A me piace il cinema, la musica e sono un tifoso della Lazio. L'ultima cosa è leggermente diversa dalle prime due e non mi pare ci voglia molto per capirlo. Non se uno ha idea di cosa significhi essere tifoso, quantomeno.
Ho sempre sostenuto il diritto di criticare, anche con sonori fischi, le prestazioni non soddisfacenti di un artista o di uno sportivo. Sempre! Odio il perbenismo di chi accusa di villaneria quelli che fischiano: un tempo all'opera - dico l'opera, non il concerto di gigi d'alessio - si portavano verdure e pomodori. E non vedo perché non dovrei poter fischiare un attore cane o un cantante stonato.
Voglio dire, se pensi di poter vivere della tua arte o delle tue abilità, a differenza di noi comuni mortali che dobbiamo accontentarci di lavori noiosi, frustranti e sottopagati, benissimo, accomodati. Se sei bravo, io godrò delle tue opere e sarò il primo ad esserne felice. Sei consapevole dei rischi e sai perfettamente che potrai ottenere nella tua carriera applausi ma anche fischi: la tua scelta contempla anche questo e devi tenerlo a mente molto bene. Devi anche sapere che ad un certo punto potresti purtroppo scoprire che non sei davvero tagliato per fare il cantante, l'attore, il calciatore o quel che sia, e dovrai tornare sui tuoi passi e trovare un mestiere che ti mantenga: nessuno è disposto a pagarti per lasciarti fare quello che ti piace in cambio di nulla. Oppure potresti presto scoprire che non sei in grado di sopportare i fischi, e allora tanto vale che vai a lavorare alle poste.
Quindi per chi va allo stadio e paga il biglietto per vedere uno spettacolo sportivo è sacrosanto secondo me il diritto di fischiare e contestare le prestazioni scadenti di una o di entrambe le squadre. Vuoi vedere qualcosa di bello in cambio dei tuoi soldi, è comprensibile.
Ma sia ben chiaro: tutto questo non ha niente a che fare con il tifo. Assolutamente nulla di nulla! Perché a me tifoso non me ne frega niente dello spettacolo e non me ne frega niente di voi spettatori. A me importa della Lazio, io voglio vincere e non importa come. Io sostengo la mia squadra, la mia società, i calciatori e l'allenatore, sempre e comunque. Ma soprattutto li sostengo all'inizio della stagione, alla seconda giornata di campionato e alla prima di Europa League, porca di una balorda miseria.
Il giorno in cui riuscirò a guardare una partita della Lazio con la stessa razionalità con cui guardo un film di Kubrick vorrà dire che il mio tifo sarà andato a farsi fottere. E allora molto probabilmente riuscirò anch'io a fischiare.
Non credo che avverrà tanto presto, nonostante voi.