Lotito contestato ed insultato da alcuni "tifosi"

Aperto da giò7, 07 Ago 2011, 02:25

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Aquila Romana

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Citazione di: gaizkamendieta il 09 Ago 2011, 15:11
io no.. lo stadio come luogo c'era molto di piu' prima che nascessero gli ultra.. e sopratutto era.. DI TUTTI

Lo stadio è di tutti, a meno che per te lo stadio non sia solo la parte bassa del settore di Curva Nord

O magari hai solo l'inconscio desiderio di essere un capo tifoso, ma ancora non ne hai coscienza

syrinx

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Gli ultras sono una piccola e passeggera parte del calcio che non collima da tempo con la passione genuina per la propria squadra, almeno da noi.


Palo

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Citazione di: porgascogne il 09 Ago 2011, 16:09
tu ci arrivi diretto, io per gradi (ma la conclusione credo sia la stessa)

non credo che solo la passione spassionata (mi si perdoni la cacofonia) basti a fare ciò
l'esempio degli ES (dal quale io, come fuitore finale, provengo), non basta, non può bastare
nel senso che ai tempi degli ES c'era molta più passione disinteressata ma poi, alla fine, non è bastata o meglio è bastata per 10/15 anni
poi, è successo altro

di peggio, intendo
Io, da bravo ragazzo prima, da estremista di sinistra poi e da "buon padre di famiglia" ora, mi sono sempre vergognato di alcuni comportamenti, dei tifosi "non organizzati" dei primi anni 70, degli Es poi e degli IRR ancora dopo. Non ho ancora potuto sperimentare l'attuale gestione ma non dubito che ci sarà qualcosa di cui mi potrò vergognare.

Sul tavolo sono state messe, tuttavia, delle carte che mostrano aspetti del calcio che prescindono dal coro lpdm o dalla mano a paletta. O, forse, che ne sovrastano il significato. Il "movimento ultras" ha un che di romantico e di eroico. E, in quanto tale, è destinato alla sconfitta, schiacciato dal superiore peso dell'interesse politico ed economico. Il calcio è sempre stato uno strumento per acquisire consensi o per guadagnarsi conoscenze. Gli ultras sono stati nutriti e pasciuti finchè è stato utile nutrirli e pascierli. La manovalanza di picchiatori (così ben descritta nell'articolo) è stata allevata in curva. E da questo miscuglio tra politica e tifo, si sono lanciati tanti palloni sonda per capire come la maggioranza silenziosa reagiva a certe manifestazioni. Lo stadio è diventato, ben prima degl anni 90, un laboratorio sociale. Ed era il luogo dove permettere al violento di scatenare la sua violenza "senza fare troppi danni". Meglio li dentro che per strada. E, guarda caso, negli anni 80, l'impegno politico nelle scuole si è diluito. Negli anni settanta quasi tutti avevano una posizione politica (qualsiasi essa fosse) e la alimentavano (molti almeno lo facevano) studiando. Avevamo le nostre divise (l'eschimo, le clarks piuttosto che il cachemire ed il capello ordinato) e ci confrontavamo, ci menavamo, ed alimentavamo, nostro malgrado, le frangie estreme che avrebbero dato vita al terrorismo di entrambe le sponde. Tutto questo era diretto, manovrato dall'alto, dalle stanze dei bottoni. Quando il gioco è diventato troppo pericoloso sono finiti gli anni di piombo e nelle scuole hanno cominciato a scomparire le clarks ed a comparire le sciarpe delle squadre di calcio (cosa inimmaginabile ai miei tempi). Ed il tifo per una squadra di calcio si è trasformato da passione (anche violenta, ma fine a se stessa) in qualcosa che, poi, sarebbe diventata l'ideologia, la "mentalità ultras". I duri e puri, che ci sono e non sono pochi, sono probabilmente degli anarchici in pectore, o degli antagonisti ... L'analisi che KG fa è, a mio modo di vedere corretta. Il rifiuto per il calcio business, ancorché condivisibile, è perdente e frustrato dal fatto che l'irrazionalità del tifo calcistico ti spinge a fare dei compromessi (non faccio la tessera pero compro il biglietto che l'odiato Lotito mi vende) inaccettabili.

In questo contesto rimangono, in posizioni non proprio defilate, personaggi di dubbia affidabilità che dai microfoni di radio dell'una dell'altra sponda del Tevere, manovrano per il proprio interesse e tornaconto masse di ingenui. Questi rappresentano un vero e proprio cancro che, tuttavia, se non avesse il calcio come mezzo di comunicazione, si appoggerebbero a qualcos'altro per portare avanti il loro interesse e quello di chi li manovra da dietro le quinte.

Tornando al punto di partenza, credo che il massimo che si possa sperare per lo stadio Olimpico, è che alle parole del comunicato Ultras Lazio, seguano fatti coerenti e che, con il conforto di risultati positivi, si possa instaurare un clima meno teso. Confido anche nel fatto che ci possa essere una de-politicizzazione dello stadio. La destra di governo ha profondamente schifato coloro che guidano la curva da "in basso a destra", chissà ...

happyeagle

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lo stadio può anche rimanere vuoto ché le partite le giocano lo stesso con i rumori di sottofondo artificiali trasmessi dagli altoparlanti , gli spettatori possono diventare superflui nell'ottica del calcio televisivo , già qualche società pretende per contratto di non inquadrare manifestazioni contrarie ai regolamenti fatte sugli spalti , e qualche volta i registi fanno le acrobazie per non far vedere quanta poca gente c'è ,

in questo scenario desolante , lo spazio in curva se usato con intelligenza porterebbe consensi notevoli ai nuovi ultras se questi portassero avanti istanze ed argomenti condivisibili ,

invece si preferisce l'appiattimento su vecchi slogan e rituali obsoleti ,

quella che poteva diventare una risorsa per la 'società' alla fine è risultato un peso osteggiato dalla gran massa di chi segue il calcio .

purtroppo tanti ragazzi ancora si avvicinano agli ultras per spirito di emulazione e naturale esuberanza giovanile , quando si accorgeranno di essere stati usati sarà troppo tardi , che i vecchi capopopolo avranno ottenuto un posto al sole per il futuro mentre a loro rimarrà solo il ricordo delle cazzate fatte ,

tutto già visto con i vari movimenti studenteschi e di piazza del passato , alcuni oggi pasteggiano a champagne tutti gli altri al massimo guardano le foto di quando facevano casino insieme

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Kim Gordon

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Citazione di: gesulio il 09 Ago 2011, 15:27


mi piaci quando prendi d'aceto, detto questo brividi per il video che hai ppostato, no??
fatta salva la severità del trattamento che mi riservi il video la dice lunga sul clima che offre una tifoseria organizzata.

la tifoseria organizzata del besiktas, ultras terribili come daltronde sono quelli di galatasaray e fenerbhace.

la tigna ha voluto che cercando su google le parole ultras e turchia il primo link è stato quello di un documentario di discovery channel sul tifo organizzato turco che posto dis eguito, così per farsi un 'idea di cosa stiamo parlando davvero, perchè potrebbe essere interessante.

E' un dato di fatto che la violenza nel calcio rappresenti un problema serio ed incessante in tutto il globo. In un viaggio all'interno delle tifoserie Discovery Channel cerca di scoprire la verità su questo fenomeno, andando direttamente a contatto con il mondo degli ultras: i gruppi di hooligans che portano la violenza organizzata nel "gioco più bello del mondo".
Il viaggio di "Ultras nel mondo: Curve infuocate" (Football Hooligans International) continua giovedì 29 Novembre alle 22.00 (piattaforma SKY, canale 420 -replica martedì 4 alle 23.00) con lo special sulle tifoserie turche.


Una anteprima qui:

http://youtube.com/watch?v=Qsm0-c_RR-0

 

Turchia

Il popolo turco ha un forte senso dell'onore e d'identità nazionale. Il fanatico tifo calcistico, la diffusa cultura dell'uso del coltello ed una faida in corso con gli hooligans inglesi rendono questo viaggio particolarmente eccitante ma pericoloso per Danny.

Danny incontra le tifoserie appartenenti alle due maggiori squadre di Istanbul, Fenerbahce e Galatasaray.  Si addentra nel territorio del Galatasaray per incontrare i suoi hooligans. Questi gli forniscono la versione turca della storia della tristemente nota battaglia contro i tifosi del Leeds, durante la quale due britannici furono accoltellati a morte.

Danny assiste alla partita più importante della Turchia: il derby di Istanbul: Fenerbache - Galatasaray.  In questa tesa giornata di derby, i tifosi del Galatasaray arrivano in taxi allo stadio del Fenerbache sulla sponda asiatica del Fiume Bosforo dove sono poi bersagliati da sequele di insulti e oscenità. Gli hooligan del Fenerbahce invitano Danny a vedere la partita insieme a loro; sarà un'esperienza fatta di bengala, bandiere, fuochi d'artificio e gas lacrimogeno.  Con le pietre che piovono sugli spalti dove si trovano i supporter della squadra ospite, e la polizia che sente molto la temibile forza dei tifosi, nessun può sentirsi al sicuro in questa polveriera.

Dopo la sconfitta, i tifosi del Galatasaray cominciano a fare a pezzi lo stadio del Fenerbahce.



Le "tifoserie" turche

Squadra di calcio: Galatasaray

Tifoseria: "Ultra Aslan"

Squadra di calcio: Fenerbache

Tifoseria: 'Kill for You' (KFY)

Istanbul è la sede di uno dei più agguerriti derby del calcio, la città dove l'oriente incontra l'occidente, l'Asia incontra l'Europa, il Fenerbache incontra il Galatasaray. Queste due squadre hanno una rivalità di lunga data che fa sì che la passione dei tifosi si riversi per le strade sfociando nella violenza.  Le tifoserie delle due squadre, KFY e Ultra Aslan, si scontrano regolarmente per le strade di Istanbul brandendo l'arma prediletta dei tifosi turchi: il coltello.

Squadra di calcio: Karsiyaka

Tifoseria: KSK Çarşı

Squadra di calcio: Goztepe

Tifoseria: Yalı

Se la Serie A turca può sembrare l'inferno, è nelle serie minori che entrano in azione i veri hooligans del calcio.  E' nella bellissima città portuale di Izmir che troviamo due squadre al top della rivalità.  Karsiyaka e Goztepe sono acerrime rivali.  L'ultima volta che le squadre si sono incontrate, un tifoso è stato accoltellato a morte. Le squadre sono guidate da veri e propri capi, dei generali che dirigono le loro truppe sugli spalti per incitare le rispettive squadre.

In questo caso, i tifosi hanno un maggiore controllo sulla società calcistica, ed il presidente, i giocatori ed il team manager vivono nel timore di ciò che le tifoserie possono fare e delle conseguenze che questo può avere sulla squadra e la società.  In occasione di una vittoria netta della squadra del Karsiayka allo stadio Ataturk, uno dei capi tifoseria ha portato tutta la squadra dai tifosi per assicurarsi che vedesse bene quanto questi avevano apprezzato la sua prestazione. Questo potere e questo forte sostegno dei tifosi è ciò che, con grida terrificanti, tiene vive le squadre di calcio.




l'idea che mi sono fatto così, aprendo il primo link utile, (una specie di esperimento) è che sia una discreta caciara lì, non proprio l'idea addomesticata che tu mi sembrava volessi palesare postando il video che hai postato.

Kim Gordon

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scusa, mi è partito il post.
volevo finire, dicendo che romanzo a parte sembrerebbe che in turchia le curve portino dentro lo stadio contraddizioni sociali e politiche che gioco forza si dimostrano antagoniste al ssitema calcio business che tu citi.

è una questione dinamica.
il potere nel sistema capitalista è un numero, un numero finito.
al crescere di un elemento corrispomde la decrescita di un altro.


gaizkamendieta

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Citazione di: Aquila Romana il 09 Ago 2011, 16:48
Lo stadio è di tutti, a meno che per te lo stadio non sia solo la parte bassa del settore di Curva Nord

O magari hai solo l'inconscio desiderio di essere un capo tifoso, ma ancora non ne hai coscienza
non facciamo gli ipocriti !!
sai benissimo che volevano monopolizzarlo e per la verita' per un certo periodo ci sono anche riusciti... o forse vuoi che ti racconti qualche piccolo particolare???
vogliamo parlare di quando qualcuno metteva qualche striscione che a loro non piaceva???
o se andiamo a livelli piu' alti di quando la puma voleva mettere degli stand alle entrate e gli è stato "consigliato" di non farlo perche' perche qualcun altro aveva i suoi prodotti???
cosi' era di tutti??
o vuoi che ti faccia altri 100 esempi???

Kim Gordon

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Citazione di: COLDILANA61 il 09 Ago 2011, 15:32
Scusa Kim ma adesso esagerate . Mischiate il Sacro con il profano .

Gli ULTRAS sono una parte del calcio .
Non sono gli unici e soprattutto non sono i piu' importanti.

Vi rifate ad un calcio che non c'e' piu' , ma allora (anni 70) non c'era il sentirsi ULTRAS . Ma eravamo tutti in curva (era pieno di fasci , Roccia era uno di questi) ma non ricordo bandiere con croci celtiche , non ricordo striscioni sui forni , etc.

Qualcuno dice che non si degna di rispondere , ed allora , visto che sono di coccio , cosa c'entra con la Lazio , con gli ultras , con Lotito mettere in questa topic il problema della Carcerazione Preventiva ?

Rispondo a Te , Kim , perche' molte posizioni su altri temi erano molto vicine alle mie . Su questa dissento , dovendo far almeno parecchi distinguo .

ao, meri sfuggito..quasi. bella vecchiaccio come stai??!è un piacere. :beer:

ti rispondo(?)

vuoi che ti di dica che la destra estrema è stata più brava ad interpretare le rivendicazioni bofonchiate dalle classi subalterne?
vuoi che ti dica che la curve d'italia e d'europa sono state inondate da ideali stampella che essa (l'estrema destra) ha saputo offrire di fronte allo sfaldarsi delle ideologie dei primi anni 80?
vuoi che ti dica che le celtiche e i cori antisemiti, razzisti, l'ideologia dell'inimicizia del campanilismo esasperato, del noi e voi che rimane senza nessuno sfondo comune in cui potersi ritrovare sono la logica conseguenza di un clima che è andato via via avvitandosi intorno alla violenza come espressione unica?

questo a grosse linee ho capito che è andato verificarsi negli ultimi 30 anni.
ci si addormentava con il sogno di beverly hills e ci svegliavano tutti sudati, in un mare di realtà.
accannati dagli intelletuali rifarditi e senza più lotte in cui riconscere i propri bisogni quelli della mia età hanno offerto il finaco a coloro i queli, soli, se li sono inculati, quelli che se li magna il rancore, la paura, il disprezzo.

giusto, sbagliato, così è andata. almeno, mi sembra.

io ho vissuto tutto questo. con uno stile mio. se vuoi migliore. fidate. ;) 
ma non è stata rose e fiori. per primi per tutti quanti queli che unica colpa avevano era quella di essere la gente.
le colpe, gli schifi, riconosceteli tutti quelli di cui gli Ultras si sono macchiati.
ma pure farli diventare i capri espiatori di un operazione di mercato lo trovo beffardo, quanto meno.

la cultura dell'inimicizia è nociva sempre. non solo quella degli ultras.
la demonizzazione è la camera da letto dell'inimicizia.




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gesulio

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prima di tutto il tuo nulla sottovuoto spinto al limite può portarmi al sonno, non certo all'aceto. Continui a farti film mai esistiti su quanto volevo dire a proposito del video.

L'idea di un tifo dentro lo stadio a quella maniera non è utopia e non c'entra niente l'essere una tifoseria violenta o schierata politicamente. Potevo mettere un video dei rangers, o dell'olympiacos, è capitato quello per caso, perché mi è sembrato abbastanza paradigmatico.
Puoi concentrarti su questo scarno, semplice concetto, da me espresso col video di prima.

Oppure continuare con le tue dotte quanto inutili elucubrazioni sui massimi sistemi e su come l'essenza ultras si identifichi come l'ultimo baluardo alla lotta di classe, fai pure.

Al limite ti leggero' stanotte in caso di insonnia.

Adios.

Kim Gordon

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Citazione di: gesulio il 09 Ago 2011, 20:46
prima di tutto il tuo nulla sottovuoto spinto al limite può portarmi al sonno, non certo all'aceto. Continui a farti film mai esistiti su quanto volevo dire a proposito del video.

L'idea di un tifo dentro lo stadio a quella maniera non è utopia e non c'entra niente l'essere una tifoseria violenta o schierata politicamente. Puoi concentrarti su questo scarno, semplice concetto, da me espresso col video di prima. Oppure continuare con le tue dotte quanto inutili elucubrazioni sui massimi sistemi e su come l'essenza ultras si identifichi come l'ultimo baluardo alla lotta di classe, fai pure.

Al limite ti leggero' stanotte in caso di insonnia.

Adios.

:lol:

quindi io sarei dottolo e tu pisolo?? e porga?? biancaneve??


la risposta è veloce, magari tibecco ancora sveglio. NO.

a quella in grassetto che mi poni è no. è utopia.

quella cosa lì la fanno i tifosi organizzati.
tifosi organizzati significano gente che condivide un tempo e uno spazio e se ne appropria portando dentro la vita, non solo cori e striscioni.

la vita è tutto. senza esclusioni. sennò è fruizione.

ti sei già addormentato?

gesulio

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quasi, il trionfo dell'astratto mi concilia con il nulla, ma in ogni caso, cosa è realmente ciò che chiami vita e che qualcuno vorrebbe fuori dagli stadi? Esempi concreti, no perditempo sottoforma delle solite trite teorie sulla lotta di classe.

Kim Gordon

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Citazione di: gesulio il 09 Ago 2011, 21:09
quasi, il trionfo dell'astratto mi concilia con il nulla, ma in ogni caso, cosa è realmente ciò che chiami vita e che qualcuno vorrebbe fuori dagli stadi? Esempi concreti, no perditempo sottoforma delle solite trite teorie sulla lotta di classe.

boh, chi sei e che fai  dove sei e fai.

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Citazione di: gaizkamendieta il 09 Ago 2011, 20:28
non facciamo gli ipocriti !!
sai benissimo che volevano monopolizzarlo e per la verita' per un certo periodo ci sono anche riusciti... o forse vuoi che ti racconti qualche piccolo particolare???
vogliamo parlare di quando qualcuno metteva qualche striscione che a loro non piaceva???
o se andiamo a livelli piu' alti di quando la puma voleva mettere degli stand alle entrate e gli è stato "consigliato" di non farlo perche' perche qualcun altro aveva i suoi prodotti???
cosi' era di tutti??
o vuoi che ti faccia altri 100 esempi???

Si grazie, se hai altri esempi che supportino la tua teoria potrei anche cambiare opinione

Per il momento l'esempio dello striscione rappresenta una contrapposizione di opinioni (oltretutto decisamente estemporanea se spalmata sugli ultimi decenni); anche chi è stato impossibilitato ad esporlo non era un tifoso "puro" e "disinteressato" come viene ipoteticamente raffigurato chi non è ultras, ma stava assumendo delle posizioni antagoniste a quelle della curva.

Per quanto riguarda gli stand della Puma circoscriverei il problema (oltretutto da verificare) sempre ed ancora ad un solo settore (quello della Curva Nord), riconducendolo più ad una posizione accondiscendente da parte di chi - eventualmente - ha rinunciato ad installare gli stand, piuttosto che ad una prevaricazione da parte di chi ha "consigliato" di non farlo (anche perchè ai tornelli della nord stazionano sempre almeno una ventina di celerini in assetto antisommossa).


Kim Gordon

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io non vedo molta differenza fra gli irriducibili che mi impedivano di portare (per dire) una bandiera rossa in curva nord e le blue firm che oggi fanno lo stesso.

potrei pensare che il benpensante si prosti più volentieri ad un altro uomo in divisa blu che ad uno in divisa casual.

potrei pensare che dietro alla famosa e fumosa richiesta di ordine ci sia dell'altro.

lancio una provocazione di cui mi assumo piena responsabiltà.

non è che dietro la delega che viene fatta alla polizia di controllare  e risolvere si celi un furioso senso di impotenza sociale??

daltronde che fa oggi ognuno di noi? quale segno può lasciare il suo passaggio, individuale o collettivo nella storia dell'umanità??

soggetti remissivi e annichiliti, senza più uno spazio d'azione (sen il proprio domicilio, teatro di splendori ma anche orrori) soggetti impauriti e timorosi, mminacciati da un controllo totale e continuo, che urlano il loro odio non nei confronti di chi li tiene al giunzaglio, ma, nel più classico dei paradossi, contro chi violenta questa apatia.

mi è venuto in mente pensando a quanto ci si spelli le mani per gli scontri avvenuti nel magrheb quest'inverno, con quanta simpatia si sia guardato a quelle sommosse sociali, e con quanto disprezzo invece sono stati trattati i ragazzi italiani,francesi, oggi inglesi che spaccano tutto in casa loro.

qulacosa non mi torna. e' vero che i media, da paraculi, usano due pesi e due misure, ma è pur vero che non basta a chiudere il cerchio.

ci deve essere qualche processo inconscio su cui fa leva tutto ciò.


chiaralich

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Citazione di: Aquila Romana il 10 Ago 2011, 11:03
Si grazie, se hai altri esempi che supportino la tua teoria potrei anche cambiare opinione

Per il momento l'esempio dello striscione rappresenta una contrapposizione di opinioni (oltretutto decisamente estemporanea se spalmata sugli ultimi decenni); anche chi è stato impossibilitato ad esporlo non era un tifoso "puro" e "disinteressato" come viene ipoteticamente raffigurato chi non è ultras, ma stava assumendo delle posizioni antagoniste a quelle della curva.

Per quanto riguarda gli stand della Puma circoscriverei il problema (oltretutto da verificare) sempre ed ancora ad un solo settore (quello della Curva Nord), riconducendolo più ad una posizione accondiscendente da parte di chi - eventualmente - ha rinunciato ad installare gli stand, piuttosto che ad una prevaricazione da parte di chi ha "consigliato" di non farlo (anche perchè ai tornelli della nord stazionano sempre almeno una ventina di celerini in assetto antisommossa).
si vabbè...e gli asini volano...
minacciavano chi voleva andare in curva mentre loro scioperavano (sempre per motivi loro tra l'altro...non è che scioperavano contro la fame nel mondo...) e secondo te ci mettevano piu di un secondo a far capire a quell della puma, con le maniere forti, che quegli stand li non dovevano andarci?
no vabbè...andava tutto bene al tempo...c'èra soltanto stò piccolo problema che dovevi fare quello che dicevano loro, quando lo dicevano loro e come lo dicevano loro  :)

happyeagle

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Citazione di: Kim Gordon il 10 Ago 2011, 11:21
io non vedo molta differenza fra gli irriducibili che mi impedivano di portare (per dire) una bandiera rossa in curva nord e le blue firm che oggi fanno lo stesso.

potrei pensare che il benpensante si prosti più volentieri ad un altro uomo in divisa blu che ad uno in divisa casual.

potrei pensare che dietro alla famosa e fumosa richiesta di ordine ci sia dell'altro.

lancio una provocazione di cui mi assumo piena responsabiltà.

non è che dietro la delega che viene fatta alla polizia di controllare  e risolvere si celi un furioso senso di impotenza sociale??

daltronde che fa oggi ognuno di noi? quale segno può lasciare il suo passaggio, individuale o collettivo nella storia dell'umanità??

soggetti remissivi e annichiliti, senza più uno spazio d'azione (sen il proprio domicilio, teatro di splendori ma anche orrori) soggetti impauriti e timorosi, mminacciati da un controllo totale e continuo, che urlano il loro odio non nei confronti di chi li tiene al giunzaglio, ma, nel più classico dei paradossi, contro chi violenta questa apatia.

mi è venuto in mente pensando a quanto ci si spelli le mani per gli scontri avvenuti nel magrheb quest'inverno, con quanta simpatia si sia guardato a quelle sommosse sociali, e con quanto disprezzo invece sono stati trattati i ragazzi italiani,francesi, oggi inglesi che spaccano tutto in casa loro.

qulacosa non mi torna. e' vero che i media, da paraculi, usano due pesi e due misure, ma è pur vero che non basta a chiudere il cerchio.

ci deve essere qualche processo inconscio su cui fa leva tutto ciò.

la gente guarda , si informa ,  elabora le informazioni ed usa l'intelligenza che possiede ................

Kim Gordon

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Citazione di: happyeagle il 10 Ago 2011, 12:36


la gente guarda , si informa ,  elabora le informazioni ed usa l'intelligenza che possiede ................

l'intelligenza è optional estetico.
l'essere umano è un animale.
governato da sentimenti profondi, tra i quali, quelli che ogni società tenta di governare disperatamente, i cosidetti Peggiori.

la rabbia, l'odio, l'invidia per chi ha ciò che a lui è precluso, non sono sentimenti appannaggio dei poveracci soltanto.









GuyMontag

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Si però... vabbé...
Tutto molto bello, l'ultras come l'ultimo baluardo contro il sistema, eroe romantico armato di un panino con la frittata contro il bìsness delle tivvù.

Però non è vero. La contrapposizione non è tra ultras e sistema. Non voglio esser portato a ricordare un bel tempo in cui una torcia ed un fumogeno illuminavano una curva che ora è deserta e silenziosa per colpa del sistema e delle tivvù, per cui si arriva al meraviglioso "l'ultras è contro il sistema, Lotito rappresenta il sistema, quindi l'ultras è - per definizione - contro Lotito".

In curva ci siamo stati tutti, più o meno, e quindi sappiamo com'è. Nel bene e nel male. Ci piace quando la curva trascina lo stadio, ci (mi) fa rodere le balle quando contesta a dismisura, dimenticandosi che lo spettacolo non è essa stessa, ma quello che accade in campo. Ormai l'autoreferenzialità è dilagante. La curva si sente protagonista dello spettacolo calcistico, non più spettatore passivo, ma attore dello stesso.

Bé, non è così. L'ultras non è nato CONTRO il calcio moderno. L'ultras è nato CON il calcio moderno. In un calcio dove quello che conta non accade in 90 minuti la domenica, ma FUORI dal rettangolo, il tifo organizzato trova il suo humus. Non sto giudicando se questo sia un bene od un male. Però che l'ultras si spacci come nemico del calcio moderno è una baggianata.

Primo mistero di Fatima. Si faceva il tifo prima del tifo organizzato. Si cantava, si esultava, si supportava la squadra. Mi sono dilettato, da amante delle statistiche, ad effettuare qualche aggregazioncina di dati. Ne risulta come, dagli anni 30 ad oggi, la presenza dell'ultras NON ABBIA SPOSTATO DI NULLA la media dei punti delle squadre di casa. Nel periodo 1931/35 le squadre in casa facevano più o meno il 70% dei punti, nel periodo 1997/2001 il 63%. Pare pure peggiorato, anche se il dato fluttua. I dati potrebbero essere variamente analizzati. Comunque, quel che è certo è che la presenza del tifo organizzato non ha spostato l'ago della bilancia a favore delle squadre di casa. Un paragoncino tutto nostro mostrerebbe come la miglior stagione degli ultimi anni l'abbiamo avuta quando la curva non c'era, ma questo ci porterebbe lontano...

Ho una foto da paura. Scottish Cup Final 1937, Aberdeen vs Celtic. 146,433 spettatori. Massimo in Europa. Il tifo organizzato non esisteva.



Era solo per difendere il punto di vista di tanti, poco considerati perché urlano di meno, per i quali la presenza o meno dell'ultras non sposta di un minimo la fruizione dell'incontro. Ci sono o non ci sono, non cambia niente. Si canta o non si canta, lo spettacolo non è meno bello. Perché quello che conta è là. Certo, se c'è uno stadio che canta ed incita, mi piace. Quello che è cambiato da quando c'è il tifo organizzato, specie negli ultimi anni, è che tutto questo HA UN COSTO. Prima era un contorno piacevole, ora se vuoi avere uno stadio che canta devi accettare tutta una serie di condizioni che la curva pone.

Tu vai allo stadio e non sai cosa troverai. Tifo o no? Magari il gruppo egemone è cambiato in settimana, sono usciti comunicati e controcomunicati da interpretare e soppesare manco fosse il komintern, lotte e fazioni dilaniano la curva oppure no, tutti d'accordo a contestare, e magari si entra dopo 15', ma loro ti consigliano solo, poi sei libero di fare quello che vuoi, oppure si fischia un giocatore si applaude un altro, quello bordate di fischi perché è una spia, mazzi di fiori per un ultras morto, striscioni criptici per noi umani ma loro se capiscono, iniziative per i canili, solidarietà e celerino di merda, che se vuoi orientarti ci vuole un manuale...

Questo è quello che trovi. E in più ti devi sorbire la retorica dell'ultras ultimo romantico contro il sistema.

Quindi IMHO se l'ultras resiste o non resiste, scompare o meno non me ne cale poi tanto. Nel mio personale immaginario è da un bel po' che questa figura vale di meno di un autografo di Aleandro Rosi. Di sicuro il calcio non scomparirà quando scomparirà l'ultras. Sarà meglio o peggio? Esiste il libero arbitrio. L'ultras ha, ha avuto la possibilità di contribuire per la sua parte a migliorare lo spettacolo calcistico, e ha fallito, per sua insipienza, dei suoi capi, o di chi altro non mi interessa. Personalmente il gioco non vale la candela. Se devo mettere positivo e negativo sul piatto della bilancia, questo pende paurosamente.

Quindi? Io sto con Pag, e finché si respirerà quest'aria allo stadio non ci vado.

Guy

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aquilante

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il neocalcio - o calcio moderno, o nuovo calcio, o calcio industriale, o calcio televisivo, ognuno lo chiami come meglio crede - non significa affatto morte del calcio, non comporta nessuna scomparsa degli stadi, non prevede minimamente l'eliminazione dei tifosi e non ha nel suo dna la cancellazione della dimensione ultras. il neocalcio, molto più poveramente, segna il passaggio da una fase storica del calcio, quella fondata sul portafoglio privato di questo o quell'industriale (da agnelli a lenzini, per intendersi), ad un'altra, fondata sulla capacità delle società di calcio di alimentare la propia esistenza attraverso meccanismi (i più disparati: dal botteghino al merchandising, dagli sponsor ai contratti tv, dai punti ristoro alle joint venture con le imprese del turismo, e così via) di produzione

questo passaggio, meglio questo processo, è ancora tutto in itinere. e i segnali più che contraddittori da cui è attraversato - per esempio: come far coesistere fair play finanziario e ingresso nel calcio europeo di sceicchi o magnati russi, cinesi e americani (ot: la soluzione del problema è riuscita a una sola società, solo ad essa infatti è capitato di venir rilevata da "magnati americani" che puntano al fairl play piuttosto che al proprio portafoglio, da magnati che invece dei soldi portano la managerialità. da magnati-gestori, insomma. fine ot)? - sono lì a indicare che l'esito di questa fase è ancora tutto da scrivere

ciò che davvero sorprende è che in questo processo gli ultras abbiano scelto senza esitare da quale parte schierarsi. come dire: sono saliti su una collina, hanno scrutato l'orizzonte e hanno preso a camminare verso il futuro con la testa beatamente e orgogliosamente rivolta all'indietro. guardiamo ai nostri, di ultras, così è più facile capirsi: si pone la "questione stadio" e invece di battersi per la realizzazione di un emirates stadium biancoceleste (depurandolo il più possibile da ogni ipotesi speculativa personale) tutto ciò che si riesce a proporre è il rifacimento (peraltro palesemente impossibile) del flaminio, l'highbury de noantri di viale tiziano (quando la Lazio fatturava appena qualche miliardo di lire, lenzini per farla grande la posrtò all'olimpico, oggi che i fatturati si misurano sulle decine o sulle centinaia di milioni di euro lariportiamo al flaminio! geniale, non c'è che dire, indubbiamente geniale); e ancora, di fronte a una società che punta a ottimizzare il rapporto tra entrate e uscite, non ci si limita a chiedere - del tutto legittimamente - la sostituzione di un "gestore" che si ritiene a torto o a ragione incapace e inadeguato per questo compito, no, si corre dietro al "magnate ungherese" che azzeri immediatamente il debito e investa centinaia di milioni per portare, hic et nunc, la Lazio ai livelli del manuunited. insomma, un sonno della ragione al cui risveglio non potevano non comparire smarrimento e mal di testa

testa che invece sarebbe il caso di rimettere dritta sulle spalle, per guardare bene avanti e avere bene ben chiari i contorni dell'orizzonte con cui doversi confrontare. e capire magari che, smontando le infrastrutture ideologiche su cui si sta bellamente seduti, il neocalcio offre (offrirebbe) occasioni straordinarie per il rilancio di un movimento ultras forte, consapevole, moderno, capace di incidere su segmenti importanti della vita di una società di calcio. per il motivo molto semplice che i tifosi, oggi, ben diversamente da quelli del passato - spettatori passivi di un gioco che si svolgeva tutto sopra le loro teste e del tutto indipendentemente da loro (la juve di gianni agnelli vinceva, loro applaudivano, e "loro" erano anche gli ultras bianconeri degli anni settanta) - sono parte attiva del percorso societario. perché sono, spesso, piccoli azionisti, perché atrraversi i contatti televisivi determinano la misura deii contratti della società con le tv, perché incrementano i flussi del merchandising e delle sponsorizzazioni. perché insomma oggi il tifoso è l'anima, culturale ed economica, intorno a cui si struttura tutta la vita della società (o almeno di quelle società i cui distini non dipendono dalle finanze di questo sceicco o di quel petroliere)

il movimento ultras poteva (potrebbe) essere allora il nerbo intorno a cui costruire la capacità di una sorta di sindacalizzazione da parte del tifo nei confronti della gestione del calcio moderno. poteva (potrebbe) offrire ai tifosi la capacità di incidere sui costi dei biglietti, sugli orari delle partita, sulla qualità degli stadi, sulla qualità dei servizi offerti negli stadi, sul livello della comunicazione offerta dalle televisioni. eccetera eccetera. e alimentare intorno a questo il consenso necessario per continuare a fare degli spalti il "catino" che ognuno di noi sogna di trovare arrivando allo stadio

senza smontare le strutture ideologiche però di tutto questo non ci sarà traccia. il flaminio, il panino con la frittata, l'album panini, "i scontri", "e cariche", i fumogeni, "l'ultimi ribelli", come eravamo...

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Citazione di: Kim Gordon il 10 Ago 2011, 11:21
daltronde che fa oggi ognuno di noi? quale segno può lasciare il suo passaggio, individuale o collettivo nella storia dell'umanità??

soggetti remissivi e annichiliti, senza più uno spazio d'azione (sen il proprio domicilio, teatro di splendori ma anche orrori) soggetti impauriti e timorosi, mminacciati da un controllo totale e continuo, che urlano il loro odio non nei confronti di chi li tiene al giunzaglio, ma, nel più classico dei paradossi, contro chi violenta questa apatia.

Ma a chi ti stai rivolgendo? Ma tu che fai per il genere umano immerso nella tua colta ignoranza?
Forse non sarai remissivo, ma annichilito sì. Credo sia tu quello che odia, permettimi di dirti, quindi parla per te.




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