Della programmazione (e dei giovani)

Aperto da calimero, 06 Set 2011, 00:36

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calimero

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Il tema caldo di questi ultimi spiccioli di precampionato è il tema dei "giovini", giudicati indispensabili per dare vita al "progetto" di grande squadra. La contrapposizione è con quelli dell'altra sponda, i quali, a sentire gli espertoni, avrebbero cominciato da quest'anno un percorso che li porterà a future vittorie grazie all'acquisto di campioncini in erba (purchè, aggiungono gli stessi, chè si tiene un po' tutti famiglia,  supportati dalla magnificenza del vecchio capitano). Non dico che sia sbagliato comprare giocatori giovani e forti (ad esempio credo che Pjanic e Bojan lo siano, qualche dubbio in più me lo conservo su Lamela, Angel, Osvaldo, Borini e Kjaer) ma l'esperienza a noi laziali dovrebbe insegnarci che l'acquisto di giovani non significa per forza di cose "programmazione": in questi anni Lotito ha fatto alcuni colpi eccezionali, molti con la preziosa consulenza di Sabatini (personaggio di grande valore che sarebbe stupido sminuire, a mio parere quest'anno con quello che l'ammeregani gli hanno messo a disposizione ha fatto le orecchie alle pulci), parlo di Behrami, Pandev (riscattato dall'Udinese in piena bufera calciopoli), Kolarov, Lichsteiner, Muslera, tutti giocatori arrivati alla Lazio pressochè sconosciuti ma che, una volta affermatisi, hanno preteso (anche legittimamente, per carità) di cercare la definitiva affermazione presso altri lidi. Nel mazzo non ci metto Zarate, che è un caso a parte, ed Hernanes, che non ha mai scassato più di tanto, ma ci aggiungo De Silvestri (unico prodotto del vivaio degli ultimi anni a guadagnarsi un posto stabile in prima squadra) e anche Cesar e Oddo, che pur se non giovani, hanno scelto dinamiche simili per il loro addio alla Lazio. In tutti questi casi, i calciatori hanno forzato la mano per andare "a stare meglio". Spesso non è andata così, ma questa è un'altra storia. Il punto, infatti, è un altro: che programmazione puoi fare se questo tipo di atleti, dopo un paio di stagioni a buoni livelli, si fa ammaliare dalle sirene delle strisciate o di qualche facoltoso club estero e non c'è modo di trattenerlo? Secondo me l'unica strada è quella di cambiare l'immagine che attualmente ha il club, ad oggi mi pare che la Lazio sia un "Udinese suo malgrado", nel senso che mentre l'oggetto sociale dei friulani sia quello di scovare talenti per poi piazzarli a caro prezzo, per noi avviene la stessa cosa ma "obtorto collo" (addirittura "ex lege" nel caso di Pandev) il che ci porta oltretutto a guadagnare meno da queste cessioni coatte. Può essere che la Lazio abbia scelto la strada di acquisire le prestazioni di campioni esperti (ma si spera non bolliti) per guadagnarsi un'immagine (anche internazionale) tale da costituire appeal per i giocatori più promettenti? Ormai credo che si sappia in giro che anche alla Lazio si possono guadagnare cifre importanti (sono lontanissimi i tempi del tetto a 450 mila euro), bisogna però guadagnare visibilità internazionale e installarsi in modo stabile nelle prime posizioni del campionato nazionale.

E' questa la strada giusta?

hankmoody

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mi sembra un discorso molto interessante, e aggiungerei che la Lazio di qualche anno fa, con pochi soldini in cassa, aveva la "necessità" di puntare sui giovani: un Pandev con un gol all'attivo in serie A nell'Ancona, un promettente Behrami dal Verona in B, un Kolarov visto ai mondiali giovanili e pagato appena 1 milione... giocatori che accettano anche stipendi molto bassi.

Oggi la Lazio è cresciuta, si permette di acquistare giocatori con decine di presenze in Nazionale. Io il famoso "progetto", se mi guardo indietro di 5 anni, lo vedo. Trovo molto sensata l'idea di acquistare ora giocatori di nome e affermati, più in là, se la strategia porterà risultati, si potranno prendere ANCHE giovani interessanti, di fianco ad un'ossatura composta da 29-33enni affermati.

E non lasciatevi ingannare perché non è come 10-15 anni fa, oggi un giocatore se e serio,si allena bene e fa vita da atleta arriva anche a 35 anni a grandi livelli. Inutile farvi gli esempi, i soliti: da Nesta a Zanetti, da Del Piero a Ryan Giggs, ancora oggi elementi molto importanti di grosse squadre.

ZombyWoof

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complimenti a calimero, finalmente un discorso articolato ed interessante, invece delle solite cretinate sui giovani.

secondo me la strategia è quella, ed è voluta. campioni affermati, anche in cerca dell'ultimo contratto, che possano garantire subito visibilità internazionale e ovviamente anche buoni risultati.

come dice bene hankmoody, tra i 28 e i 33 un giocatore è nel pieno della sua carriera, in un mix tra forza fisica ed esperienza. 

non riesco a capire quindi per quale minchia di motivo si continua a blaterare di giocatori-prospettiva di qua e prospettiva di là.   ma chi se ne fotte di avere un giocatore che diventa forte tra 3 anni, il campionato comincia venerdì.  biava non ti dura altri 2 anni? e chissenefrega, intanto st'anno ce lo abbiamo bello fatto e pronto.  idem per tutti gli altri. l'anno prossimo si vedrà. 

guardate che con i giovani, ammesso e non concesso siano più forti dei "grandi" rischi di romperti  le ossa alla prima curva.

matador72

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Citazione di: calimero il 06 Set 2011, 00:36
Il tema caldo di questi ultimi spiccioli di precampionato è il tema dei "giovini", giudicati indispensabili per dare vita al "progetto" di grande squadra. La contrapposizione è con quelli dell'altra sponda, i quali, a sentire gli espertoni, avrebbero cominciato da quest'anno un percorso che li porterà a future vittorie grazie all'acquisto di campioncini in erba (purchè, aggiungono gli stessi, chè si tiene un po' tutti famiglia,  supportati dalla magnificenza del vecchio capitano). Non dico che sia sbagliato comprare giocatori giovani e forti (ad esempio credo che Pjanic e Bojan lo siano, qualche dubbio in più me lo conservo su Lamela, Angel, Osvaldo, Borini e Kjaer) ma l'esperienza a noi laziali dovrebbe insegnarci che l'acquisto di giovani non significa per forza di cose "programmazione": in questi anni Lotito ha fatto alcuni colpi eccezionali, molti con la preziosa consulenza di Sabatini (personaggio di grande valore che sarebbe stupido sminuire, a mio parere quest'anno con quello che l'ammeregani gli hanno messo a disposizione ha fatto le orecchie alle pulci), parlo di Behrami, Pandev (riscattato dall'Udinese in piena bufera calciopoli), Kolarov, Lichsteiner, Muslera, tutti giocatori arrivati alla Lazio pressochè sconosciuti ma che, una volta affermatisi, hanno preteso (anche legittimamente, per carità) di cercare la definitiva affermazione presso altri lidi. Nel mazzo non ci metto Zarate, che è un caso a parte, ed Hernanes, che non ha mai scassato più di tanto, ma ci aggiungo De Silvestri (unico prodotto del vivaio degli ultimi anni a guadagnarsi un posto stabile in prima squadra) e anche Cesar e Oddo, che pur se non giovani, hanno scelto dinamiche simili per il loro addio alla Lazio. In tutti questi casi, i calciatori hanno forzato la mano per andare "a stare meglio". Spesso non è andata così, ma questa è un'altra storia. Il punto, infatti, è un altro: che programmazione puoi fare se questo tipo di atleti, dopo un paio di stagioni a buoni livelli, si fa ammaliare dalle sirene delle strisciate o di qualche facoltoso club estero e non c'è modo di trattenerlo? Secondo me l'unica strada è quella di cambiare l'immagine che attualmente ha il club, ad oggi mi pare che la Lazio sia un "Udinese suo malgrado", nel senso che mentre l'oggetto sociale dei friulani sia quello di scovare talenti per poi piazzarli a caro prezzo, per noi avviene la stessa cosa ma "obtorto collo" (addirittura "ex lege" nel caso di Pandev) il che ci porta oltretutto a guadagnare meno da queste cessioni coatte. Può essere che la Lazio abbia scelto la strada di acquisire le prestazioni di campioni esperti (ma si spera non bolliti) per guadagnarsi un'immagine (anche internazionale) tale da costituire appeal per i giocatori più promettenti? Ormai credo che si sappia in giro che anche alla Lazio si possono guadagnare cifre importanti (sono lontanissimi i tempi del tetto a 450 mila euro), bisogna però guadagnare visibilità internazionale e installarsi in modo stabile nelle prime posizioni del campionato nazionale.

E' questa la strada giusta?

Credo di si, credo che sia la strada giusta.
Le possibilita' economiche della Lazio ora sono buone ma non ancora in grado di offrire ai "giovani" in rampa di lancio un contratto paragonabile a quello che offre un top team, per cui non ha senso crescere giovani che poi nel momento di massima resa si accasano altrova allettati da contratti multimilionari.

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eaglemiky

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Citazione di: matador72 il 06 Set 2011, 10:47
Credo di si, credo che sia la strada giusta.
Le possibilita' economiche della Lazio ora sono buone ma non ancora in grado di offrire ai "giovani" in rampa di lancio un contratto paragonabile a quello che offre un top team, per cui non ha senso crescere giovani che poi nel momento di massima resa si accasano altrova allettati da contratti multimilionari.

I giovani per la Lazio al momento sono un in piu'. Al contrario dell'Udinese non possiamo permetterci di vendere i pezzi migliori ogni anno ma allo stesso tempo non abbiamo la forza economica di tenerli una volta esplosi. Quindi va bene averne 2 o 3 per fare anche plusvalenze ma al momento non possono formare l'ossatura della squadra. In futuro si spera che insieme ad una crescita di risultati e societa' la Lazio possa tenersi delle "bandiere" che giochino  la maggior parte della  loro carriera con noi.

Russotto

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Non mi vorrei sbagliare ma credo e spero che ci sia una strategia precisa dietro questo cambio di rotta.

Si e' scelto di puntare in prima squadra su calciatori affermati e maturi, e nel frattempo di cercare giovani talenti in giro per il mondo da aggregare alla primavera.

Capisco che il paragone Barcellona ormai e' inflazionato, ma credo che la strategia sia proprio quella di crescerseli in casa i campioncini... e devo dire che la trovo una cosa ottima.

unicamenteLazio

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Citazione di: calimero il 06 Set 2011, 00:36
Il tema caldo di questi ultimi spiccioli di precampionato è il tema dei "giovini", giudicati indispensabili per dare vita al "progetto" di grande squadra. La contrapposizione è con quelli dell'altra sponda, i quali, a sentire gli espertoni, avrebbero cominciato da quest'anno un percorso che li porterà a future vittorie grazie all'acquisto di campioncini in erba (purchè, aggiungono gli stessi, chè si tiene un po' tutti famiglia,  supportati dalla magnificenza del vecchio capitano). Non dico che sia sbagliato comprare giocatori giovani e forti (ad esempio credo che Pjanic e Bojan lo siano, qualche dubbio in più me lo conservo su Lamela, Angel, Osvaldo, Borini e Kjaer) ma l'esperienza a noi laziali dovrebbe insegnarci che l'acquisto di giovani non significa per forza di cose "programmazione": in questi anni Lotito ha fatto alcuni colpi eccezionali, molti con la preziosa consulenza di Sabatini (personaggio di grande valore che sarebbe stupido sminuire, a mio parere quest'anno con quello che l'ammeregani gli hanno messo a disposizione ha fatto le orecchie alle pulci), parlo di Behrami, Pandev (riscattato dall'Udinese in piena bufera calciopoli), Kolarov, Lichsteiner, Muslera, tutti giocatori arrivati alla Lazio pressochè sconosciuti ma che, una volta affermatisi, hanno preteso (anche legittimamente, per carità) di cercare la definitiva affermazione presso altri lidi. Nel mazzo non ci metto Zarate, che è un caso a parte, ed Hernanes, che non ha mai scassato più di tanto, ma ci aggiungo De Silvestri (unico prodotto del vivaio degli ultimi anni a guadagnarsi un posto stabile in prima squadra) e anche Cesar e Oddo, che pur se non giovani, hanno scelto dinamiche simili per il loro addio alla Lazio. In tutti questi casi, i calciatori hanno forzato la mano per andare "a stare meglio". Spesso non è andata così, ma questa è un'altra storia. Il punto, infatti, è un altro: che programmazione puoi fare se questo tipo di atleti, dopo un paio di stagioni a buoni livelli, si fa ammaliare dalle sirene delle strisciate o di qualche facoltoso club estero e non c'è modo di trattenerlo? Secondo me l'unica strada è quella di cambiare l'immagine che attualmente ha il club, ad oggi mi pare che la Lazio sia un "Udinese suo malgrado", nel senso che mentre l'oggetto sociale dei friulani sia quello di scovare talenti per poi piazzarli a caro prezzo, per noi avviene la stessa cosa ma "obtorto collo" (addirittura "ex lege" nel caso di Pandev) il che ci porta oltretutto a guadagnare meno da queste cessioni coatte. Può essere che la Lazio abbia scelto la strada di acquisire le prestazioni di campioni esperti (ma si spera non bolliti) per guadagnarsi un'immagine (anche internazionale) tale da costituire appeal per i giocatori più promettenti? Ormai credo che si sappia in giro che anche alla Lazio si possono guadagnare cifre importanti (sono lontanissimi i tempi del tetto a 450 mila euro), bisogna però guadagnare visibilità internazionale e installarsi in modo stabile nelle prime posizioni del campionato nazionale.

E' questa la strada giusta?

Può darsi. Ma perchè il puntare su campioni esperti, e si spera non bolliti (ma come saperlo con certezza ?), esclude, come seconde linee, o in qualche ruolo il puntare sui giovani, magari del proprio vivaio?  Il punto, come la vedo io, non è contrapporre Klose e Cisse a Mendicino e Sciamanna (con tutto il rispetto dovuto a giocatori che per tanti anni hanno indossato la niostra maglia), ma Scaloni, Delnero e Zauri a Cavanda, Ceccarelli e Crescenzi.

Sì, ma i giovani dopo qualche anno cominciano a rompere le scatole. Non tutti, ovviamente. Bene, ma in questo caso la scelta è quella di riempire la squadra di trentenni e ulktratrentenni invendibili, i cosidetti esuberi, e giovani che puoi vendere a buono, anzi ottimo prezzo, se costretto. Tu citi De Silvestri e Oddo e Kolarov: ottimi affari. Non volevamo farli magari, ma costretti, ottimi affari. Ma gli stipendi immeritati e i problemi continui creati da Manfredini e Bonetto?

Sì, ma che programmazione fai con giovani che dopo due anni ...? La stessa programmazione che fai con un 32-33enne: dopo due anni, il 35enne può essere ancora valido (è difficile, credo, ma non impossibile), dopo due anni il giovane può anche non rompere le scatole. Ma, se va male, il 35enne lo perdi e basta, a meno che non gli hai fatto un lungo contratto, e allora devi sperare che abbia l'onestà di un Cruz; il giovane che rompe le scatole, lo cedi e ne ricavi e molto, perché se rompe le scatole, può permettersi di farlo. E con quei soldi, ti prendi Hernanes, che è pure meglio.
Programmazione, a mio parere, è anche continuare a guardarsi intorno pure se in un ruolo pensi di essere ben coperto, non fare tre anni di contratto a Stankevicius, tanto nessuno te lo porta via, investire bene sul vivaio.

volerevolare

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anche per me è la strada giusta.

E poi in questa città c'è da diversi anni la moda di incensare sempre e comunque ogni cosa fatta dai peperonici e nel contempo denigrare  o sminuire ogni cosa fatta da noi.

Quello che però mi lascia perplesso è che i più accaniti censori della Lazio sono i laziali stessi (o presunti tali), che mi ricordano quelle donne insoddisfatte che, qualsiasi regalo ricevano, desideravano sempre qualcosa di diverso ("bello, però...").

Abbiamo quest'anno in squadra uno dei più grandi centravanti della storia della nazionale tedesca? si, ma ce manca il sostituto di Mauri; si però Konko è gracile, si ma Biava non se pò ripete ai livelli dello scorso anno...



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disincantato

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Citazione di: unicamenteLazio il 06 Set 2011, 11:12
Può darsi. Ma perchè il puntare su campioni esperti, e si spera non bolliti (ma come saperlo con certezza ?), esclude, come seconde linee, o in qualche ruolo il puntare sui giovani, magari del proprio vivaio?  Il punto, come la vedo io, non è contrapporre Klose e Cisse a Mendicino e Sciamanna (con tutto il rispetto dovuto a giocatori che per tanti anni hanno indossato la niostra maglia), ma Scaloni, Delnero e Zauri a Cavanda, Ceccarelli e Crescenzi.

Eccellente, da scolpire.

Quando si critica la politica (beninteso, non societaria) del non puntare sui giovani non si vuole demolire l'acquisto degli eccellenti Klose e Cissè, tutt'altro, ma sottolineare l'opportunità di quanto evidenziato in grassetto.
Ma ogni critica, anche la più innocente e costruttiva, viene sovente interpretata come reato di lesa maestà, da usurpatori senza patentino.

rio2

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personalmente ritengo che Kozac cresca 100 volte di piu' giocando poche volte al fianco di un campione come Klose, piuttosto che a farsi spaccare le gambe in serie B.

e questo vale per tutti i giovani, certo non si possono tenere tutti ma i piu' promettenti io li tengo in prima squadra.

AquiladiMare

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Citazione di: Russotto il 06 Set 2011, 11:09
Non mi vorrei sbagliare ma credo e spero che ci sia una strategia precisa dietro questo cambio di rotta.

Si e' scelto di puntare in prima squadra su calciatori affermati e maturi, e nel frattempo di cercare giovani talenti in giro per il mondo da aggregare alla primavera.

Capisco che il paragone Barcellona ormai e' inflazionato, ma credo che la strategia sia proprio quella di crescerseli in casa i campioncini... e devo dire che la trovo una cosa ottima.

quando si parla del Barca bisogna comunque ricordare che è una Top Team, per loro non è difficile trattenere i giovani una volta affermati...
se uno Xavi nasceva a Formello non era mica semplice tenerlo 10 anni

Kim Gordon

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Lazio e Udinese saranno paraganibili quando anche l'ambiente lo sarà.
un ambiente esacerbante come quello romano mal si confà a mosse scaltre come quelle che L'Udinese compie ogni anno comprendo e vendendo.
La Lazio non può farlo, a meno di scontrasi con l'impeto della piazza.
(zarate docet)

Ora, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, c'è da dire che quest'ordine di cose di casa Lazio ha anche i suoi punti a favore.

non è il momento storico più felice per sottolinerali quindi non lo farò. sono intuibili.

in generale, rispetto ad un qualsivoglia modello, anche migliore che sia, io sono sempre scettico rispetto al suo copia ed incolla.

lo stesso vale per il modello Udinese, frutto della convergenza di una serie di fattori oltre che di scelte intelligenti.

un buon modo, modello, chiamatelo come volete, è quello che si ha da scelte intelligenti nel contesto in cui si agisce.

contesto e scelte sono elementi che non possono prescindere l'uno dall'altro.


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Beijing09

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Citazione di: rio2 il 06 Set 2011, 12:42
personalmente ritengo che Kozac cresca 100 volte di piu' giocando poche volte al fianco di un campione come Klose, piuttosto che a farsi spaccare le gambe in serie B.
Secondo me si impara più facendo che guardando.

ZombyWoof

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Scaloni, Delnero e Zauri a Cavanda, Ceccarelli e Crescenzi.

non mi sembra si sia rinnovato il contratto ai primi tre. va da sè che quando i ragazzi verranno ritenuti in grado di tenere il campo anche in serie A, giocheranno loro.

il discorso di calimero, è che sembra delinearsi una strategia precisa:  un'ossatura base fatta di giocatori affermati, già pronti e rodati, con un paio di stelle internazionali che diano visibilità e prestigio, oltre che gol.  klose è titolare della germania, ci penserei mille volte a chiamarlo bollito. ha 33 anni, non 44. cissè ne ha 30, è al massimo.

contratti triennali, e poi via si ricomincia.

su questa base, con molta cautela e solo se si rivelano veramente forti, inserire dei ragazzi cresciuti in casa. non comprati a 3/4 milioni come muslera, ma a molto meno.


Sirius

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Citazione di: ZombyWoof il 06 Set 2011, 14:25
contratti triennali, e poi via si ricomincia.

Nel caso di Klose,il contratto mi pare sia biennale...

momi

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Citazione di: calimero il 06 Set 2011, 00:36
Il tema caldo di questi ultimi spiccioli di precampionato è il tema dei "giovini", giudicati indispensabili per dare vita al "progetto" di grande squadra. La contrapposizione è con quelli dell'altra sponda, i quali, a sentire gli espertoni, avrebbero cominciato da quest'anno un percorso che li porterà a future vittorie grazie all'acquisto di campioncini in erba (purchè, aggiungono gli stessi, chè si tiene un po' tutti famiglia,  supportati dalla magnificenza del vecchio capitano). Non dico che sia sbagliato comprare giocatori giovani e forti (ad esempio credo che Pjanic e Bojan lo siano, qualche dubbio in più me lo conservo su Lamela, Angel, Osvaldo, Borini e Kjaer) ma l'esperienza a noi laziali dovrebbe insegnarci che l'acquisto di giovani non significa per forza di cose "programmazione": in questi anni Lotito ha fatto alcuni colpi eccezionali, molti con la preziosa consulenza di Sabatini (personaggio di grande valore che sarebbe stupido sminuire, a mio parere quest'anno con quello che l'ammeregani gli hanno messo a disposizione ha fatto le orecchie alle pulci), parlo di Behrami, Pandev (riscattato dall'Udinese in piena bufera calciopoli), Kolarov, Lichsteiner, Muslera, tutti giocatori arrivati alla Lazio pressochè sconosciuti ma che, una volta affermatisi, hanno preteso (anche legittimamente, per carità) di cercare la definitiva affermazione presso altri lidi. Nel mazzo non ci metto Zarate, che è un caso a parte, ed Hernanes, che non ha mai scassato più di tanto, ma ci aggiungo De Silvestri (unico prodotto del vivaio degli ultimi anni a guadagnarsi un posto stabile in prima squadra) e anche Cesar e Oddo, che pur se non giovani, hanno scelto dinamiche simili per il loro addio alla Lazio. In tutti questi casi, i calciatori hanno forzato la mano per andare "a stare meglio". Spesso non è andata così, ma questa è un'altra storia. Il punto, infatti, è un altro: che programmazione puoi fare se questo tipo di atleti, dopo un paio di stagioni a buoni livelli, si fa ammaliare dalle sirene delle strisciate o di qualche facoltoso club estero e non c'è modo di trattenerlo? Secondo me l'unica strada è quella di cambiare l'immagine che attualmente ha il club, ad oggi mi pare che la Lazio sia un "Udinese suo malgrado", nel senso che mentre l'oggetto sociale dei friulani sia quello di scovare talenti per poi piazzarli a caro prezzo, per noi avviene la stessa cosa ma "obtorto collo" (addirittura "ex lege" nel caso di Pandev) il che ci porta oltretutto a guadagnare meno da queste cessioni coatte. Può essere che la Lazio abbia scelto la strada di acquisire le prestazioni di campioni esperti (ma si spera non bolliti) per guadagnarsi un'immagine (anche internazionale) tale da costituire appeal per i giocatori più promettenti? Ormai credo che si sappia in giro che anche alla Lazio si possono guadagnare cifre importanti (sono lontanissimi i tempi del tetto a 450 mila euro), bisogna però guadagnare visibilità internazionale e installarsi in modo stabile nelle prime posizioni del campionato nazionale.

E' questa la strada giusta?

Veramente un'ottima analisi.
Non so dirti se sia la strada giusta ma sicuramente è frutto di una strategia precisa.

Il Mitico™

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Si, è la strada giusta: un'ossartura di calciatori esperti a livello internazionale contornata da giovani promettenti, progetto a breve termine come ha confermato anche Tare nell'ultima conferenza stampa, 2-3 anni e poi si ricomincia.

Il progetto giovani presenta diverse lacune, partiamo da quella che abbiamo più discusso, ovvero il fatto che i giovani possono cambiare squadra anche ad un'età ancora florida: non solo un problema di una società come la Lazio che nel 2004 rischiò il fallimento, è un problema che riguarda tutti i club, ad esempio: Cristiano Ronaldo fu acquistato dal Manchester Utd a 18 anni, esplose a 21 anni, poi a 24 anni andò al Real Madrid; Henry fu acquistato dall'Arsenal a 22 anni, con l'Arsenal vinse 2 campionati, 3 Coppe d'Inghilterra, 2 Community Shield, e arrivò a giocarsi una finale di Champions League, poi però andò al Barcellona nel 2007. Avevano entrambi i loro motivi: Cristiano Ronaldo aveva vinto tutto con il Manchester Utd e voleva provare un altro campionato; Henry non aveva più fiducia nell'Arsenal, così come i nostri hanno avuto i loro motivi: Muslera non ha rinnovato per colpa del suo procuratore; Lichtsteiner nonostante la situazione era comunque attratto dalla Juventus; Kolarov lasciò la Lazio che veniva da un brutto campionato per andare al Manchester City; Zarate non si sa che problemi aveva con l'allenatore...

Dunque, come si può puntare sui giovani al fine di fargli fare una carriera nel proprio club? Bisogna farli diventare tifosi, è il caso del Barcellona: Valdes, Puyol, Xavi, Iniesta, Busquets, Messi, Pedro, un'ossatura creata dal settore giovanile, ma non dalla primavera, non dai 18-19 anni, parliamo di calciatori presi anche in età pre-adolescenziale, e facendo forza anche sul fatto che sono quasi tutti catalani. Questo è possibile grazie ad un settore giovanile con i controc******i, ma c'è sempre il motivo per cui il settore giovanile è detto anche "vivaio" (nel loro caso "cantera"), ovvero che, come il vino, i prodotti del settore giovanile vanno ad annate: il Barcellona vanta un'ossatura prodotta dal settore giovanile negli ultimi tre anni, ma il Barcellona Campione d'Europa nel 2006 era formato da calciatori acquistati a prezzi altissimi, e prima ancora addirittura non vinse niente dal 1999 al 2005.

Altro punto debole del progetto giovani è che non puoi puntare su una squadra composta da tantissimi giovani e pochissimi calciatori affermati, perché non c'è nessuno che trasmette la mentalità vincente, è il caso dell'Arsenal e della riomma di quest'anno: il Barcellona 2008/2009 vantava nella propria formazione Puyol, Sylvinho, Xavi, Eto'o, e Henry, ai quali furono aggiunti Valdes, Yaya Touré, Piqué, Iniesta, Busquets, e Messi, all'Arsenal invece chi la da la mentalità vincente? Calciatori come Van Persie, Walcott, Song, ecc... sono cresciuti all'Arsenal senza dei campioni come punti di riferimento, e come risultato abbiamo l'Arsenal che non vince niente da 6 anni e che oggi sta messa peggio di prima.
Anche la riomma che punti di riferimento ha per i giovani? heinze e perrotta bolliti? De Zozzi inguardabile da tre stagioni e con il problema del rinnovo? titty che oltre a subire il peso degli anni fa anche il viziato? E che dire dell'organizzazione societaria? Un presidente che fa pensare di non aver mai seguito il Calcio prima di quest'anno, e un direttore sportivo che vorrei sapere chi è andato ad acquistare, spendendo anche molti soldi ricavati dalle cessioni, soprattutto quando vieni a scoprire che quella storia della crisi economica che ha colpito anche la Serie A è una balla:

Classifica spese per campionato

  • Premier League - 591,95 milioni di Euro
  • Serie A - 460,73 milioni di Euro
  • La Liga - 344,81 milioni di Euro
  • Ligue 1 - 188,50 milioni di Euro
  • Bundesliga - 153,63 milioni di Euro

Classifica spese in Europa

  • Manchester City - 92,54 milioni di Euro
  • Paris Saint-Germain - 89 milioni di Euro
  • Juventus - 85,75 milioni di Euro
  • Chelsea - 85,7 milioni di Euro
  • riomma - 78 milioni di Euro

Altro che "vintisei Euro pi vedè verre"... 78 milioni de Euro pe' uscì al play-off de Europa League!!! Contro lo Slovan Bratislava!!! Al 5° posto nella classifica europea delle spese effettuate nell'ultimo calciomercato!!! Ma ve rendete conto? Persino la disastrosa Lazio di Ballardini passò facilmente il play-off di Europa League e fallì per poco il passaggio ai sedicesimi... anzi, la Lazio di Ballardini vinse pure la Supercoppa italiana contro l'Inter che a fine stagione vinse campionato, Coppa Italia e Champions League. Cioè, un giovane pagato tantissimo difficilmente si rivela 'na sola, come cazzo hanno fatto a spende 78 milioni in giovani promesse che non riescono nemmeno a passà il play-off di Europa League? Ma se l'Udinese con i soliti du' spicci due anni fa arrivò ai quarti di Coppa UEFA e fu competitiva anche contro il Werder Brema?

fabrizio1983

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A me preoccupa una cosa differente:
Se tutte queste squadre ,che fino allo scorso anno erano vicine a noi  o indietro ( Napoli Juve Roma) ,riescono a spendere 40 milioni di euro ( il saldo delle loro campagne acquisti) e noi invece nn riusciamo a mettere 20 milioni, come potremmo nel lungo tempo stare indietro a loro?
Quest'anno se avessimo avuto la possibilità di spendere 25 milioni, potevamo prendere altri due giocatori, ora i nomi non contano ma immaginate che tipo di squadra avremmo potuto avere.

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AquiladiMare

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Citazione di: fabrizio1983 il 06 Set 2011, 17:07
A me preoccupa una cosa differente:
Se tutte queste squadre ,che fino allo scorso anno erano vicine a noi  o indietro ( Napoli Juve Roma) ,riescono a spendere 40 milioni di euro ( il saldo delle loro campagne acquisti) e noi invece nn riusciamo a mettere 20 milioni, come potremmo nel lungo tempo stare indietro a loro?
Quest'anno se avessimo avuto la possibilità di spendere 25 milioni, potevamo prendere altri due giocatori, ora i nomi non contano ma immaginate che tipo di squadra avremmo potuto avere.

Il Napoli ha l'introito CL, la juve... i soldi di agnelli (ed ora lo stadio)... la rozza ha venduto pure molto e comprato in prestito e pagherà (forse) tra alcuni anni

CodyAnderson

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Lazionetter
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Ottimo Topic!

aggiungo che da quest'anno si è iniziato a fare un lavoro di scouting per i giovanissimi talenti: onazi, sani, berlenga, keita ... mettiamo caso che fra 3 anni (quando klose di ritirerà ma avremo ancora cisse e kozak) anche uno solo di questi esce (aggiungendoci i vari ceccarelli, rozzi, giordano jr e altri da trovare) come un buon attaccante e hai risolto almeno uno dei problemi (un attaccante, un centrocampista o altro). Altrimenti ci saranno ottimi 29enni tipo cisse da prendere ...

riguardo ai giovini riommici, mi sembra li abbiano pagati un enormità essendo comunque un rischio. se uno o due di questi diventa fenomeno lo dovranno vendere perche' non possono alzare il tetto ingaggi (almeno che no sei "capitano" de quarcosa) e magari ci faranno i soldi da reinvestire. Il problema è che comunque li hanno pagati tanto e li dovranno rivendere a tanto, se metti caso un paio di questi non esce bene ci vanno in perdita. oltretutto non ho capito l'acquisto di ben due trequartisti che giocano preferibilmente in mezzo al campo (pjanic, lamela) quando avevano bisogno di gente che recupera palloni (al momento i loro recuperapalloni sono tutti sui 30+) per fare il 4-3-3. Secondo me hanno visto che lamela non era pronto e hanno comprato pjanic per evitare di bruciare il giovinotto argentino ... e' questo il proggggetto?

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