IL CASO
"Nuovo stadio a Tor di Valle
ecco il piano segreto della Roma"
Secondo gli ambientalisti, sarebbe scattato il piano sui 160 ettari al centro dei quali, nel 1958, nacque l'ippodromo su un terreno argilloso rinforzato con 13 chilometri di pali di cemento. La denuncia di Legambiente: "Una Mandrakata con i costruttori".
di PAOLO BOCCACCI
"Nuovo stadio a Tor di Valle ecco il piano segreto della Roma"
"Good morning, mister president". Camicia a righe verticali bianco e celeste, senza cravatta, giacca blu scuro e pantaloni grigi, occhiali da sole, un chewin gum in bocca, Thomas DiBenedetto, dopo un volo da Boston, è sbarcato ieri a Roma dove lo attende l'investitura ufficiale di presidente gialllorosso. Ma oggi già sarà in Campidoglio dal sindaco Alemanno. "Vogliamo dare tutta la nostra disponibilità alla nuova società, soprattutto per quanto riguarda lo stadio" afferma il sindaco "I tifosi chiedono che venga costruito. L'iniziativa è sempre della società sportiva. Ci auguriamo che la nuova gestione rompa gli indugi e faccia una proposta".
Ma dove? I rumors si moltiplicano e il sospetto di Legambiente è grosso. La Roma starebbe pensando di cambiare in corsa la destinazione dell'impianto e di farlo atterrare, con una girando la di operazioni degna del più raffinato giocoliere, dai pratoni della Monachina all'Aurelio, di proprietà del "re del mattone" Scarpellini, al verde dell''ippodromo di Tor di Valle.
Ed ecco come, secondo gli ambientalisti, sarebbe scattato il piano sui 160 ettari al centro dei quali, nel 1958, nacque l'ippodromo su un terreno argilloso rinforzato con 13 chilometri di pali di cemento.
Mossa numero uno. L'area, che già era tra quelle "papabili" per lo stadio, viene acquistata da una cordata di immobiliaristi romani guidati dal potente Luca Parnasi, con l'intenzione di "valorizzarla".
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Il proprietario degli ettari, Gaetano Papalia, in realtà precisa che tale accordo non prevede vendite dirette o dismissioni, ma, piuttosto, il rilancio dell'Ippodromo di Tor di Valle: "Grazie al coinvolgimento di un gruppo di partner di prestigio, prevediamo la realizzazione di un progetto che, nel ragionevole arco di quattro anni, consegni al trotto romano un impianto moderno adeguato alle nuove esigenze tecnicospettacolari a costi di gestione contenuti".
Ma è lo stesso Papalia a chiarire che il rischio chiusura/dismissione non si è del tutto allontanato, poiché, "accanto all'ipotesi della riqualificazione dell'attuale struttura, si è dovuta necessariamente prevedere un'alternativa di delocalizzazione". Ma dove? Al Pescaccio, a ridosso del Gra. E chi è l'area del Pescaccio? L'ex cava di sabbia ormai esaurita, oggi di proprietà pubblica, è destinata al Gruppo Parnasi, come compensazione per Tor Marancia, per l'edificazione di un Centro Commerciale di 700.000 metri cubi.
E a questo punto gli ambientalisti denunciano il colpaccio, la "Mandrakata": nuovo ippodromo con annesso Centro Commerciale sulle aree del Pescaccio e "mani libere" a Tor di Valle per realizzare lo stadio.
Ma le destinazioni urbanisti che attualmente vigenti nella tenuta di Tor di Valle e i relativi indici edificatori permettono di realizzare solo 14.000 metri cubi. Che fare per arrivare al milione necessario per il business stadio? Ecco i passaggi: modifica del Prg in Accordo di Programma, modifica del Piano di tutela paesaggistica regionale. Verifica con il Piano Territoriale di Coordinamento approvata dalla Provincia, ed eventuale adeguamento alle nuove previsioni. Tempi per fare tutto questo? Cinque anni, come minimo. Esattamente quanto dichiarato dalla nuova proprietà della Roma.
E il residenziale, che finanzia il tutto, dove si mette? Al Torrino, dove Parsitalia - ossia il gruppo Parnasi - ha 350.000 metri cubi residenziali provenienti dalla compensazione dovuta alla mancata edificazione di un terreno nel Parco di Aguzzano. Da portare a 700 mila con l'aumento dell'altezza dei palazzi, la cosiddetta "densificazione".
Infine i trasporti. Tutto si affiderebbe alla trasformazione della linea RomaLido, dalla stazione Piramide ad Ostia, in metropolitana di superficie, con apertura, oltre a quella di Tor di Valle, di nuove stazioni, tra le quali quella del Torrino e di AciliaMadonnetta.
(21 settembre 2011)
e poi
Alemanno: "Entro un anno
accordo per lo stadio della Roma"
"Sulle eventuali aree" ha detto il sindaco "non ci sono ipotesi predefinite. Nessuna di quelle di cui si è parlato, (Tor Vergata, Romanina o Tor di Valle), è esclusa ma nessuna di queste è in pole position"
Alemanno: "Entro un anno accordo per lo stadio della Roma" Alemanno e DiBenedetto in Campidoglio
"Credo che entro un anno si possa arrivare ad un accordo di massima con la AS Roma per la definizione del progetto legato al nuovo stadio ma non posso prometterlo. L'importante è cominciare a parlarne. Ovviamente devono essere stabiiti anche i termini altrimenti tutto resta ipotetico. Sulle eventuali aree, infine, non ci sono ipotesi predefinite. Nessuna di quelle di cui si è parlato, (Tor Vergata, Romanina o Tor di Valle ndr.), è esclusa ma nessuna di queste è in pole position".
Lo ha dichiarato Gianni Alemanno a margine dell'incontro con il patron della Roma Thomas DiBenedetto rispondendo ad una domanda relativa al termine entro il quale raggiungere un possibile accordo sulla costruzione del nuovo stadio e sulle eventuali aree adibite ad ospitare la nuova struttura.
"Lo stadio è un tema in cui mi sono impegnato in campagna elettorale - ha proseguito Alemanno - Finora non sono arrivati progetti strutturali validi nè dalla Roma nè dalla Lazio ma vorrei e desidero fortemente che questo mio impegno possa essere portato a termine prima della scadenza del mio mandato. A noi non interessa chi sarà il costruttore di questi nuovi stadi ma cosa si va a costruire. A noi interessa la città e il miglior progetto possibile. L'idea di un nuovo stadio deve essere vissuta in maniera positiva senza strumentalizzazioni di sorta e senza nessun tipo di sospetto e ovviamente il discorso vale anche per la Lazio. In questo ho trovato in DiBenedetto la ferma volontà di affrontare subito la
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questione senza perdere ulteriormente tempo. Nel progetto coinvolgeremo anche gli enti locali come la Regione".
"D'altronde poi le decisioni passeranno in Assemblea capitolina per passare al vaglio tutti gli strumenti urbanistici necessari". Di Benedetto "mi ha assicurato - ha detto Alemanno - che vuole fare in fretta e che vuole uno stadio che faccia paura alle squadre avversarie. Non certo per la violenza ma per la forza dei tifosi". "Non avveleniamo il clima - ha concluso - mettendo in campo 5mila ipotesi anche perché devo andare alle elezioni: non posso fare scelte di parte ma devo pensare agli interessi della città".
(21 settembre 2011)
Lotito so' 7 anni che parla di stadio, questo arriva oggi e già si parla di date per l'accordo, di aree. Noi pensiamo ai flamini, olimpici, tiberini, e via discorrendo......guarda se restamo col cerino in mano