L'angolo del buonumore (Articoli divertenti - stagione 2011/2012)

Aperto da Biafra, 23 Mag 2011, 19:21

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andyco

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FUTURA

TONINO CAGNUCCI
C'è molta retorica attorno al tifoso della Roma (per altro compresibilissima visto l'eccezionale di cui è stato sempre capace). Anche per quanto è successo ieri si potrebbe tirare fuori la storiella del marziano che non capirebbe niente del perché una squadra appena sconfitta in casa contro il Cagliari di Ficcadenti si ritrova applaudita da tutta la sua Curva. In questi casi la spiegazione che si dà è che "sono cose da Roma", che "chi non è romanista non potrà capirlo mai". Vero, ma stavolta non basta. Questa volta non serve per quello che è successo ieri. L'applauso spontaneo, convinto, forte della Sud, il fatto che non si sia levato un fischio da tutto il resto dello stadio, non ha niente del "che sarà sarà" cantato troppe volte dopo le sconfitte, non ha niente dell'orgogliosissimo "non ti lasceremo mai" di un tifoso che s'innamora di più - come ogni vero romantico - quando le cose diventano difficili. Nell'applauso della Sud di ieri e nel morbido rispettoso silenzio del resto dello stadio c'è innanzitutto la consapevolezza di vivere qualcosa di speciale. Qualcosa di colto. Di romantico, sì certo, ma anche di eminentemente costruttivo. E' un applauso al futuro, non alla sconfitta presente, o alla nostalgia di cose non ancora accadute.
Qualcosa di simile si sentiva nell'aria nella primissima Roma Anni 80 di Liedholm, non tanto nella forza della squadra - quella era già praticamente pronta a essere la più forte che il mondo ha visto mai - ma nel paziente e incuriosito amore della gente. Dopo un Napoli-Roma perso 4-0 Nils Liedholm disse che aveva visto una grande squadra e che quel giorno aveva capito di poter arrivare allo scudetto. I famosi paradossi del Barone erano solo un modo malandrino e soave di dire la verità. I tifosi della Roma lo sapevano. I tifosi della Roma lo sanno. Anche Spalletti partì in casa con una sconfitta e quella fu una Roma che innamorò e fece arte per tre anni. Questa promette persino di più. E non è per Pjanic che è giocatore di calcio come da anni non si vedevano da noi in mezzo al campo, di un'età media che è un'ipoteca di futuro, di un De Rossi più De Rossi che ci sia, di un capitano coraggioso che al 93' è andato a prendersi la palla sulla sua trequarti, di un Angel scoperto a sinistra, di Bojan che si alza per andarselo ad abbracciare dopo un rosso che sa di "ripicca" e un po' di "segnale". Non è nemmeno l'abbraccio di tutta la squadra fatto davanti all'allenatore e in faccia ai giornalisti prima di iniziare, né lo sguardo brillante di quegli stessi giocatori nel post-partita, nelle interviste: è quell'applauso che ci farà grandi.
"Imparano più i popoli da una sconfitta, che non i re dal trionfo" ha detto una volta Giuseppe Mazzini. Sulla rivoluzione prendete l'aforisma che volete, però poi lasciate perdere e venite a tifare la Roma perché della rivoluzione ne farete direttamente parte. Scoprireste la poesia di un gol al 50' del secondo tempo che statisticamente non serve a niente ma che diventa quello della bandiera veramente. Vedreste in zona mista Francesco Totti prendersi il suo piccolo sulle spalle e vi sembrerà di vedere dove andrà questa Roma.
Dopo un Napoli-Roma perso 4-0 Nils Liedholm disse che aveva visto una grande squadra e che quel giorno aveva capito di poter arrivare allo scudetto. Lo presero per matto. La domenica dopo andò a vincere contro l'Inter a Milano.

De Rossi è talmente coraggioso che ancora non firma il rinnovo
Segnale? COMPLOTTOOOOOOOOOOOOOOOOO

robylele

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Citazione di: andyco il 13 Set 2011, 11:25
TONINO CAGNUCCI
C'è molta retorica attorno al tifoso della Roma (per altro compresibilissima visto l'eccezionale di cui è stato sempre capace).

Nell'applauso della Sud di ieri e nel morbido rispettoso silenzio del resto dello stadio c'è innanzitutto la consapevolezza di vivere qualcosa di speciale. Qualcosa di colto. Di romantico, sì certo, ma anche di eminentemente costruttivo. E' un applauso al futuro, non alla sconfitta presente, o alla nostalgia di cose non ancora accadute.

nella primissima Roma Anni 80 di Liedholm, non tanto nella forza della squadra - quella era già praticamente pronta a essere la più forte che il mondo ha visto mai

i paradossi del Barone erano solo un modo malandrino e soave di dire la verità.

E non è per Pjanic che è giocatore di calcio come da anni non si vedevano da noi in mezzo al campo,

Sulla rivoluzione prendete l'aforisma che volete, però poi lasciate perdere e venite a tifare la Roma perché della rivoluzione ne farete direttamente parte.


se continua così Cagnucci rivince il Turone d'oro a mani basse.

Mi rifiuto comunque di credere che tutti i difettosi leggano estasiati questi deliri e che nessuno di loro si lasci andare ad una risata fragorosa..


JoePetrosino

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ma per scrivere su un giornale sportivo bisogna essere analfabeti per forza?

mah


e pensare che una volta tra gli inviati al seguito di eventi sportivi trovavi un Buzzati qualunque.......

syrinx

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Citazione di: andyco il 13 Set 2011, 11:25
FUTURA

TONINO CAGNUCCI
C'è molta retorica attorno al tifoso della Roma (per altro compresibilissima visto l'eccezionale di cui è stato sempre capace). Anche per quanto è successo ieri si potrebbe tirare fuori la storiella del marziano che non capirebbe niente del perché una squadra appena sconfitta in casa contro il Cagliari di Ficcadenti si ritrova applaudita da tutta la sua Curva. In questi casi la spiegazione che si dà è che "sono cose da Roma", che "chi non è romanista non potrà capirlo mai". Vero, ma stavolta non basta. Questa volta non serve per quello che è successo ieri. L'applauso spontaneo, convinto, forte della Sud, il fatto che non si sia levato un fischio da tutto il resto dello stadio, non ha niente del "che sarà sarà" cantato troppe volte dopo le sconfitte, non ha niente dell'orgogliosissimo "non ti lasceremo mai" di un tifoso che s'innamora di più - come ogni vero romantico - quando le cose diventano difficili. Nell'applauso della Sud di ieri e nel morbido rispettoso silenzio del resto dello stadio c'è innanzitutto la consapevolezza di vivere qualcosa di speciale. Qualcosa di colto. Di romantico, sì certo, ma anche di eminentemente costruttivo. E' un applauso al futuro, non alla sconfitta presente, o alla nostalgia di cose non ancora accadute.
Qualcosa di simile si sentiva nell'aria nella primissima Roma Anni 80 di Liedholm, non tanto nella forza della squadra - quella era già praticamente pronta a essere la più forte che il mondo ha visto mai - ma nel paziente e incuriosito amore della gente. Dopo un Napoli-Roma perso 4-0 Nils Liedholm disse che aveva visto una grande squadra e che quel giorno aveva capito di poter arrivare allo scudetto. I famosi paradossi del Barone erano solo un modo malandrino e soave di dire la verità. I tifosi della Roma lo sapevano. I tifosi della Roma lo sanno. Anche Spalletti partì in casa con una sconfitta e quella fu una Roma che innamorò e fece arte per tre anni. Questa promette persino di più. E non è per Pjanic che è giocatore di calcio come da anni non si vedevano da noi in mezzo al campo, di un'età media che è un'ipoteca di futuro, di un De Rossi più De Rossi che ci sia, di un capitano coraggioso che al 93' è andato a prendersi la palla sulla sua trequarti, di un Angel scoperto a sinistra, di Bojan che si alza per andarselo ad abbracciare dopo un rosso che sa di "ripicca" e un po' di "segnale". Non è nemmeno l'abbraccio di tutta la squadra fatto davanti all'allenatore e in faccia ai giornalisti prima di iniziare, né lo sguardo brillante di quegli stessi giocatori nel post-partita, nelle interviste: è quell'applauso che ci farà grandi.
"Imparano più i popoli da una sconfitta, che non i re dal trionfo" ha detto una volta Giuseppe Mazzini. Sulla rivoluzione prendete l'aforisma che volete, però poi lasciate perdere e venite a tifare la Roma perché della rivoluzione ne farete direttamente parte. Scoprireste la poesia di un gol al 50' del secondo tempo che statisticamente non serve a niente ma che diventa quello della bandiera veramente. Vedreste in zona mista Francesco Totti prendersi il suo piccolo sulle spalle e vi sembrerà di vedere dove andrà questa Roma.
Dopo un Napoli-Roma perso 4-0 Nils Liedholm disse che aveva visto una grande squadra e che quel giorno aveva capito di poter arrivare allo scudetto. Lo presero per matto. La domenica dopo andò a vincere contro l'Inter a Milano.

I love you Tonino.

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ZombyWoof

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propongo l'istituzione del turone di platino. 


a dirla tutta, quest'ultimo cagnucci l'ho visto stanco.  di solito sono iperboli divine, frasi secche con i punti che impongono di abolire ogni dubbio.   per me non ci crede neanche lui a sto giro. 

invece devo dire, da laziale laico, che a me la roma che ha giocato con il cagliari non è dispiaciuta.  i nuovi sono tutti molto bravi, il problema è che con tanti ragazzini in squadra, perdi tante partite a cazzo di cane, scusate il francesismo. 


CrazyEagle

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Citazione di: andyco il 13 Set 2011, 11:25
FUTURA

TONINO CAGNUCCI
C'è molta retorica attorno al tifoso della Roma (per altro compresibilissima visto l'eccezionale di cui è stato sempre capace). Anche per quanto è successo ieri si potrebbe tirare fuori la storiella del marziano che non capirebbe niente del perché una squadra appena sconfitta in casa contro il Cagliari di Ficcadenti si ritrova applaudita da tutta la sua Curva. In questi casi la spiegazione che si dà è che "sono cose da Roma", che "chi non è romanista non potrà capirlo mai". Vero, ma stavolta non basta. Questa volta non serve per quello che è successo ieri. L'applauso spontaneo, convinto, forte della Sud, il fatto che non si sia levato un fischio da tutto il resto dello stadio, non ha niente del "che sarà sarà" cantato troppe volte dopo le sconfitte, non ha niente dell'orgogliosissimo "non ti lasceremo mai" di un tifoso che s'innamora di più - come ogni vero romantico - quando le cose diventano difficili. Nell'applauso della Sud di ieri e nel morbido rispettoso silenzio del resto dello stadio c'è innanzitutto la consapevolezza di vivere qualcosa di speciale. Qualcosa di colto. Di romantico, sì certo, ma anche di eminentemente costruttivo. E' un applauso al futuro, non alla sconfitta presente, o alla nostalgia di cose non ancora accadute.
Qualcosa di simile si sentiva nell'aria nella primissima Roma Anni 80 di Liedholm, non tanto nella forza della squadra - quella era già praticamente pronta a essere la più forte che il mondo ha visto mai - ma nel paziente e incuriosito amore della gente. Dopo un Napoli-Roma perso 4-0 Nils Liedholm disse che aveva visto una grande squadra e che quel giorno aveva capito di poter arrivare allo scudetto. I famosi paradossi del Barone erano solo un modo malandrino e soave di dire la verità. I tifosi della Roma lo sapevano. I tifosi della Roma lo sanno. Anche Spalletti partì in casa con una sconfitta e quella fu una Roma che innamorò e fece arte per tre anni. Questa promette persino di più. E non è per Pjanic che è giocatore di calcio come da anni non si vedevano da noi in mezzo al campo, di un'età media che è un'ipoteca di futuro, di un De Rossi più De Rossi che ci sia, di un capitano coraggioso che al 93' è andato a prendersi la palla sulla sua trequarti, di un Angel scoperto a sinistra, di Bojan che si alza per andarselo ad abbracciare dopo un rosso che sa di "ripicca" e un po' di "segnale". Non è nemmeno l'abbraccio di tutta la squadra fatto davanti all'allenatore e in faccia ai giornalisti prima di iniziare, né lo sguardo brillante di quegli stessi giocatori nel post-partita, nelle interviste: è quell'applauso che ci farà grandi.
"Imparano più i popoli da una sconfitta, che non i re dal trionfo" ha detto una volta Giuseppe Mazzini. Sulla rivoluzione prendete l'aforisma che volete, però poi lasciate perdere e venite a tifare la Roma perché della rivoluzione ne farete direttamente parte. Scoprireste la poesia di un gol al 50' del secondo tempo che statisticamente non serve a niente ma che diventa quello della bandiera veramente. Vedreste in zona mista Francesco Totti prendersi il suo piccolo sulle spalle e vi sembrerà di vedere dove andrà questa Roma.
Dopo un Napoli-Roma perso 4-0 Nils Liedholm disse che aveva visto una grande squadra e che quel giorno aveva capito di poter arrivare allo scudetto. Lo presero per matto. La domenica dopo andò a vincere contro l'Inter a Milano.

Infatti tutto il letame che viene dopo chissà cos'è.
Frasi fatte e concetti preconfezionati a manetta.

ralphmalph

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Citazione di: ZombyWoof il 13 Set 2011, 14:00

invece devo dire, da laziale laico, che a me la roma che ha giocato con il cagliari non è dispiaciuta.  i nuovi sono tutti molto bravi, il problema è che con tanti ragazzini in squadra, perdi tante partite a cazzo di cane, scusate il francesismo. 


dici davvero? io ho visto il secondo tempo, che a detta di tutti è stato il migliore, e non mi sono accorto di questi giocatori molto bravi.

Monteverde74

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però li invidio
piacerebbe anche a me, leggere articoli di codesta fattura sulla Lazio
giusto per vedere l'effetto che fa
veramente

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eaglefly1978

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Citazione di: Monteverde74 il 13 Set 2011, 15:04
però li invidio
piacerebbe anche a me, leggere articoli di codesta fattura sulla Lazio
giusto per vedere l'effetto che fa
veramente

Io invece gli invidio la capacità di uscire dallo stadio e tornare a casa contenti dopo una sconfitta in casa contro il Cagliari (non il Real Madrid, non il Man UTD, non il Barcellona...)

robylele

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Citazione di: ZombyWoof il 13 Set 2011, 14:00
invece devo dire, da laziale laico, che a me la roma che ha giocato con il cagliari non è dispiaciuta.  i nuovi sono tutti molto bravi, il problema è che con tanti ragazzini in squadra, perdi tante partite a cazzo di cane, scusate il francesismo.

ti sono piaciuti anche Bojan (zero palloni toccati) e Osvaldo?   :o

considera che il migliore dei ragazzini é stato largamente Angel, che ha rinviato a centro area per il gol di Conti e poi é caduto due minuti dopo in fallo di frustazione (cit. Luis Enrique) per l'espulsione.

tra i peggiori segnalo il super esperto portiere vice campione del mondo.


gingiula

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io mi chiedo fra quanto tempo svanirà il mito della "rivoluzione"...


Tarallo

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Citazione di: robylele il 13 Set 2011, 15:31
ti sono piaciuti anche Bojan (zero palloni toccati) e Osvaldo?   :o

considera che il migliore dei ragazzini é stato largamente Angel, che ha rinviato a centro area per il gol di Conti e poi é caduto due minuti dopo in fallo di frustazione (cit. Luis Enrique) per l'espulsione.

tra i peggiori segnalo il super esperto portiere vice campione del mondo.

Su Facebook un amico del Pikkio riomico ha scritto "Ma in campo ho visto una grandissima pippa o svaldo?" :lol:


Comunque io ribadisco: nelel mani giuste tu schieri
                                 Sterke
                  Cassetti Juan Burdisso Angel
                       De Rossi Perrotta
                     Pijanic  Totti Lamela
                              Borriello

per me fai uno strabotto de punti e a me il 4-2-3-1 manco me piace.
Per me la rosa e' di ottimo livello, considerato che alcuni sono mezze figure (Krkic, Osvaldo ecc ecc).

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gingiula

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In effetti, con tutto che non lo posso vedere, per me borriello nella loro rosa dev'essere titolare inamovibile.

est1900

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Citazione di: gingiula il 13 Set 2011, 15:52
In effetti, con tutto che non lo posso vedere, per me borriello nella loro rosa dev'essere titolare inamovibile.

imho insieme a Pizarro.
Ma va benissimo così.

Monteverde74

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Citazione di: Tarallo il 13 Set 2011, 15:47
Su Facebook un amico del Pikkio riomico ha scritto "Ma in campo ho visto una grandissima pippa o svaldo?" :lol:


Comunque io ribadisco: nelel mani giuste tu schieri
                                 Sterke
                  Cassetti Juan Burdisso Angel
                       De Rossi Perrotta
                     Pijanic  Totti Lamela
                              Borriello

per me fai uno strabotto de punti e a me il 4-2-3-1 manco me piace.
Per me la rosa e' di ottimo livello, considerato che alcuni sono mezze figure (Krkic, Osvaldo ecc ecc).
ok tarà,
ma tu non puoi giocare a centrocampo con perrotta, pijanic e de rossi centrale di difesa, perchè altrimenti a centrocampo chi c'è?
domenica impostavano heinze e brudisso
come quando nella Lazio impostavano cribari e siviglia
ho detto tutto

gregor

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La Roma e gli arbitri, una storia infinita

di Giovanni Bianconi


Ci risiamo, campionato nuovo trame vecchie. Oppure, semplicemente e nella migliore delle ipotesi, gli errori arbitrali di sempre. Che però, guarda caso, capitano sempre nelle stessa direzione.

Domenica, per esempio. La Roma perde col Cagliari – e di certo non poteva pretendere più di un punticino, ma questo è un problema tra noi tifosi romanisti e Luis Enrique – grazie a un gol di Daniele Conti (ma perché si accanisce così tanto con noi, con quel papà e quel cognome?) viziato da un evidente fallo di mano non fischiato dall'arbitro Gava, e per via dell'espulsione, nemmeno un minuto dopo, di José Angel, il terzino sinistro fino a quel momento migliore in campo. Espulsione diretta fin troppo severa, a detta di tutti.

Comunque è andata così. Angel, non potrà giocare sabato prossimo contro l'Inter, in una partita difficile che forse sarà già decisiva vista l'aria che si respira da queste parti. L'Inter invece potrà schierare Walter Samuel, incredibilmente graziato dall'arbitro Brighi da un secondo "giallo" che perfino Beppe Bergomi, nel commento in diretta su Sky, ha detto che "ci poteva stare". E se lo dice lui... Con quella sacrosanta ammonizione sarebbe scattata l'espulsione e la squalifica per il turno successivo, cioè nella partita contro la Roma.

Non è andata così, e quello che era giusto che accadesse – giusto nel senso di "regolamentare", cioè rispetto delle regole – non è accaduto.

Strano, no? Oppure, invece, niente di strano e tutto regolare. Ma secondo quali regole?

Adesso diranno che è cominciato il solito piagnisteo romanista... No, non è così, nessuno si attaccherà a queste bassezze altrui. Ci appassioneremo e discutrereno di altro, a cominciare da nostri problemi. Ma lo diciamo così, tanto per mettere subito in chiaro le cose. E perché, come diceva uno striscione comparso all'Olimpico qualche stagione fa e purtroppo segmpre attuale, "Nun semo piagnoni, ma manco fregnoni...".

Non c'è bisogno di traduzione, né di aggiungere altro


http://giornalistinelpallone.corriere.it/2011/09/13/la-roma-e-gli-arbitri-una-storia-infinita/


:D :D :D :D :D :D :D :D

sharp

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malanimadelimegliomortaccivostra
hanno il record di rigori/espulsioni (inventati/e) a favore negli
ultimi dieci anni e hanno ancora il coraggio di parlare di arbitri contro ???

secondo me cagnucci non è un idiota totale ....... e che lo disegnano così (cit.)

CrazyEagle

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Citazione di: gregor il 13 Set 2011, 16:08
La Roma e gli arbitri, una storia infinita
di Giovanni Bianconi
Ci risiamo, campionato nuovo trame vecchie. Oppure, semplicemente e nella migliore delle ipotesi, gli errori arbitrali di sempre. Che però, guarda caso, capitano sempre nelle stessa direzione.
Domenica, per esempio. La Roma perde col Cagliari – e di certo non poteva pretendere più di un punticino, ma questo è un problema tra noi tifosi romanisti e Luis Enrique – grazie a un gol di Daniele Conti (ma perché si accanisce così tanto con noi, con quel papà e quel cognome?) viziato da un evidente fallo di mano non fischiato dall'arbitro Gava, e per via dell'espulsione, nemmeno un minuto dopo, di José Angel, il terzino sinistro fino a quel momento migliore in campo. Espulsione diretta fin troppo severa, a detta di tutti.
Comunque è andata così. Angel, non potrà giocare sabato prossimo contro l'Inter, in una partita difficile che forse sarà già decisiva vista l'aria che si respira da queste parti. L'Inter invece potrà schierare Walter Samuel, incredibilmente graziato dall'arbitro Brighi da un secondo "giallo" che perfino Beppe Bergomi, nel commento in diretta su Sky, ha detto che "ci poteva stare". E se lo dice lui... Con quella sacrosanta ammonizione sarebbe scattata l'espulsione e la squalifica per il turno successivo, cioè nella partita contro la Roma.
Non è andata così, e quello che era giusto che accadesse – giusto nel senso di "regolamentare", cioè rispetto delle regole – non è accaduto.
Strano, no? Oppure, invece, niente di strano e tutto regolare. Ma secondo quali regole?
Adesso diranno che è cominciato il solito piagnisteo romanista... No, non è così, nessuno si attaccherà a queste bassezze altrui. Ci appassioneremo e discutrereno di altro, a cominciare da nostri problemi. Ma lo diciamo così, tanto per mettere subito in chiaro le cose. E perché, come diceva uno striscione comparso all'Olimpico qualche stagione fa e purtroppo segmpre attuale, "Nun semo piagnoni, ma manco fregnoni...".
Non c'è bisogno di traduzione, né di aggiungere altro
http://giornalistinelpallone.corriere.it/2011/09/13/la-roma-e-gli-arbitri-una-storia-infinita/
:D :D :D :D :D :D :D :D

Ma dopo quello che s'è visto l'anno scorso c'hanno pure il coraggio de parlà?

Notasi poi...
Adesso diranno che è cominciato il solito piagnisteo romanista... No, non è così, nessuno si attaccherà a queste bassezze altrui. Ci appassioneremo e discutrereno di altro, a cominciare da nostri problemi.

Infatti quest'articolo è pieno di considerazioni tecniche sulla partita di domenica. Pieno. Non si parla d'altro praticamente  :beer:

:asrm

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luilhafondata

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Tra poco vado a casa e butto via 'A mano armata'  e 'Ragazzi di Malavita' e 'Eseguendo la sentenza'

gregor

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Citazione di: gregor il 13 Set 2011, 16:08
La Roma e gli arbitri, una storia infinita

di Giovanni Bianconi


Ci risiamo, campionato nuovo trame vecchie. Oppure, semplicemente e nella migliore delle ipotesi, gli errori arbitrali di sempre. Che però, guarda caso, capitano sempre nelle stessa direzione.

Domenica, per esempio. La Roma perde col Cagliari – e di certo non poteva pretendere più di un punticino, ma questo è un problema tra noi tifosi romanisti e Luis Enrique – grazie a un gol di Daniele Conti (ma perché si accanisce così tanto con noi, con quel papà e quel cognome?) viziato da un evidente fallo di mano non fischiato dall'arbitro Gava, e per via dell'espulsione, nemmeno un minuto dopo, di José Angel, il terzino sinistro fino a quel momento migliore in campo. Espulsione diretta fin troppo severa, a detta di tutti.

Comunque è andata così. Angel, non potrà giocare sabato prossimo contro l'Inter, in una partita difficile che forse sarà già decisiva vista l'aria che si respira da queste parti. L'Inter invece potrà schierare Walter Samuel, incredibilmente graziato dall'arbitro Brighi da un secondo "giallo" che perfino Beppe Bergomi, nel commento in diretta su Sky, ha detto che "ci poteva stare". E se lo dice lui... Con quella sacrosanta ammonizione sarebbe scattata l'espulsione e la squalifica per il turno successivo, cioè nella partita contro la Roma.

Non è andata così, e quello che era giusto che accadesse – giusto nel senso di "regolamentare", cioè rispetto delle regole – non è accaduto.

Strano, no? Oppure, invece, niente di strano e tutto regolare. Ma secondo quali regole?

Adesso diranno che è cominciato il solito piagnisteo romanista... No, non è così, nessuno si attaccherà a queste bassezze altrui. Ci appassioneremo e discutrereno di altro, a cominciare da nostri problemi. Ma lo diciamo così, tanto per mettere subito in chiaro le cose. E perché, come diceva uno striscione comparso all'Olimpico qualche stagione fa e purtroppo segmpre attuale, "Nun semo piagnoni, ma manco fregnoni...".

Non c'è bisogno di traduzione, né di aggiungere altro


http://giornalistinelpallone.corriere.it/2011/09/13/la-roma-e-gli-arbitri-una-storia-infinita/


:D :D :D :D :D :D :D :D

La cosa che fa ribrezzo è che questi scrivono sui quotidiani nazionali credendo di essere su un forum.
La faccia come il c.ulo
:asrm

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