Citazione di: volerevolare il 26 Ott 2011, 13:49
da vero laziale si sarà rifatto senza però strascendere nè affondare troppo il coltello nella piaga. La differenza tra noi e loro si vede anche e soprattutto nella vittoria.
Esempio di rivalsa biancoceleste.
Mia moglie e mio figlio sono difettosi.
Negli ultimi anni hanno preso l'abitudine di vedere il derby da mio cognato e mia cognata, al piano di sopra, difettosi pure loro, ma nel peggiore possibile dei modi.
Io la partita la vedo in streaming, un po' in ritardo quindi (domenica eravamo al record di un minuto circa).
Al gol del purgatore di neuroni ho dovuto tenere con le mani la statuetta di Padre Pio che ho sulla parete attrezzata in soggiorno (parete fissata al muro con tanto di barre e stop).
Questo perchè mio cognato & family hanno l'abitudine di coinvolgere tutto il condominio quando segnano ed in particolare ci tengono a sbattere sedie, tavoli, divani e corna sul pavimento per farlo sentire a me che hanno segnato (specifico che il sottoscritto non se li è mai filati di pezza).
Nel tenere stretto San Pio l'ho guardato negli occhi, implorante.
"Fa finì sto scempio, sto sacrilegio", questo gli ho chiesto con gli occhi.
Dopo pochi secondi vedo il gol dei difettosi e la maglia del "[...]e della pampa" ed ho capito che il disegno divino poteva avverarsi.
Da quel momento parte il mio fioretto.
Dovevo rispondere a tanto sguaiato latrare con un silenzio assordante.
Volevo comunque sfogarmi con qualcuno, spezzare in qualche modo quel meccanismo perverso, ed ho cominciato a messaggiare il fratello Adler Nest nelle nebbie padane.
Un incrocio di disperazioni.
Quando Brocchi è caduto in area neanche ci credevo.
La telecronaca era in olandese ed ho visto Tagliavento tirare fuori qualciosa dalla tasca.
Ammonito per simulazione, ho pensato.
Invece vedo il rosso, ed ho un sussulto... ma interno e impercettibile ad occhio e orecchio umano.
Dalla Padania Adler Nest mi scrive che non ha il coraggio di guardare, che è sfinito.
Poi Hernanes parte, si ferma, riparte... e non si ferma più.
I pugni stretti quasi a far male, chiusi davanti alla bocca, un po' come quel bambino.
Ed un rantolo, interno, come il brontolio di un vulcano che prepara l'eruzione.
Quando le dita riprendono un minimo di sensibilità continuo il dialogo a distanza con la Padania biancoceleste, iniziato per smuovere un po' quella ripetitività degli eventi:
"Io direi che qualcosa si è mossooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo".
Vale come un urlo?
Si va avanti.
Klose prende la traversa, poi Stekelmburg toglie la palla dalla porta prima a lui e poi a Lulic.
Al palo di Cisse vorrei imprecare ma Padre Pio è lì, sopra la TV, che mi guarda e mi ricorda il mio voto.
Allora mi affido ai tasti e lì sfogo le mie considerazioni sulla dilatazione anale dei difettosi.
Al 93esimo la partita la guardo e non la guardo.
Comincio a raccogliere un po' di cose sparse qua e là, mi siedo, mi rialzo, vado a bere.
Il tutto piuttosto tranquillamente perchè dal piano di sopra non arrivano segni di vita, quindi almeno loro non hanno fatto niente.
Mentre dò per finita la partita (visto il ritardo dello streaming) squilla il telefonino.
E' Adler Nest.
La partita è finita, adesso posso pure parlare.
Rispondo e dall'altra parte sento urla sguaiate.
"Vabbè che non abbiamo perso dopo cinque derby ma non è un po' troppo"?
"Kloooooooooseeeeeee".
Dice anche qualcos'altro ma io sento solo questo ed in quel momento lo vedo anche in "diretta", in TV.
Ho un sussulto ma poi mi autoimpongo il controllo mentre continuo a saltellare per casa come un'antilope inseguita da una leonessa.
"Fammi ricomporre" dico e poi saluto.
Piccolo flashback.
Al gol (in diretta) di Klose al piano di sopra sono arrivati a sdraiarsi a terra per sentire la mia esultanza.
Li vedo con l'orecchio spalmato sul pavimento mentre confondono il loro cerume in movimento con un qualsiasi segno di vita intelligente.
Niente.
Nulla.
Tomba.
Questo li agita e li preoccupa ancora di più, li mette in allerta e quindi li incattivisce.
Scendono e prima che suonino alla porta io apro.
In silenzio.
Senza nemmeno guardarli in faccia.
Loro hanno gli occhi di fuori dalla frustazione e dalla rabbia.
Forse avrebbero preferito un gavettone di m... al silenzio assoluto.
Dalla loro bocca esce solo "avete rubato".
E lì la bocca l'ho aperta eccome e tutti i decibel che avevo soppresso sono sbottati fuori, come il Vesuvio su Pompei.
Però non mi chiedete cosa gli ho detto perchè non me lo ricordo.
Ricordo solo un vago riferimento al fatto che tutti sti riferimenti alle purghe servono solo per farli sentire più a casa, nel loro elemento naturale.
Ma quel silenzio assoluto, irreale e minaccioso per il loro neurone gonfio di idiotina è stato devastante.
Poi, lentamente, gli altri neuroni, quelli normodotati, sono tornati al loro posto... e la vita è andata avanti... fino alla prossima purga.