Non so assolutamente se se ne sia parlato, ma ho trovato questo articolo casualmente sul web
GROTTAFERRATA - "Vivere ai Castelli Romani è un vero e proprio privilegio. Il clima, la gente, la storia, i paesaggi, la tranquillità, è tutto a misura d'uomo. Non mi poteva capitare cosa migliore in vita mia, di vivere in un paese come Grottaferrata".
Sono le parole di Giacomo Mazzocchi, responsabile dell'Ufficio Stampa della Società Sportiva Lazio. Mazzocchi, giornalista professionista, in precedenza è stato capo redattore di Tuttosport, capo della redazione sportiva di Telemontecarlo, direttore della comunicazione della Federazione Mondiale di Atletica Leggera e direttore della comunicazione della Federazione Italiana Rugby.
Dottor Mazzocchi, suo figlio Marco è notoriamente un tifoso romanista. Come ha preso la notizia di un suo incarico nella Lazio? "Veramente è stato contentissimo", risponde sorridendo il nuovo addetto stampa biancoceleste, seduto comodamente nel divano della sua casa grottaferratese, mentre si sistema la giacca con lo stemma della Lazio.
Nemmeno una battuta? "Mio figlio, prima di arrivare alla Domenica Sportiva, è stato molto influenzato dalla cultura biancoceleste. Durante gli anni '70, quando ero caporedattore di Tuttosport, vivevo quotidianamente la scapestrata Lazio di Tommaso Maestrelli. Ricordo ancora oggi, a distanza di tempo e con un pizzico di nostalgia, la pacatezza di Tommaso nell'approccio con i giocatori, l'irruenza di Chinaglia, la personalità di Martini e Wilson, Bob Lovati. Un calcio d'altri tempi, romantico come pochi, che ha forti legami con la Lazio di adesso".
La Lazio nel destino, ed un figlio romanista. Come è potuto accadere? "Per lavoro la mia vita è stata sempre in movimento, e di conseguenza in casa c'ero davvero poco. Marco iniziò a giocare a calcio con le giovanili della Roma. Da lì rimase affascinato dalla maglia giallorossa, e divenne romanista".
Come arriva a lavorare per la Lazio? "Grazie al rugby".
Si spieghi meglio. "Ali Williams, la fortissima seconda linea dei famigerati All Blacks, è un tifoso laziale, e quando venne a Roma con il resto della squadra, espresse il desiderio di venire allo stadio Olimpico a vedere la Lazio. In quattro e quattro otto organizzai l'evento e gli All Blacks furono sugli spalti a tifare Lazio. La cosa divertente fu che dopo la partita, durante il ritorno in albergo, una macchina parcheggiata in doppia fila ostruiva il passaggio dell'autobus dei rugbisti. Williams e soci senza scomporsi più di tanto, scesero dal mezzo, e 'parcheggiarono' la vettura in questione verticalmente, addosso ad un palo della luce. L'operazione All Blacks allo stadio ebbe una vastissima eco sui media, ed il presidente Lotito mi volle conoscere. Dopo alcuni contatti preliminari, conclusi con un nulla di fatto, Lotito mi chiamò nuovamente. Mi trovavo in vacanza a Salina, era il trenta settembre, ricevetti una telefonata, ed il giorno dopo ero il nuovo addetto stampa della Lazio".
Si dice che la squadra allenata da Delio Rossi abbia uno spirito rugbistico; lei che conosce ambedue gli sport, concorda con questa osservazione? "Concordo pienamente. Nei calciatori della Lazio ho trovato uno spirito di corpo importante, che non lascia spazio ad inutili divismi. Non si vedono sceneggiate o simulazioni, né in campo né in allenamento. Su tutti posso citare l'abnegazione di Cribari alla causa Lazio: con il viso pieno di fratture, si è messo una maschera protettiva con incisa sopra l'effige dell'aquila e via in campo, sembrava di rivedere la foto sbiadita di Silvio Piola, che con la testa sanguinante, fasciata alla bene e meglio, espugnava il campo romanista di Testaccio".
È difficile lavorare con la famigerata stampa romana? "Occorre creare un rapporto profondo basato sul reciproco rispetto con i media. Roma pullula di giornali, radio, televisioni, ed inoltre ci sono anche le testate nazionali. Tutti devono lavorare con la massima serenità, rispettando però anche le esigenze della società. Con il rispetto reciproco si lavora bene con tutti".
Ancora una volta, la storia della Lazio è stata colpita da un lutto. "È incredibile. Quello che è accaduto a Gabriele Sandri è incredibile. Come quello che accadde nella gioielleria Tabocchini, dove per un tragico scherzo Luciano Re Cecconi ci lasciò la vita, poi il derby di Paparelli. Sembra una maledizione, e spero sia finalmente finita"!
PAOLO GHERARDI