Nando la tua partenza mi rattrista perchè sei uno forte, più forte dei pregiudizi, più forte delle critiche. Sei arrivato che a stento eri considerabile un portiere, ti abbiamo visto crescere, scalare posizioni. Ricordo quel Lazio-Milan con mio fratello che diceva:"a sto punto facciamo entra' un altro giocatore di movimento, tanto è come giocare senza portiere", ti abbiamo visto fare la riserva di un pluriquarantenne eterno secondo, ti avevamo giudicato già finito, o meglio, mai iniziato.
Poi ti abbiamo visto riprenderti la porta, scalzando i due portieri che erano venuti a fare i titolari, abbiamo ammirato la nascita di un acrobata dei pali, di un artista del colpo di reni perdonandoti sempre (o quasi) quelle leggerezze che ogni tanto ritornavano come incubi d'infanzia. Ci hai regalato una notte da sogno, tu contro quel pallone pesantissimo, tu contro el pibe di bari, tu contro campagnaro. Ti sei riconfermato pochi mesi dopo in Cina, tu unica barriera contro la valanga nerazzurra e un'altra coppa alzata. Poi hai conquistato la porta della tua nazionale e con essa una semifinale. E lì, forse, tra di noi si è rotto qualcosa. Sei tornato troppo soddisfatto di te stesso, senza più lo stimolo di fare altri miracoli evolutivi, hai creduto più nel tuo procuratore (un riomanista, ricordatelo, della stessa stirpe che ti ha deriso per anni) che nella tua, perchè tua era, Lazio. Ora le nostre strade si sono divise, spero solo che sarai tu a rimpiangerci e non viceversa. Ciao.