione epocale: il trigoria giocherà con 12 giocatori in campo!!!

Roma, il calcio show di Luis Enrique
Una vita all'attacco, 4-4-3 senza paura             
             
di Mimmo Ferretti
ROMA - Una vita all'attacco. Prima da calciatore con le maglie di Sporting Gijon, Real Madrid e Barcellona, poi anche da allenatore con la tuta del Barça. Luis Enrique Martinez Garcia, il nuovo tecnico della Roma, ha da sempre il gol in testa. Ne ha segnati 103 da calciatore, anche se non era una vera e propria punta; ne ha fatti segnare 208 dalla panchina del Barça B, in tre campionati di Liga Adelante, giocando un calcio molto offensivo, figlio legittimo del modulo 4-3-3. Un sistema di gioco che esporterà a Trigoria, grazie anche al supporto dello staff che si porterà dietro dalla Spagna. Ieri, sotto questo aspetto, è stato giorno di diverse novità, con defezioni e nuovi ingressi rispetto a quanto trapelato martedì. Ivan De la Peña sarà il vice di Luis Enrique: Joan Barbarà, secondo dell'asturiano a Barcellona, in extremis ha deciso di non muoversi. Poi ci sarà Robert Moreno, definito collaboratore di campo negli accordi intercorsi tra Roma e Barcellona; Antonio Llorente, il mental coach (Joaquin Valdes non se l'è sentita di mollare la Spagna); Raphael Cabanellas, il preparatore atletico. A questi va aggiunto Marcos Lopez, che non avrà un compito specifico durante gli allenamenti, ma sarà scouting a disposizione di Luis Enrique e anche osservatore alle dipendenze di Walter Sabatini. Sarà una Roma targata 4-3-3, si diceva: ecco perchè le operazioni di mercato del nuovo ds giallorosso sono tutte orientate alla ricerca di giocatori quanto mai adatti a quel tipo di modulo. Al resto, ci penserà direttamente Luis Enrique.

Chi l'ha seguito quotidianamente nel lavoro al Barça B, racconta di un tecnico maniaco dei dettagli, uno abituato a far provare e riprovare un movimento decine e decine di volte, uno che pretende la massima partecipazione, anche psicologica, al lavoro, uno che fa fatica ad uscire dal campo di allenamento. Non a caso, le indiscrezioni legate al suo primo approccio con la Roma indicano una volontà di cominciare con un ritiro di almeno tre settimane: l'occasione per conoscere i suoi nuovi giocatori e soprattutto per farsi conoscere. L'applicazione del suo 4-3-3 durante la partite della Liga Adelante ha fornito numeri che si commentano da soli: giocare in casa o fuori, per il Barça B ha contato poco. Riepilogo: 124 partite, 59 vittorie e 40 pareggi. I successi sono arrivati 37 volte a Barcellona e 22 in trasferta. Nell'ultimo campionato, quello terminato sabato scorso al terzo posto, Luis Enrique ha centrato il record di gol all'attivo, 85: 44 sono state le reti casalinghe e 41 quelle realizzate in trasferta. Come dire: la mia squadra non si risparmia mai e pensa sempre a giocare, in casa o fuori. A Barcellona aveva un collaboratore, Barbarà, che curava ogni giorno l'addestramento degli attaccanti: questo perchè non vuole lasciare nulla a caso o alla sola qualità tecnica del giocatore. Facile ipotizzare che la stessa cosa accadrà a Roma. E le regole per attaccare? Palla a terra, manovra rapida, ragnatela in orizzontale, pochi (rari) i cross, i palloni alti e sistematico uso della corsie esterne, anche se la forza del Barcellona di Pep Guardiola, due Champions League negli ultimi tre anni, è la capacità di attaccare per vie centrali. Quattro difensori in linea, un centrocampista centrale davanti alla difesa con due mediani di qualità e quantità ai suoi lati, poi due attaccanti sugli esterni e una punta di riferimento: un modulo simile a quello che viene proposto da Zdenek Zeman, ma diverso nell'interpretazione. Con un ricorso maggiore al fraseggio per vie orizzontali, ad esempio, mentre le squadre del boemo puntano più verticalmente verso la porta avversaria. Il principio, però, è lo stesso: attaccare e recuperare il pallone nel più breve tempo possibile quando passa tra i piedi degli avversari per ricominciare ad attaccare. Facile, no?

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=152105&sez=HOME_SPORT

Ah, dici che stavolta cutwind scenderà in campo direttamente con la maglia "della giallorossa"?  :^^

eaglefly1978

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Citazione di: giggio il 09 Giu 2011, 10:05
ma quando mai alcantara alla roma...

Ecco il nuovo acquisto della riom il giorno della presentazione...


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