Lo so bene che il Turone d'oro è stato assegnato ad honorem fino al 2015. Però c'è chi lotta strenuamente per il Turone d'argento:
http://www.ilromanista.it/images/copertina/copertina_20110611.pdfQuesto qua ha il dono di rendere il sublime banale, di trasformare il serio in ridicolo, di scomodare le cose importanti per cause irrilevanti. E, fateci caso, ha una percentuale di cxxxxte per frase che è impressionante. Buona lettura, se ce la fate.
CARMINE FOTIALa parola "rivoluzione culturale" non l'ha
certo detta per caso Water Sabatini, nella
conferenza stampa-show di ieri a Trigoria.
Ha voluto dire che il tris d'assi che da ieri comanda
a Trigoria, lui stesso, Franco Baldini,
Luis Enrique, ha avuto da Tom DiBenedetto
il mandato di spazzare via incrostazioni,
pigrizie, vecchie abitudini, dentro e fuori il
campo, per riaprire un nuovo ciclo della Roma.
Era dai tempi di Nils Liedholm - mi perdonerà
il nostro carissimo Paolo Franchi,
teorico del "riformismo romanista", se azzardo
un tale paragone - che non si udiva una
così netta dichiarazione d'intenti, una "filosofia"
che non è solo tattica di gioco e strategia
di mercato, ma una weltanschauung
(una visione del mondo).
Una squadra che non ha paura di sfidare
i giganti del potere economico e calcistico,
le cricche e le caste. Una squadra che ha una
mentalità vincente non perché vuole vincere
a ogni costo e con ogni mezzo, ma perché
non ha paura di nessuno e lancia a tutti la sua
sfida.
Era esattamente quello che si aspettava il
popolo romanista, dopo mesi di attesa sfibrante,
di trattative estenuanti, di colpi bassi
sferrati dalle potenti lobby conservatrici
spiazzate dall'avvento di una nuova era. Alle
parole, ovviamente, dovranno seguire i
fatti, in termini di colpi di mercato e poi di
risultati sul campo, ma le parole - come ammonisce
Nanni Moretti - "sono importanti",
perché sono impegni d'onore presi davanti
a un popolo che merita di poter ricominciare
a sognare.
La rivoluzione americana, di cui questo
giornale ha parlato per primo, interpreta lo
spirito più antico dei romanisti: quella raccontata
da Sabatini (che parlava in qualche
modo anche per Luis Enrique e Franco Baldini)
è una Roma sfrontata - il nuovo Ds a un
certo punto ha proprio usato il termine "arrogante"
- che vuole imporre la sua mentalità
e il suo gioco, puntando sui grandi campioni
che ha, a cominciare dalle bandiere
Totti e De Rossi, e sui giovani talenti che arriveranno.
E che saranno lanciati subito
perché, Sabatini dixit, non esistono giocatori
troppo giovani per andare in campo, ma
solo "giocatori forti e giocatori scarsi". E non
c'è dubbio che quelli che la Roma sta inseguendo
appartengano alla prima categoria.
Non a caso ieri sia Sabatini che Luis Enrique
hanno voluto incontrare Francesco
Totti. E' attorno a lui che nasce la Nuova Roma,
spazzando via in un secondo le [...]e
che hanno cercato invano di turbare questo
atto di (ri)nascita. Un campione senza età e
senza tempo, una "divinità": "Totti è come la
luce/che si diffonde al tramonto/sui tetti di
Roma" ha detto Sabatini, rivelandosi uomo
di buone letture e componendo i versi della
nuova lirica romanista.
Se ogni rivoluzione ha il suo profeta,
quella romanista ha il profilo da gladiatore
di Francesco.
Hasta Siempre Capitano!