Carissimo, che lo shonen sia un genere rivolto ad un pubblico adolescenziale non è una mia speculazione, nè un tentativo di screditarlo, è la realtà. E' la definizione stessa che lo dice. Shonen vuol dire ragazzo. Mica c'è niente di male. Fumetti per ragazzi, come esiste la letteratura per ragazzi, che poi può essere pure
ottima letteratura per ragazzi, come l' Harry Potter che citi ( e che io ho amato ) , ma che con tutta la passione del mondo non metterei mai sullo stesso piano, che so, di un romanzo russo.
Quanto al fatto che sostieni che quei fumetti non li abbia mai letti... Vagabond se ho decifrato la tua età ( tra i 17 e i 19 anni, sbaglio? ) io avrò sì e no 3/4 anni più di te, quindi sono della tua stessa generazione, ho visto i tuoi stessi cartoni e letto gli stessi fumetti.
Citazionenei manga i personaggi non devono essere realistici, e nemmeno gli argomenti... altrimenti nemmeno il death note dovrebbe essere citato, neanche l'achimia dato che leggi FMA...e i demoni di yu yu...
Citazionesi può leggere un manga e adorarlo come si può leggere tolkien ed amarlo o harry potter...o anche questi sono infantili perchè contengono maghi streghe apprendisti stregoni hobbit elfi???
Tu fai un errore molto comune che è quello di confondere
reale con
realistico, non ho mai preteso che un personaggio fosse reale, nè ho chiesto la realtà da un fumetto, chiedo invece che siano realistici.
Un' opera può trattare maghi streghe ecc... ec... ed essere realistica.
Ti faccio un esempio, prendiamo Death Note e cosa c'è di meno
reale di un demone della morte che mangia solo mele? Niente, eppure Ryuk è un personaggio magnifico, un angelo custode al rovescio, sempre sospeso tra l'agire e il non agire, sempre in conflitto con se stesso, tirato da una parte dalla sua curiosità per il mondo umano, che lo porta a essere spettatore passivo anche di fatti cruciali, e dall'altra da interessi personali - a volte la sua stessa vita! - che lo spingerebbero invece ad agire come Deus Ex Machina. E' una cosa profonda, teologica, bellissima. E ogni sua azione o pensiero nel manga è
realistico perchè ricalca in pieno questo dualismo che l'autore ha voluto instillare nel personaggio.
Poi c'è L, ragazzo genio in jeans e t-shirt, che c'è di più
reale? Niente, la sua
veridicità è indiscutibile eppure è una nota stonatissima nel concerto, perché è
irrealistico, dalle sue manie macchiettistiche, esagerate, alle sue assurde deduzioni. Queste sono il punto debole del fumetto poichè è evidente come l'autore non abbia prestato ad esse la stessa attenzione maniacale che ha dedicato alla sceneggiatura dei machiavellici piani di Light... per cui trame fittissime ordite dal protagonista vengono dipanate con salti logici improbabili, irritanti, in una manciata di frasi. Della genialità di Light osserviamo la profondità di pensiero, la complessità con cui ogni minimo meccanismo va a incastrarsi con gli altri. La genialità di L è sciatta, insopportabile, scontata, ogni suo pensiero dice tra le righe:
ho capito che è così perché sono un genio, e non c'è bisogno di altre spiegazioni.
E' irrealistico.
Ho fatto l'esempio di Death Note, un fumetto maturo.
One Piece, Rave, Bleach, Naruto, Fairy Tail, Shaman King ... vuoi che ti riassuma la trama di tutti quanti insieme? Un gruppo di simpatici ragazzi con poteri diversi ( frutti/pietre/chakra/ecc ecc ) che affrontano un cattivone. Battuto quello, si passa al cattivone successivo che è ancora più forte! E così via.. se questa è una trama "molto fitta" , non so davvero che dire. I personaggi sono poi oggettivamente tutti similissimi, alcuni in modo imbarazzante.
Filosofia non ne vedo, a meno che non consideri quella spicciola ritirata fuori nei momenti di difficoltà dal protagonista, quella del non arrendersi, l'amicizia ecc ecc...
OH io all' epoca li adorai tutti eh...