Gentile presidente Tucci, vorrei permettermi di darle due o tre consigli. Purtroppo ho ancora folti capelli neri ma qualche esperienza l'ho maturata nella mia quasi trentennale carriera di tifoso Laziale. Sgombrerei subito il campo da ogni equivoco: sono convinto che qualsiasi cittadino Italiano, non solo Laziale le assicuro, consideri l'ordine che Lei presiede un'anomalia corporativista fuori dal tempo. Non a caso, l'unico altro Paese al mondo in cui esiste un ordine dei giornalisti è (era?) l'Egitto di Mubarak. Come temo avranno modo di dire in futuro gli storici, l'onestà e la qualità dell'informazione prodotta negli ultimi decenni dal Vostro anomalo ordine non ha certamente giovato alla capacità di scelta politica di larga parte della popolazione Italiana. Come conseguenza di tale limitata e distorta capacità di scelta della classe politica ora si dice che il Paese sia sull'orlo del precipizio economico. Del resto, per un giornalista garantito da un ordine, non esposto ad alcuna concorrenza reale, è facile essere condizionato dal potente di turno, è facile travisare i fatti, è facile rincitrullire un popolo intero modificandone valori ed etica secondo i voleri del datore di lavoro, è facile condizionarne il voto. Il problema purtroppo per Voi è che poi si corre il rischio, specie nei momenti difficili come questo, che anche il Popolo più rincitrullito, condizionato e privo di valori ed etica possa divenire spietato nella ricerca di vendetta. Si guardi attorno, osservi i mutamenti che stanno avvenendo, ripensi a come Lei il vostro ordine negli anni avete adempiuto alla missione di informare liberamente una nazione e visto il momento, ora sia più cauto nei suoi scritti, anche quelli dedicati ad una materia ludica quale è il calcio. Nei momenti cruciali, tacere può essere più salutare che servire qualcuno o qualcosa di sbagliato.
Forse molti suoi amici/fratelli che ritiene da sempre potenti a breve potrebbero non esserlo più. Sia cauto, mi raccomando.
Torniamo alle misere questioni calcistiche che Lei ha sentito di dover affrontare nel suo intervento. Al di là dell'evidenza (che è superfluo rimarcare) c'è qualcosa nel Vostro atteggiamento da misterioso dispensatore di consigli (che in verità mi creda, a più di qualcuno potrebbero sembrare elargiti per conto altrui) che lascia perplessi. Non si è accorto che le gravose condizioni imposte dal CONI per l'utilizzo dello stadio Olimpico sono fuori da ogni logica di mercato? Non si rende conto che, ai più, le stesse condizioni sembrano idonee solo a garantire risorse utilizzate per far sopravvivere un ente a giudizio di molti pachidermico e più interessato al pagamento degli stipendi che allo sviluppo delle discipline olimpiche? E le migliaia di biglietti omaggio non le sembrano solo l'ennesimo, inaccettabile, rivoltante privilegio riservato alla "casta"? Davvero non ha capito che i tempi stanno cambiando? Pensi a freddo a quel che le sto modestamente suggerendo e nel futuro sia più cauto.
Ed ecco il secondo punto dolente che non mi trova in sintonia con il suo pensiero. Ella va spifferando dalle pagine del primo quotidiano sportivo italiano consigli che (lo ripeto) sembrano minacce per conto altrui al presidente della SS LAZIO. Lo rimprovera di dichiararsi fiero della squadra allestita e fiducioso sui risultati che potrà raggiungere. Lei gli "consiglia" un basso profilo. Per quale motivo? La SS LAZIO ha chiuso l'ultimo campionato al quinto posto vedendosi derubata da "sfortunate" decisioni arbitrali di almeno una decina di punti nel silenzio assoluto, se non tra i risolini, degli appartenenti all'ordine da Lei presieduto. In questo momento la SS LAZIO è l'unica società di vertice ad essersi rinforzata. Anche se gli appartenenti all'ordine da Lei presieduto sembrano non essersene accorti, le ricordo che la gloriosa maglia della SS LAZIO quest'anno, oltre che da un fenomeno che porta il nome di Hernanes.,verrà vestita anche da giocatori del calibro di Cisse, Marchetti, Klose e Cana, tanto per citare i nuovi più famosi.
Se ne faccia una ragione,alla luce del mercato fatto, il presidente della SS Lazio, ha tutto il diritto di non essere cauto. Siamo noi tifosi in primis a non volere che sia cauto.
Io auguro a Lei (e a tutti i suoi fratelli/amici che magari le ispirano i consigli al presidente della SS Lazio) tanta serenità. In futuro però sia meno generoso verso le persone a cui riserva tanta amicizia/fratellanza, rimanga molto più cauto e si goda le gioie tipiche della sua età. Del resto, immagino che un uomo come Lei, nel corso della propria carriera, abbia già fatto tutto il possibile per i propri amici/fratelli. Non esageri, non si senta più in debito con nessuno, non ha motivo per esserlo. Eviti di scrivere articoli, che nella forma e nella sostanza potrebbero rischiare di assomigliare a pizzini di minaccia.
Presidente, nel suo interesse La prego, cambi registro e se può ricordi a se stesso e ai propri amici/fratelli che storicamente attaccare la SS LAZIO non è mai convenuto a nessuno. Non conti in alcuna maniera,sulla relativa e presunta impopolarità dell'attuale presidente della SS LAZIO.
Nessuno provi a dividerci, non ce n'è bisogno visto che siamo gente abituata a pensare con la propria testa. Da più di un secolo siamo gente abituata a discutere e dividerci su tutto e su tutti, ma al tempo stesso, da più di un secolo siamo in grado di fare qualsiasi cosa per la SS Lazio.
Si può cercare di intimorire qualsiasi altra squadra o tifoseria ma non la SS Lazio e Noi Laziali.
Non lo dimentichi mai,
Noi Laziali non siamo tifosi, siamo Laziali.
E si ricordi signor Tucci,
che il contratto con il Coni venga rinegoziato,
che nella prossima stagione non ci siano altre sfortunate decisioni arbitrali.
Noi Laziali odiamo le minacce,
alle minacce preferiamo le promesse.
ne tenga conto Lei,
ne tengano conto i vostri amici/fratelli.
Vostro,
BIAFRA
P.s. SgrullameLo.