Il conflitto di interessi di Petrucci

Aperto da Pergianluca, 28 Ago 2011, 14:42

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Pergianluca

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Invece di utilizzare il suo ruolo istituzionale per consumare vendette da cortile, il Presidente Petrucci - visto che ovviamente non ha la minima idea di come si possa risolvere una disputa tra soggetti che trattano, nell'esercizio della loro autonomia contrattuale, da pari a pari, senza abusare del proprio potere in un sistema totalitario quale ormai è stato ridotto, da lui stesso e dai suoi predecessori, l'ordinamento sportivo italiano - cominci a favorirci il rendiconto analitico sull'utilizzo dei biglietti omaggio nelle partite di Lazio e roma, cosicché a noi tutti ci sia possibile tranquillizarci che tutti questi biglietti (e sono tanti) siano stati impiegati nel mero e trasparente perseguimento dell'interesse pubblico dello sport italiano.
CitazioneCalcio
28/08/2011 - INTERVISTA
Petrucci: "Campionato fermo per colpa di quei presidenti sfasciatutto"

Il presidente del Coni Gianni Petrucci, 66 anni
+ Calcio, lo sciopero finisce ad Arcore
Il numero uno del Coni: «Ormai vanno d'accordo solo a Natale. Contro l'arroganza c'è la legge: così non si può andare avanti»
GUIDO BOFFO

La butta sull'ironia: «Il calcio apripista della Cigl, l'autunno caldo lo inauguriamo noi». Ma Gianni Petrucci, presidente del Coni, è furibondo. Ce l'ha con certi «presidenti sfasciatutto» che hanno deciso di far saltare il tavolo della serie A «senza un vero e proprio oggetto del contendere». Uno in particolare: Claudio Lotito. Questo sciopero («Chiamiamolo astensione, perché la giornata di campionato alla fine verrà recuperata») assomiglia a un golpe che il gran capo dello sport italiano si premura di disinnescare: il presidente della Federcalcio non si tocca. Quello della Lega Calcio, stipendiato anche da Unicredit, non è detto. Petrucci non parla mai esplicitamente di commissariamento («Non voglio scoprire le mie carte») ma quando allude agli «strumenti giuridici di cui il Coni dispone» è come se lo facesse. Insomma, nessun dubbio che il mondo degli scioperati (pardon, degli astenuti) milionari si stia macchiando di una figuraccia colossale, ma la responsabilità maggiore la portano i padroni del vapore.

Petrucci, perché stavolta sta dalla parte dei calciatori?
«Perché qualcuno dovrebbe andare a rileggersi Manzoni: "Il buon senso c'era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune". C'è chi in pubblico dichiarava di essere contrario allo scontro frontale con l'assocalciatori e in Lega si vestiva da falco. Prendiamo l'accordo ponte proposto da De Laurentiis e accolto dal sindacalista Tommasi. De Laurentiis chiamava Beretta e il presidente di Lega, il suo presidente, non si faceva trovare».

Ma l'accordo ponte eludeva le richieste dei club sui fuori rosa e non affrontava la questione del contributo di solidarietà a carico dei calciatori.
«Guardi, la questione dei fuori rosa interessa pochi club di serie A che nel corso degli anni hanno voluto comprare troppo e adesso non sanno come gestire rose esorbitanti. Ma nessuno li ha obbligati ad acquistare 40 e più giocatori».

E il contributo di solidarietà?
«Il tipico falso problema. La manovra finanziaria non è ancora legge, non sappiamo quali modifiche verranno apportate al decreto, e in ogni caso nelle ultime ore ci sono state le dichiarazioni distensive del ministro Calderoli. In questa vicenda manca l'oggetto del contendere eppure ci si scalda come se in ballo ci fossero le tavole di Mosè».

O più semplicemente la leadership di Giancarlo Abete. La Juve gli ha dichiarato guerra dopo la «non decisione» sullo scudetto 2006, De Laurentiis gli ha chiesto di farsi da parte, in generale i grandi club vogliono contare di più in consiglio federale. E poi c'è Lotito, l'inibito senza inibizioni...
«E allora facciamo chiarezza: Abete rimarrà al suo posto. É una persona seria e corretta, ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per evitare questo strappo, è il primo degli eletti nella Giunta Coni, ossia il governo dello sport, e soprattutto è vice presidente della Uefa. Tutti ottimi motivi per non toccarlo».

Un presidente in balia degli eventi, forse non il migliore per guidare il calcio italiano fuori dalle secche della crisi. Un presidente travicello.
«Mi creda, rispetto a 20 anni fa, oggi è molto più difficile dirigere il calcio. Quando eravamo i primi nel mondo non c'era questo nervosismo, questa mentalità, l'ansia di recuperare il terreno perduto. Noi ci auguriamo che il Parlamento metta mano ai problemi del settore, dalla legge sugli stadi alla tutela dei marchi, ma non possiamo alzare la voce se finiamo in fondo all'agenda del governo. Letta e Crimi ci sono sempre vicini, ma il Paese ha problemi molto più seri».

Appunto, forse Abete poteva evitare di tirare in ballo i 20 milioni di euro a favore dei club se avessero perso i contenziosi con i giocatori sul contributo di solidarietà.
«Non entro nel merito, ognuno ha le sue cartucce e cartuccette. Mi ha chiamato per rassicurarmi che quei soldi non provenivano dai trasferimenti del Coni, non erano soldi pubblici».

Una difesa a spada tratta.
«Io non ce l'ho con i presidenti dei club, indistintamente. Negli ultimi anni sono entrati nel calcio personalità di spessore come De Laurentiis, Della Valle, Agnelli. Siamo pronti ad ascoltare i loro suggerimenti, ad esempio la proposta di un'Authority può essere approfondita. Piuttosto è innegabile che il clima nella Lega Calcio sia cambiato. Ricordo un mondo solidale, costruttivo. Adesso vanno d'accordo solo a Natale, per gli auguri. Poi tutti in ordine sparso. Ma non è che se qualcuno grida più forte di Abete, allora Abete è un incapace. Non lascerò che venga dimissionato dai presidenti sfasciatutto in esilio (riferimento a Lotito, ndr). Contro l'arroganza, noi abbiamo la legge».

Quindi il Coni pensa di commissariare la Lega Calcio?
«Dico solo che così non si può andare avanti. E chi pensa che il Coni non abbia poteri o strumenti giuridici per intervenire, si sbaglia».

Si riferisce a Beretta?
«Non ricordo un presidente di Lega che disertasse la riunione degli arbitri alla vigilia del campionato. Un fatto gravissimo. Un mese fa il doppio incarico con Unicredit non andava bene ai club, adesso improvvisamente può starci. Qualche dubbio invece comincia a sollevarlo. Forse gli manca la serenità necessaria per continuare a operare nel calcio».

Per Tommasi la vertenza potrebbe prolungarsi per mesi.
«Non ci credo. Il calcio italiano non è come la Nba, che ha le spalle sufficientemente larghe per fermarsi un anno. E non è solo la serie A: ci sono 15mila società, tutte hanno la loro importanza. É vero che i nostri club producono ricchezza ma anche debiti, non sono in grado di resistere troppo a lungo senza incassi. Un accordo alla fine si troverà».

Resta la figuraccia per lo sport italiano.
«Alt. Lo sport italiano è anche la pallanuoto che vince i Mondiali, la Pellegrini che batte ogni record, la Idem che si qualifica all'ottava Olimpiade, Roma che si candida ai Giochi del 2020. L'astensione del calcio è un brutto colpo, non il colpo del ko».

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io mi chiedo perchè petrucci stia ancora al suo posto....

happyeagle

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se lo dice lui che il sempreverde è persona seria stiamo a posto ,

prima se ne vanno questi boiardi capaci solo di accumulare cariche e prima lo sport ritroverà la sua autonomia ,

ridicoli !

Pomata

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il peggio del peggio dei politici della vecchia repubblica stammerda

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porgascogne

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magari in un'enciclopedia futura lo metteranno nella voce "mafia"

Pergianluca

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Citazione di: porgascogne il 28 Ago 2011, 17:54
magari in un'enciclopedia futura lo metteranno nella voce "mafia"
In realtà mi sembra più indicata la definizione di "epigoni dell'Ancient Régime" (nell'accezione acquisita a cavallo tra il 1788 ed il 1789).

TheVoice

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Beh, dice più o meno le stesse cose che Lotito ripete da anni. E anche sulla questione Olimpico, come riportato in un'altra sua intervista ad aprile, era sulla stessa lunghezza d'onda del nostro presidente.
La differenza sta che Lotito passa e passerà per un affarista senza scrupoli, l'altro come un illuminato giunto dalla terra della libertà.

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italicbold

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arturo

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Stammerda,grande personalità come De Laurentis...stammerda,dovresti sparì per la vergogna!

happyeagle

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ma ci sarà qualche giornalista che indagherà su come vengono spesi i soldi* del coni invece di chiedergli i biglietti omaggio ?

*corrisponde al vero che il 90% del bilancio se ne va in stipendi a dirigenti e personale ?

mansiz

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a proposito di conflitto di interessi

De Laurentis sul presidente della Lega Beretta:
"Beretta non è il mio presidente da quando fa parte di Unicredit"

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Pergianluca

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Se fosse confermato quanto scritto dal prode Costa sul Corriere della sera (qui di seguito trascritto), l'operato del sig. Petrucci non solo integrerebbe un gravissimo conflitto di interessi ma, ancor prima, si porrebbe in frontale contrasto con la legge e con le regole (trasparenza, neutralità, principio di legittimità, ecc.) che dovrebbero disciplinare l'azione del presidente di un ente pubblico importante come il CONI.
Spero che, in assenza di una immediata rettifica dell'interessato, domani stesso chi sia deputato ad indagare in merito lo faccia senza indugio.

CitazioneIl Coni ha già scelto la strada per bloccare Lotito e Beretta

L'anarchia che oramai si è impadronita della repubblica del pallone ha convinto il Coni a passare da un atteggiamento sostanzialmente defilato a uno di più deciso interventismo. Nelle giornate calde che hanno portato alla proclamazione dello sciopero da parte dei calciatori, Gianni Petrucci, che del Comitato olimpico è il rispettato numero uno, ha infatti tessuto una rete di contatti così fitta da potersi fare un'idea precisa di quanto, al di là delle versioni di comodo e della demagogia galoppante, sia in realtà accaduto.
Così, al Foro Italico, comparando le scelte dell'ala più oltranzista della Lega di serie A (impermeabile a qualsiasi proposta di mediazione) a quello dell'Aic e della Federcalcio (disponibili comunque a salvaguardare la sacralità del campionato in presenza di un accordo ponte), ci si è resi conto di trovarsi in presenza di una vera e propria serrata più che di uno sciopero in senso classico. In particolare Petrucci, deciso a scongiurare il rischio di un braccio di ferro ad oltranza, ha individuato nell'asse Lotito-Beretta il cuore del problema e in questa chiave il fatto che venerdì il numero uno della Lega si sia negato il telefono ad alcuni presidenti (De Laurentiis, Cellino e Zamparini in primis) favorevoli alla mediazione formulata dal leader sindacale Damiano Tommasi viene ritenuto gravissimo. Per disinnescare l'intesa tra Lotito e Beretta che in ambito federale hanno ribattezzato "Dimmi Claudio" proprio per la stretta comunanza con il patron della Lazio, il Coni intende battere tre strade.
Allo scadere dell'inibizione rimediata giusto per avere accusato Petrucci di atteggiamento prossimo all'estorsione nella vicenda dell'affitto dello stadio Olimpico (Lotito infatti è squalificato fino al 15 settembre) il Coni invierà una lettera ad Abete ricordandogli che tanto l'articolo 7.4 comma 7, dei "Principi fondamentali per gli statuti delle Federazioni" quanto l'articolo 29 comma 1, dello statuto della stessa Figc, avvertono che "non possono essere eletti coloro che abbiano in essere controversie giudiziarie con il Coni, le Federazioni o contro altri organismi riconosciuti del Coni stesso". Abete, in sostanza sarà costretto a far decadere Lotito dalla carica di consigliere federale della Federcalcio visto che, a tutt'oggi, il Coni reclama da lui la somma di 723.000 euro, sempre in relazione alla querelle dello stadio Olimpico.
Se poi il clima non dovesse rasserenarsi nei prossimi giorni, Petrucci potrebbe esercitare pressioni anche nei confronti di Beretta, invitando la Federcalcio ad attivare il suo Ufficio Inchieste per gli illeciti rapporti da lui intrattenuti con l'amicone laziale inibito(Moratti per un pranzo di lavoro con lo squalificato Preziosi fu "fermato" per 3 mesi). Di certo il Coni porrà pure la questione del conflitto di interessi in cui si è andato a ficcare Beretta, dal 14 marzo presidente della Lega di serie A, ma pure addetto alle relazioni esterne di Unicredit. Che per chi avesse un vuoto di memoria, possiede almeno il 40% delle azioni della Roma all'americana.
Alberto Costa

Pergianluca

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Per completezza, questa è la puntuale lettera di rettifica scritta dall'avv. Gentile al direttore del Corriere della sera

CitazioneEgregio Direttore,

leggo alla pagina 55 del Suo giornale di oggi l'articolo a firma di Alberto Costa dal titolo "Il Coni ha già scelto la strada per bloccare Lotito e Beretta" e, quale legale della S.S. Lazio s.p.a., che ha interesse a che il suo presidente possa esercitare le funzioni che gli sono proprie, desidero esprimere alcune considerazioni circa quanto riferito dal Suo collaboratore ai lettori.

Non entro nel merito delle impressioni soggettive del giornalista circa la presenza di un'ala oltranzista nella Lega e di un atteggiamento disponibile dell'AIC, al punto che non di sciopero si dovrebbe parlare ma di una serrata: le opinioni sono sacre, anche quando sono sbagliate, ma una corretta informazione dovrebbe tener conto del fatto che la Lega ha deliberato, a maggioranza "bulgare" (18 contro 2), di non accettare la proposta di accordo collettivo e l'AIC ha detto solo "no" alle controproposte formulate dalla controparte.

Quel che mi sembra "esagerato" è attribuire al presidente del Coni Petrucci un programma che appare, per chi legge l'articolo, assolutamente contrario ad ogni più elementare senso istituzionale e frutto di una vera e propria deviazione illegittima, finalizzata a decapitare la presidenza della Lazio e la sua proiezione nella FIGC: mi sembra fantascientifico immaginare che il presidente del Coni, massimo ente di gestione dello sport e garante degli organismi istituzionali e giudiziari della Federazione, possa usare il suo ruolo per "esercitare pressioni" sulla Lega, sulla Procura Federale, sulla stessa FIGC, al fine di "togliere di mezzo" il presidente della Lazio, con ciò venendo meno alla terzietà della funzione del Coni ed al rispetto degli organi federali statuari regolarmente eletti; se fosse vero quanto dal Suo collaboratore scritto, si sarebbe legittimati a pensare che anche la denuncia del presidente Abete nei confronti di Lotito, il deferimento del procuratore Palazzi, la sanzione inflitta dalla Commissione disciplinare e dalla Corte di Giustizia Federale sarebbero frutto delle "pressioni" del presidente del Coni, con le conseguenti valutazioni circa l'indipendenza e la credibilità della giustizia sportiva.

Sono convinto che lo stesso presidente del Coni provvederà a smentire le gravissime iniziative che il Suo collaboratore gli ha voluto attribuire, ma desidero che il Suo giornale chiarisca con i lettori che la Lazio ed il suo Presidente hanno sempre mantenuto con gli organi federali e di Lega rapporti legittimi ed hanno rispettato puntualmente le decisioni dei giudici sportivi; ne deriva che anche i pretesi "rapporti illeciti" tra Lotito e Beretta, ai quali fa riferimento il giornalista, sono frutto della sua fantasia.

Le sarò grato se vorrà pubblicare questa mia al fine della corretta informazione.

Cordialmente suo,

Avv. Gian Michele Gentile

Pergianluca

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Scrivevo in altro topic, su Lazio Talk, che il contenuto dell'articolo/velina del Corriere è disarmante.
Lo è, innanzitutto, perché, se rispondesse a verità quanto ivi scritto, il più venduto quotidiano italiano ci informerebbe senza sollevare alcuna obiezione (anzi con un certo compiacimento) di un manifesto sviamento di potere, per non dire di un vero e proprio tentativo di ricatto ai danni della Lega e di quelli che, a torto o a ragione, sono ritenuti essere gli esponenti che esprimono l'indirizzo che al suo interno raccoglie il 90% dei consensi, compiuto da quello che, quale Presidente del CONI, non solo sarebbe un soggetto terzo rispetto ad una contrattazione collettiva in corso tra terzi soggetti (neppure lo Stato fascista ha osato fare tanto), ma, ancor prima, dovrebbe garantire, in posizione di terzietà ed equidistanza tra tutti gli interessi in gioco (sic!), la trasparenza, la probità e la lealtà dei rapporti intercorrenti con ogni soggetto appartenente all'ordinamento sportivo.
Lo è, inoltre, perché è pieno di inesattezze, come quando, ad esempio, vorrebbe assimilare, con un espediente degno dell'azzeccacarbugli manzoniano, la persona giuridica S.S. Lazio alla persona fisica Claudio Lotito per liberarsi (rectius: vendicarsi) di quest'ultimo - e con lui di Beretta, reo di rapportarsi alla persona sbagliata - in sede federale, allo scopo di favorire il prevalere dell'interesse dell'AIC su quello della Lega Calcio.
Se anche solo metà di quanto scritto da Costa fosse vero, domani stesso la Procura competente, la Corte dei conti, il Ministero per lo sport dovrebbero immediatamente iniziare le istruttorie necessarie per l'accertamento di ogni illecito riscontrabile nella situazione data e per la rimozione di chi, all'evidenza, è del tutto inidoneo al munus pubblico al quale è stato chiamato. E non mi riferisco certo a Lotito.

irisheagle

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Citazione di: Pergianluca il 29 Ago 2011, 00:57
Scrivevo in altro topic, su Lazio Talk, che il contenuto dell'articolo/velina del Corriere è disarmante.
Lo è, innanzitutto, perché, se rispondesse a verità quanto ivi scritto, il più venduto quotidiano italiano ci informerebbe senza sollevare alcuna obiezione (anzi con un certo compiacimento) di un manifesto sviamento di potere, per non dire di un vero e proprio tentativo di ricatto ai danni della Lega e di quelli che, a torto o a ragione, sono ritenuti essere gli esponenti che esprimono l'indirizzo che al suo interno raccoglie il 90% dei consensi, compiuto da quello che, quale Presidente del CONI, non solo sarebbe un soggetto terzo rispetto ad una contrattazione collettiva in corso tra terzi soggetti (neppure lo Stato fascista ha osato fare tanto), ma, ancor prima, dovrebbe garantire, in posizione di terzietà ed equidistanza tra tutti gli interessi in gioco (sic!), la trasparenza, la probità e la lealtà dei rapporti intercorrenti con ogni soggetto appartenente all'ordinamento sportivo.
Lo è, inoltre, perché è pieno di inesattezze, come quando, ad esempio, vorrebbe assimilare, con un espediente degno dell'azzeccacarbugli manzoniano, la persona giuridica S.S. Lazio alla persona fisica Claudio Lotito per liberarsi (rectius: vendicarsi) di quest'ultimo - e con lui di Beretta, reo di rapportarsi alla persona sbagliata - in sede federale, allo scopo di favorire il prevalere dell'interesse dell'AIC su quello della Lega Calcio.
Se anche solo metà di quanto scritto da Costa fosse vero, domani stesso la Procura competente, la Corte dei conti, il Ministero per lo sport dovrebbero immediatamente iniziare le istruttorie necessarie per l'accertamento di ogni illecito riscontrabile nella situazione data e per la rimozione di chi, all'evidenza, è del tutto inidoneo al munus pubblico al quale è stato chiamato. E non mi riferisco certo a Lotito.

100%
e' una situazione che fa paura questa. Quest'anno cercheranno in tutti i modi di farci fuori.... io sono francamente molto preoccupato.

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