"Loro hanno vinto" Sì, il Cagliari!
Più che altro, mi spiegate perchè sul sito ANSA alla sezione News è spuntato questo?
IL POETA DEL GOL
Luis Enrique, 'hidalgo' senza centravanti
di Fernando Acitelli
Il bel gioco è un'idea sublime. Sembra voler far calare il meglio della nostra intelligenza in un campo di calcio. Ma anche il "catenaccio" può essere un'idea sublime soltanto che con esso ci si espone a critiche e dunque è come se il lavoro ne risentisse e la nostra immagine ne uscisse scalfita.
Ma si può essere anche fautori d'un gioco che sia indigente di sublime; infatti, agli allenatori che ancora adottano sofisticati sistemi difensivi interessa soltanto vincere. E la vita è anche quella. Ma torniamo alle istanze del "bel gioco".
Al solo pensarlo, ci sentiamo semidei, per non dire altro. Così i fondali barocchi ci colonizzano e scriviamo sulla lavagnetta da campo i nostri schemi lirici. Comunque, a parte le divagazioni, per le idee sublimi sono necessari il tempo, talune concessioni del Fato e la riflessione continua che proprio quelle idee che sbandieriamo abbiano un fondamento.
E' per questo che a Luis Enrique diamo tempo e non pretendiamo di vedere una ragnatela svelta con coincidenze ad occhi chiusi tra i reparti. Epperò senza centravanti non si può giocare. Si possono avere anche i più grandi palleggiatori del mondo alle spalle ma al centravanti non si può rinunciare. Siamo sicuri di averlo trovato in Osvaldo?
Per ora sospendiamo il giudizio e pensiamo che tra sedici giorni Totti compirà trentacinque anni. Se fosse vivo Liedholm, con una delle sue memorabili iperboli, di sicuro direbbe: "Totti è un ragazzo che ancora può dare tanto al calcio perché 35 anni non sono niente per uno come lui e adesso, di certo, lui può retrocedere un poco alla Schiaffino... o anche finire libero come Di Bartolomei..."
Capito? Il tanto discutere su Francesco di questi giorni e la constatazione, alla fine, che è ancora lui il più bravo. Un individuo può prendere il patentino d'allenatore a Coverciano oppure a Santiago di Compustela, può essere riconosciuto Hidalgo ed insignito dell'Ordine di Calatrava ma il calcio lo vediamo un po' tutti e, chi più chi meno, s'arriva a quella logica di base che in certi momenti ci avvicina e dilata il sentimento. Prima questione: ma era giusto dopo l'espulsione del bravissimo José Angel e dell'uscita di Bojan, togliere l'unico calciatore che spingeva veramente sulla fascia destra, ovvero Rosi? Ne è risultato un ingorgo al centro e dal gioco sull'esterno s'è iniziato a verticalizzare.
E poi: Perrotta arretrato pareva un poeta messo a fare l'impiegato di ministero. Questione cross: se non si hanno tipi come Boninsegna o Pruzzo proprio i cross assumono valenze puramente simboliche e si facilita l'avversario che si difende. Questione Pjanic: finalmente la bellezza a tre quarti campo, e proprio da lì che la nostra speranza si fortifica.
Ho già levato gli RSS dell'ADNKronos perchè troppo spudoratamente peperonici, che devo fare, togliere pure l'ANSA?