Reja pronto per l'Europa League... forse senza Zàrate: "Non sono mai stato condizionato nelle scelte, ma se servirà mi adeguerò a eventuali ordini dall'alto"
Domani sera alle 21.00 all'Olimpico la Lazio scenderà in campo per il primo impegno ufficiale della nuova stagione. Una partita, quella contro i macedoni del Rabotnicki, che potrebbe significare l'accesso alla fase a gironi dell'Europa League, competizione alla quale la dirigenza laziale tiene in particolar modo. Dello stesso avviso è anche il mister Edy Reja che, nella sua prima conferenza stagionale, si è mostrato pronto per la nuova avventura: «Iniziamo a fare sul serio con le prime gare ufficiali. Abbiamo lavorato bene in questo periodo, con delle amichevoli, con alti e bassi come spesso capita in preparazione. Da domani si comincia a fare sul serio». Il tecnico goriziano oltre all'analisi dei prossimi avversari, ha parlato un po' di tutto, dalle voci di mercato ai fischi dei tifosi, dai problemi di abbondanza alla difficoltà della gestione di Mauro Zàrate. Nel corso della conferenza stampa, proprio parlando del talento argentino è arrivata una indiscrezione che potrebbe portare a scelte importanti già dalla convocazione per la partita di domani.
Si sa poco di questa squadra, ma sarà un primo tassello molto importante per poi arrivare al campionato:
«è una squadra che è già giocato tre partite di campionato e altrettante nei preliminari dell'Europa League. Pertanto è un po' più avanti rispetto a noi per quel che riguarda la preparazione fisica. È una squadra che ha vinto in questo periodo. È chiaro che i nostri valori sono importanti, ma quello che mi preme sottolineare è che non dobbiamo prendere sottogamba questo tipo di avversario, perché è una squadra che anche fuori casa ha fatto bene. Sa chiudersi per poi ripartire molto bene perché ha due/tre giocatori davanti molto rapidi che vedono anche la porta. L'impegno deve essere affrontato con il massimo della concentrazione e della determinazione».
Preoccupato dalla rosa extra-large?
«Sapete che avere un gruppo così numeroso di giocatori di questo valore non è facile da gestire perché tutti pretendono di giocare, perché giustamente sono tutti giocatori di un certo livello e vengono da un anno giocato ad alti livelli. Io mi auguro che questa situazione venga risolta da qui al 31. Il Presidente e Tare sono sempre attenti sul mercato, qualche richiesta c'è ed è chiaro che io preferirei lavorare con un numero adeguato in modo che tutti possano trovare spazio e considerazione. Con 30/32 giocatori non tutti possono fare parte del progetto perché io generalmente lavoro con 25 giocatori al massimo. Spero che questo non accada».
Dal punto di vista del campo che cosa l'ha convinta di più e cosa meno?
«Si sono visti degli ottimi valori dal punto di vista individuale. Abbiamo inserito delle forze importanti per quanto riguarda esperienza e qualità. La carrozzeria è buona, bisogna vedere il motore e se abbiamo la benzina giusta, la testa e la costanza di rendimento giusta. Questo discorso si potrà vedere solo nel rettangolo di gioco. Attualmente siamo tutti ottimisti ma bisogna avere delle verifiche, mi auguro che già da domani sera si possa vedere qualcosa di importante».
Si aspetta una squadra molto chiusa, pronta a ripartire in contropiede?
«Loro giocano molto chiusi, sono giocatori consistenti fisicamente. Poi hanno tre/quattro giocatori veloci che se ripartono possono creare difficoltà. Però sta a noi impostare la gara per creare loro dei problemi, anche se sono chiusi abbiamo stazza fisica e qualità per mettere in difficoltà il Rabotnicki. Questo è il nostro compito».
Quanto si farà condizionare dalle vicende di mercato nello schierare l'undici titolare, in particolare riferimento a Zàrate?
«Zàrate ha avuto la febbre per due giorni, ieri ha lavorato in gruppo con gli altri. Parlerò con lui per valutare le condizioni e poi farò le scelte anche per quanto riguarda le convocazioni. Non sono mai stato condizionato da quando sono arrivato, poi chiaramente se ci saranno ordini superiori a livello societario dove magari si potranno aprire altri spiragli per quanto riguardano le convenienze, questo è un discorso che valuteremo tra oggi e domani».
Per quanto riguarda le condizioni di Sculli?
«Non credo sia disponibile perché stamattina l'abbiamo visto e il ginocchio è ancora dolente per la borsite. Si dovrà aspettare tre o quattro giorni per vederlo recuperare».
L'obiettivo è cercare di chiudere il discorso qualificazione già domani? Che peso potrà avere l'Europa League sul campionato?
«Abbiamo faticato molto per raggiungere questo obiettivo. È chiaro che è un impegno che va onorato. Quello che conta è passare questo turno e arrivare così ai gironi. L'Europa League va onorata per la storia che ha la Lazio e per le esperienze precedenti. Sarebbe un sogno ripetere quello che fece Eriksson quando arrivò in finale contro l'Inter e faremo il massimo per onorarla al meglio. Lo impone anche il pubblico laziale. Sono sempre abbastanza accorto prima di fare dichiarazioni, quindi adesso è importante passare il turno per arrivare ai gironi, poi è ovvio che mi auguro di arrivare più lontano possibile».
Come vede il tandem Klose-Cissè?
«Mi piacerebbe vedere fraseggi tra di loro, accordo dal punto di vista tattico e dei movimenti in fase offensiva. Sono giocatori che si completano con Klose più tecnico e abile nel possesso palla, e con Cissé invece che è più bravo ad attaccare gli spazi anche senza il pallone. Adesso nella gara ufficiale vedremo come si muoveranno. Per quello che hanno fatto vedere hanno un potenziale importante e cercheremo di metterli nelle condizioni di rendere al massimo delle loro potenzialità».
Nelle ultime amichevoli ha testato una trequarti molto offensiva, non teme che in questo modo la squadra si sbilanci troppo?
«Se tu hai dei giocatori che possono anche alternarsi per quanto riguarda la fase offensiva e che, come Mauri e Hernanes, sono adatti a fare qualche sacrificio per quanto riguarda la zona centrale del campo, non credo che ci possano essere particolari difficoltà. Magari dalla parte di Cissé qualche proiezione in più del terzino o del mediano che gioca in quella zona ci potrà essere, ma non deve destare troppe preoccupazione anche perché in questo modo Cissé potrebbe diventare molto pericoloso con più spazi a disposizione. I giocatori di un certo valore devono essere sfruttati al massimo, poi ci sono già quattro più due giocatori predisposti alla fase difensiva e non è che si può pensare solo a quell'aspetto».
Dopo un mese e mezzo di lavoro non crede che nel reparto arretrato manchi qualcosa?
Non credo perché al centro siamo anche di più con l'arrivo di Stankevicius, mentre sulle fasce abbiamo addirittura tre giocatori per ogni ruolo da una parte Garrido, Radu e Lulic, e dall'altra Konko, Scaloni e Cavanda. Pertanto abbiamo un numero elevato per quanto riguarda la fase difensiva. A centrocampo abbiamo il numero giusto mentre davanti per quanto riguarda le punte centrali ne abbiamo tantissimi. Ce ne sono parecchi e se dovessero trovare una sistemazione io sarei contento perché gestire questi giocatori non è semplice».
Soddisfatto del cambio Marchetti-Muslera?
«Conosciamo Muslera per quello che ha fatto con la Lazio e conosciamo Marchetti per le sue esperienze precedenti. Non posso dire se ci perdo o ci guadagno ma posso dire che credo molto in Marchetti, un giocatore di grande personalità che guida benissimo la difesa. È chiaro che sarà emozionato visto che è la prima partita ufficiale dopo molto tempo, mi auguro che faccia una buona prestazione e ritrovi la serenità».
Si è ricominciato con qualche momento di contestazione ma è sembrato che a lei non sia interessato più di tanto.
«Come faccio a dire che non mi importa molto? È ovvio che non gradisco. L'anno scorso siamo stati sempre nelle prime posizioni e poi alla fine per un niente abbiamo perso la qualificazione in Champions. Se poi aggiungiamo anche i derby persi è normale che io non sia stato simpatico a qualcuno e non ci posso fare assolutamente niente. Dalla mia se posso avanzare qualche diritto è evidenziare quanto ho fatto in questo anno è mezzo dove ho preso una squadra praticamente già retrocessa, e siamo arrivati nel giro di un anno e mezzo a entrare nel giro della Champions League sfiorato per un niente. Per quanto riguarda sono molto soddisfatto e credo lo sia anche la Società. Lotito ha dimostrato di voler fare le cose per bene, seguendo le indicazioni e la sua volontà come la mia è quella di provare a migliorare. A noi il compito di fare meglio dell'anno scorso anche se sappiamo che non sarà per niente facile».
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La parte che ho sottolineato risponde a parecchie domande ricorrenti.
Lulic quindi è un terzino sinistro. Quindi la voce che Lulic non venga considerato per quel ruolo era la solita vaccata messa in giro da chi lo aveva visto giocare esterno destro alto.
Un giocatore eclettico che ci farà comodo.
Mi dispiace invece che non siano previsti arrivi in difesa, e che Stankevicius venga considerato un centrale, ma dovremmo farcene una ragione, augurandoci che un'eventuale schieramento Diakite-Stankevicius si faccia valere.