L'angolo del buonumore (Articoli divertenti - stagione 2011/2012)

Aperto da Biafra, 23 Mag 2011, 19:21

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andyco

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Citazione di: Cagnucci il 26 Ago 2011, 06:48
Ma le rivoluzioni,
quelle vere, per riuscire fanno
sempre male. Come l'amore.


a male fa male...brucia pure un pochino credo... ma non è amore...secondo me. :D


Citazione di: Cagnucci il 26 Ago 2011, 06:48
Civuole pazienza, e tanta. Come nell'amore.
L'unica differenza è crederci o
meno. L'unica differenza è che le rivoluzioni
si fanno insieme: il popolo, il
presidente, la squadra, l'allenatore e
un capitano. Quello, nessun altro.


e qua invece fa capire che loro so tifosi de totti e non della roma.... GRAZIE DI ESISTERE

zorba

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Ci sono quarantasettemilatrecentodue motivi per non mollare adesso. Quarantasettemilatrecentodue sono ventotto lettere e un numero unico, come il pubblico della Roma, il numero delle persone che sono andate a pagare il biglietto il 25 agosto per uscire dai playoff dell'Europa League. Quaranta gradi all'ombra della Tevere e il gelo nel cuore. Adesso fa male, fa male tutto. E si sentono solo i fischi della Curva Sud
alla fine. Anzi, di tutto lo stadio. Restano pure adesso che è vuoto. Insieme allo sguardo basso di Luis Enrique che va su e già sotto al tunnel e non sa che fare. Perché ci sono quarantasettemilatrecentodue motivi per non mollare, ma lui, Luis, deve trovarne uno veramente valido per spiegare l'uscita di Francesco Totti. Innanzitutto a se stesso. La Roma è uscita dalla partita, dall'Europa, da questa entrata iniziale che sembrava e doveva essere trionfale quando è uscito il suo Capitano. Eppure la gente Roma, il popolo, quei quarantasettemila e rotti lo avevano cantato in tutti i modi che c'è "Solo un Capitano". E se esce non c'è più. Ad ogni angolo un'ovazione, ogni calcio angolo sembrava quello del ring con una città che gli dava spugna, paradenti, urla, cioè amore. E l'amore adesso fa male. Fa male pensare a una stagione monca negli obiettivi già prima di iniziare, fa male pensare a quello che sarebbe potuto e dovuto essere e non è stato, anzi fa più male pensare a quello che era e che poi è svanito.
Uno stadio finalmente pieno che ha salutato il suo nuovo presidente con un unico lungo applauso, che ha cantato l'inno e quel "Roma Roma" senza musica che DiBenedetto s'è alzato a fare la foto col telefonino con la speranza di fotografare pure quell'urlo. Sempre amore. C'erano quarantasettemiltrecentodue persone che non hanno capito un cambio. Perché soprattutto ieri era una serata storica e proprio per questo la Storia non la fai uscire. Sennò rischi di uscire tu. Ma persino più di questo c'è Roma. Ieri, solo per ieri sera ci sono stati più paganti di tutta la stagione passata. Ed è solo e soltanto a loro che adesso si deve rendere conto. Sono tutti i tifosi della Roma. E loro possono fischiare e gridare b.u.f.f.o.n.e, pensare che tutto è già finito o che addirittura tutto deve finire. Ma le rivoluzioni, quelle vere, per riuscire fanno sempre male. Come l'amore. Ci  vuole pazienza, e tanta. Come nell'amore. L'unica differenza è crederci o meno. L'unica differenza è che le rivoluzioni si fanno insieme: il popolo, il presidente, la squadra, l'allenatore e un capitano. Quello, nessun altro.

(Tonino Cagnucci, poeta contemporaneo......)

arrigodolso

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Citazione di: zorba il 26 Ago 2011, 08:14
Ci sono quarantasettemilatrecentodue motivi per non mollare adesso. Quarantasettemilatrecentodue sono ventotto lettere e un numero unico, come il pubblico della Roma, il numero delle persone che sono andate a pagare il biglietto il 25 agosto per uscire dai playoff dell'Europa League. Quaranta gradi all'ombra della Tevere e il gelo nel cuore. Adesso fa male, fa male tutto. E si sentono solo i fischi della Curva Sud
alla fine. Anzi, di tutto lo stadio. Restano pure adesso che è vuoto. Insieme allo sguardo basso di Luis Enrique che va su e già sotto al tunnel e non sa che fare. Perché ci sono quarantasettemilatrecentodue motivi per non mollare, ma lui, Luis, deve trovarne uno veramente valido per spiegare l'uscita di Francesco Totti. Innanzitutto a se stesso. La Roma è uscita dalla partita, dall'Europa, da questa entrata iniziale che sembrava e doveva essere trionfale quando è uscito il suo Capitano. Eppure la gente Roma, il popolo, quei quarantasettemila e rotti lo avevano cantato in tutti i modi che c'è "Solo un Capitano". E se esce non c'è più. Ad ogni angolo un'ovazione, ogni calcio angolo sembrava quello del ring con una città che gli dava spugna, paradenti, urla, cioè amore. E l'amore adesso fa male. Fa male pensare a una stagione monca negli obiettivi già prima di iniziare, fa male pensare a quello che sarebbe potuto e dovuto essere e non è stato, anzi fa più male pensare a quello che era e che poi è svanito.
Uno stadio finalmente pieno che ha salutato il suo nuovo presidente con un unico lungo applauso, che ha cantato l'inno e quel "Roma Roma" senza musica che DiBenedetto s'è alzato a fare la foto col telefonino con la speranza di fotografare pure quell'urlo. Sempre amore. C'erano quarantasettemiltrecentodue persone che non hanno capito un cambio. Perché soprattutto ieri era una serata storica e proprio per questo la Storia non la fai uscire. Sennò rischi di uscire tu. Ma persino più di questo c'è Roma. Ieri, solo per ieri sera ci sono stati più paganti di tutta la stagione passata. Ed è solo e soltanto a loro che adesso si deve rendere conto. Sono tutti i tifosi della Roma. E loro possono fischiare e gridare b.u.f.f.o.n.e, pensare che tutto è già finito o che addirittura tutto deve finire. Ma le rivoluzioni, quelle vere, per riuscire fanno sempre male. Come l'amore. Ci  vuole pazienza, e tanta. Come nell'amore. L'unica differenza è crederci o meno. L'unica differenza è che le rivoluzioni si fanno insieme: il popolo, il presidente, la squadra, l'allenatore e un capitano. Quello, nessun altro.

(Tonino Cagnucci, poeta contemporaneo......)

Molto gattopardesco....; e' come se i libici dicessero " famo la rivoluzione,ma il capo deve essere Gheddafi......"
Sara' una stagione ricca di soddisfazioni grazie alle merde, perfino piu' dell'anno scorso. Ho un solo timore, che Gigi Enrico fra un mese se rompe le palle e se ne va, come ha gia' fatto il piccolo budda, e Sabbatini va a chiama' l'amico Delio.....

Zoppo

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Citazione di: andyco il 26 Ago 2011, 06:56
a male fa male...brucia pure un pochino credo... ma non è amore...secondo me. :D


:=)) :=)) :=)) :=)) :=)) :=))

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valpa62

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Citazione di: andyco il 26 Ago 2011, 06:56
a male fa male...brucia pure un pochino credo... ma non è amore...secondo me. :D
:=))


Biafra

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http://www.ilsussidiario.net/News/Calcio-e-altri-Sport/AS-Roma/2011/8/25/DIRETTA-Roma-Slovan-Bratislva-preliminari-Europa-League-segui-e-commenta-la-partita-live-in-tempo-reale/202761/

"Il sorteggio che ci ha messo di fronte alla squadra slovacca non è stato proprio benevolo" - dice in esclusiva a ilsussidiario.net Tonino Cagnucci de "Il Romanista" - "ma lo Slovan Bratislava è meno temibile del previsto e il risultato dell'andata lo definirei senza senso, dato che la Roma, pur non avendo giocato una grande partita - soprattutto nella ripresa - è decisamente superiore agli avversari". Il post-partita di una settimana fa fu però costellato da mille polemiche, soprattutto per alcune scelte di formazione di Luis Enrique, che hanno lasciato perplessi molti tifosi. "Non c'è bisogno di alimentari inutili polemiche, dico solo che la formazione messa in campo all'andata ha sorpreso anche me: non mi aspettavo di vedere Caprari in campo, così come non mi attendevo l'esclusione di Totti" ci dice Cagnucci, che però si dice "ottimista" per la partita di oggi: "il match di questa sera deve essere una serata di festa e vittoria, che porti una ventata di positività a tutto l'ambiente". Cagnucci predica "calma e tranquillità" nell'affrontare i discorsi sulla Roma: "l'immagine del bambino che deve imparare a camminare è sicuramente la più giusta quando si guarda la Roma: ha cambiato società, dirigenza, diesse, allenatore e 6/7 undicesimi di squadra. La vogliamo avere un po' di pazienza o no?" ci dice sorridendo il giornalista. Prima di salutarci affrontiamo anche il discorso delle prospettive della Roma, in campionato e in Europa: "penso che le milanesi, al momento, siano ancora troppo lontane" - dice Cagnucci - "In campionato non mi aspetto di vincere lo scudetto già quest'anno, ma vorrei vedere una Roma combattiva e capace di giocarsela con tutti". E in Europa? "L'Europa League potrebbe essere considerata il vero obiettivo della Roma di quest'anno. La squadra è giovane e forte e la competizione europea è alla portata del club". Per mettere l'Europa League nel mirino bisognerà cominciare a vincere questa sera: "ripeto, sono ottimista" - dice Cagnucci - "anche perchè non voglio nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi di essere eliminato ai preliminari: sarebbe un evento sportivamente catastrofico".

:lol:

robylele

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stanotte mi sono svegliato e ho pensato: ...ma Cagnucci avrà cominciato a prendere in considerazione l'eventualità di un'eliminazione in Agosto, davanti a 50.000, da una competizione alla loro portata?   :sisisi:

sharp

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Citazione di: robylele il 28 Ago 2011, 11:03
stanotte mi sono svegliato e ho pensato: ...ma Cagnucci avrà cominciato a prendere in considerazione l'eventualità di un'eliminazione in Agosto, davanti a 50.000, da una competizione alla loro portata?   :sisisi:

secondo me invece ha cominciato a rimuginare sull'immarcescibile dubbio
:roll:

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tripleh

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gomblotto!!


http://www.ilromanista.it/component/content/article/8-redazionale/1582-la-roma-e-una-questione-politica.html


CAMILLO RICCI
Vorrei parlare della Roma e di politica. Politica? Certo, perché la vicenda è tutta politica e se non si capisce questo si finisce per perdersi dietro allo sterile dibattito su una sostituzione che, anche se riguarda il nostro Capitano, è un mero fatto tecnico - sportivo, tutto sommato marginale. Anche se ci è costato l'eliminazione in Coppa.
Per questo vorrei tanto che il Capitano e il Mister mettessero da parte orgoglio ferito e rivendicazione di ruolo per chiarirsi e consentirci di andare oltre.
Entrambi devono capire che non è questo il momento delle divisioni, perché i nemici della Roma e della rivoluzione, prima di tutto culturale, che si sta operando, sono tanti e stanno usando la disperata arma della contrapposizione con il nostro uomo simbolo per fermare il cambiamento.
I nemici del rinnovamento del calcio romano - che non potrà non avere ripercussioni positive anche su quello nazionale - le hanno provate tutte, e non da oggi, per impedire l'acquisto della squadra della Capitale da parte di un gruppo internazionale, lontano per cultura e tradizione dal loro piccolo cabotaggio. Sapevano bene che l'ingresso di un "alieno" (Soros, Di Benedetto o i russi, fa lo stesso) avrebbe destabilizzato l'ambiente e ne avrebbe reso impossibile il controllo. Operazioni come quelle di Marchini, di Anzalone o di Ciarrapico (per non parlare di Lotito) sarebbero state archiviate per sempre.
Di chi parliamo? Di tutti, ma proprio tutti, i cosiddetti poteri forti di questa Città e di questo Paese, ormai cronicamente incapace di rinnovamento.
Parliamo del Governo nazionale, intervenuto con il Premier - prima ancora che gli americani si profilassero all'orizzonte - per allontanare i magnati russi che volevano rilevare la società. E poi, più recentemente con il Ministro degli interni a impedire una ragionevole soluzione della questione abbonamenti, come quella prospettata dalla Società.
Come non pensare al potere locale, pronto con il Sindaco Alemanno a mettere in campo ogni espediente per favorire uno status quo che rischiava di far portare i libri dell'A.s. Roma in tribunale: chi non rammenta la messinscena della presentazione dello stadio o la nomina di un assessore giusto per ricordare agli americani che senza accordi con la politica non si passa?
E ancora. Tutto il mondo economico e finanziario della capitale, incapace di trovare al proprio interno anche un solo euro per la squadra della Capitale, ma pronto a fare un fuoco di sbarramento per l'arrivo di personaggi dall'estero (chi non ricorda la storia della finta cordata araba, servita solo a far scappare l'uomo più ricco del mondo?). Di certo a questo mondo non interessa il futuro della Roma, quanto piuttosto la possibilità di speculare sui terreni intorno al nuovo stadio o sugli interessi delle operazioni di finanziamento.
A questo concerto non poteva sottrarsi il quarto potere, a Roma più che altrove asservito a logiche di mera conservazione. E così abbiamo letto per mesi che all'orizzonte si profilavano gloriose iniziative di imprenditori, che alla prova dei fatti sono stati capaci solo di sfruttare il ritorno d'immagine di essere accostati alla nostra Roma. E ancora ci è stato spiegato che gli americani erano poco più che dei morti di fame e che la trattativa sarebbe fatalmente fallita. Una stampa, guidata da un grande quotidiano sportivo e da un'agenzia di stampa nazionale, con tanto di emittenza al seguito, sempre pronti a cercare - o a creare - i problemi dentro casa nostra, salvo omettere le scandalose magagne dei nostri concorrenti (mi riferisco a quelli di "provincia" come a quelli delle altre grandi città).
Pensate davvero che questa "serrata del maggior consiglio" di veneziana memoria stia tutta contro Di Benedetto e il suo progetto perché Luis Enrique ha sostituito Totti? O pensate invece che si stia cercando, con un tentativo ormai destinato al fallimento, di tornare al bel tempo andato in cui i destini della Roma - ma anche della Lazio (sì, sì con la e), si decidevano nelle stanze fumose del potere?
Perché una cosa è certa e nel Palazzo l'hanno capito bene: non si attraversa l'Oceano e si investono decine e decine di milioni di euro per andare a baciare la pantofola a chi pensa solo di raccattare consenso con il calcio, sfruttando la nostra grande e ingenua passione.
Se proprio cercano il consenso, provino a recuperarlo - se ne sono capaci - facendo di questa città una città moderna. E se non ci riescono, passino la mano. Noi non li rimpiangeremo.

est1900

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Citazione di: tripleh il 30 Ago 2011, 15:15
ma anche della Lazio (sì, sì con la e)

Povero testa di càzzo (sì, sì, con la o).

sharp

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si si come no a cagnu' credice,ve volevano compra' tutti, poi però vanno preso a li mezzi,e con i soldi della banca, perchè voi siete molto ambiti, e c'hanno messo
du scudi per uno, a cagnu' sei proprio un co__one (si si con la e finale)

erredielle

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sharp

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Citazione di: sharp il 30 Ago 2011, 15:43
si si come no a cagnu' credice,ve volevano compra' tutti, poi però vanno v'hanno preso a li mezzi,e con i soldi della banca, perchè voi siete molto ambiti, e c'hanno messo
du scudi per uno, a cagnu' sei proprio un co__one (si si con la e finale)

tommasino

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Karl-Heinz-Riedle

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Citazione di: tripleh il 30 Ago 2011, 15:15
gomblotto!!


http://www.ilromanista.it/component/content/article/8-redazionale/1582-la-roma-e-una-questione-politica.html


CAMILLO RICCI
Vorrei parlare della Roma e di politica. Politica? Certo, perché la vicenda è tutta politica e se non si capisce questo si finisce per perdersi dietro allo sterile dibattito su una sostituzione che, anche se riguarda il nostro Capitano, è un mero fatto tecnico - sportivo, tutto sommato marginale. Anche se ci è costato l'eliminazione in Coppa.
Per questo vorrei tanto che il Capitano e il Mister mettessero da parte orgoglio ferito e rivendicazione di ruolo per chiarirsi e consentirci di andare oltre.
Entrambi devono capire che non è questo il momento delle divisioni, perché i nemici della Roma e della rivoluzione, prima di tutto culturale, che si sta operando, sono tanti e stanno usando la disperata arma della contrapposizione con il nostro uomo simbolo per fermare il cambiamento.
I nemici del rinnovamento del calcio romano - che non potrà non avere ripercussioni positive anche su quello nazionale - le hanno provate tutte, e non da oggi, per impedire l'acquisto della squadra della Capitale da parte di un gruppo internazionale, lontano per cultura e tradizione dal loro piccolo cabotaggio. Sapevano bene che l'ingresso di un "alieno" (Soros, Di Benedetto o i russi, fa lo stesso) avrebbe destabilizzato l'ambiente e ne avrebbe reso impossibile il controllo. Operazioni come quelle di Marchini, di Anzalone o di Ciarrapico (per non parlare di Lotito) sarebbero state archiviate per sempre.
Di chi parliamo? Di tutti, ma proprio tutti, i cosiddetti poteri forti di questa Città e di questo Paese, ormai cronicamente incapace di rinnovamento.
Parliamo del Governo nazionale, intervenuto con il Premier - prima ancora che gli americani si profilassero all'orizzonte - per allontanare i magnati russi che volevano rilevare la società. E poi, più recentemente con il Ministro degli interni a impedire una ragionevole soluzione della questione abbonamenti, come quella prospettata dalla Società.
Come non pensare al potere locale, pronto con il Sindaco Alemanno a mettere in campo ogni espediente per favorire uno status quo che rischiava di far portare i libri dell'A.s. Roma in tribunale: chi non rammenta la messinscena della presentazione dello stadio o la nomina di un assessore giusto per ricordare agli americani che senza accordi con la politica non si passa?
E ancora. Tutto il mondo economico e finanziario della capitale, incapace di trovare al proprio interno anche un solo euro per la squadra della Capitale, ma pronto a fare un fuoco di sbarramento per l'arrivo di personaggi dall'estero (chi non ricorda la storia della finta cordata araba, servita solo a far scappare l'uomo più ricco del mondo?). Di certo a questo mondo non interessa il futuro della Roma, quanto piuttosto la possibilità di speculare sui terreni intorno al nuovo stadio o sugli interessi delle operazioni di finanziamento.
A questo concerto non poteva sottrarsi il quarto potere, a Roma più che altrove asservito a logiche di mera conservazione. E così abbiamo letto per mesi che all'orizzonte si profilavano gloriose iniziative di imprenditori, che alla prova dei fatti sono stati capaci solo di sfruttare il ritorno d'immagine di essere accostati alla nostra Roma. E ancora ci è stato spiegato che gli americani erano poco più che dei morti di fame e che la trattativa sarebbe fatalmente fallita. Una stampa, guidata da un grande quotidiano sportivo e da un'agenzia di stampa nazionale, con tanto di emittenza al seguito, sempre pronti a cercare - o a creare - i problemi dentro casa nostra, salvo omettere le scandalose magagne dei nostri concorrenti (mi riferisco a quelli di "provincia" come a quelli delle altre grandi città).
Pensate davvero che questa "serrata del maggior consiglio" di veneziana memoria stia tutta contro Di Benedetto e il suo progetto perché Luis Enrique ha sostituito Totti? O pensate invece che si stia cercando, con un tentativo ormai destinato al fallimento, di tornare al bel tempo andato in cui i destini della Roma - ma anche della Lazio (sì, sì con la e), si decidevano nelle stanze fumose del potere?
Perché una cosa è certa e nel Palazzo l'hanno capito bene: non si attraversa l'Oceano e si investono decine e decine di milioni di euro per andare a baciare la pantofola a chi pensa solo di raccattare consenso con il calcio, sfruttando la nostra grande e ingenua passione.
Se proprio cercano il consenso, provino a recuperarlo - se ne sono capaci - facendo di questa città una città moderna. E se non ci riescono, passino la mano. Noi non li rimpiangeremo.



Camillo, Due al giorno dopo i pasti e vai morbido...

eaglefly1978

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lo posto perche' m'ha fatto veramente ridere. se andate sul sito dell'Ansa c'e' una dichiarazione di Bocchino sulla manovra, il titolo e' "Colossale bluff"; sono andato a leggere, e indovinate chi c'e' nella foto correlata all'articolo
proprio a fianco della scritta "Colossale bluff"..IL FESSO!!!....abbiamo una testa di ponte all'ANSA!!!!   :asrm

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