Io d'estate giro per casa in pantaloncini e maglietta, come quasi tutti penso.
Buona parte dei pantaloncini che uso fanno parte delle mute della Lazio che mi compravo quando ancora giocavo, raramente, a calcetto.
Un paio di anni fa torno dall'ufficio e vado in camera a cambiarmi.
Apro il cassetto e ne prendo uno.
Quello di questa maglia:

Poi prendo la prima maglia che mi capita sotto mano, senza neanche far caso a cosa prendevo.
Passo davanti allo specchio e mi blocco.
Torno indietro mi tolgo la maglia e ne prendo una blu.
Mia moglie vede la scena e mi chiede se per caso la maglia era strappata o macchiata.
Io: "No è rossa"
Lei: "Embè?"
Io: "Vicino ai pantaloncini gialli non la posso mettere"
Lei: "Ma sono della Lazio?"
Io: "Ma sempre giallorosso sarebbe, e addosso a me non può essere"
Lei: "Tu non sei normale"
Io: "No, so' Laziale..."
Poi ci sarebbero i soldi, tanti soldi, uno stipendio mensile che corrisponde ad lameno cinque anni di stipendio attuale ed allora la testa vacilla.
Ma se fossi già un calciatore senza problemi economici ma il cuore fosse lo stesso di adesso sarebbe dura evitare di farsi fotografare, riprendere o evitare di apssare davanti ad uno specchio.
L'aspetto economico è importante quando non ti appartiene.
Se, anche se in forma minore, fa già parte della tua vita hai la fortuna di poter scegliere di seguire un principio.
La tua carriera potrà comunque continuare da un'altra parte.
Se i difettosi ti danno il triplo di quello prendi magari c'è qualcuno lontano da Roma che ti offre i doppio, e va bene uguale.
Il prezzo da pagare sarebbe comunque basso rispetto a quello che dovrei chiedere alla mia coscienza.