La partita più importante di questo scorcio di stagione 2011-2012, anche più di tutte quelle di Europa League messe insieme, in fila, in croce, come ve pare.
Più importante del derby, più importante della conferma che si chiedeva a Bologna, della partita col Catania (steccata, ma fino a un certo punto).
Lo dico, se vinciamo a Cagliari, lottiamo per lo scudetto, altrimenti (pareggio o sconfitta) campionato simile a quello dello scorso anno, ballando tra 5°, 4° e magari 3° posto.
La vittoria a Cagliari sarebbe il primo vero salto qualità stagionale, il primo messaggio che mandi al campionato e, in fondo, a te stesso. Il secondo mittente è ovviamente il più importante: lavorare sulla testa, convincersi che, guardarsi intorno, capire che, fame, fame, la palla, stringi i denti, gnam.
Ed è partita da vincere, se si vuole crescere, con ogni mezzo; lo dico io, critico di Reja e amante di un certo tipo di calcio... Ogni mezzo.
3 punti per far esplodere in testa ai giocatori la strana idea, realizzabile, concreta e a portata di mano di esserci fino alla fine. Ma esserci proprio, eh.