REJA PUO' LASCIARE LA LAZIO PRIMA DELL'INIZIO DEL RITIRO
Il tecnico ha ribadito a Lotito che per l'inizio del ritiro vuole una rosa formata da non più di 26 giocatori. Al momento sono 39. Ventitrè giorni per preoccuparsi, 33 per capire. E decidere. I 33 giorni sono quelli che separano la Lazio dal ritiro estivo. La decisione è quella di Edy Reja, scontento per il mercato in uscita della Lazio, che potrebbe lasciare il club di Lotito
anzitempo.Il retroscena "lo cosÌ non parto», Da qui, da queste parole, nasce la storia. Sono le parole che Reja ha detto a Lotito nell'incontro subito dopo la fine del campionato. Reja si riferiva alla rosa extralarge, rosa di 40 giocatori, in pratica quattro squadre. «Ne voglio 26-27, ovvero due giocatori per ruolo più i giovani», chiarì l'allenatore.A poco più di un mese dal ritiro, l'obiettivo è ancora lontano: hanno lasciato Formello solo gli svincolati Dabo, Baronia, Siviglia, "Cruz e HitzIsperger, mentre Inzaghi allenerà i giovani. Ma di cessioni vere e proprie ancora nessuna traccia. L'organico oggi è virtualmente di 39 elementi. Troppi per Reja: da qui nasce il suo malcontento e la sua preoccupazione, espressa anche nelle ultime ore alla società. Ed è una preoccupazione che potrebbe sfociare in una scelta clamorosa se le cose non dovessero cambiare nei prossimi giorni. Reja non sarebbe nuovo a dimissioni sul più bello: lo fece a Brescia, dopo una lite con Corioni. Lo fece a Cagliari, causa. promesse non mantenute da Cellino. Per restare alla Lazio dieci giorni fa il tecnico ha declinato un'offertamilionaria da un club arabo. L'Hajduk Spalato è pronto a riaccoglierlo a braccia aperte, a Napoli De Laurentiis non'smette di pensare a lui come d.t . Per Reja, in fondo, non sarebbe un problema rinunciare al contratto che lo lega alla Lazio fino al 2011.
Gds
Della serie "da quando ci stò io tutti vogliono venire alla Lazio......."
Comunque se è vera la notizia grande mister reja, la Lazio di tutto ha bisogno tranne che di manichini asserviti e leccapiedi del presidente (anche perchè ce ne sono pure troppi).
E la triste storia Ballardini ne è una prova.