Repubblica.it - Articolo di Alberto Abbate su Reja.

Aperto da flaccoflamini, 07 Nov 2011, 15:07

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flaccoflamini

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Gran bell'articolo, imho. Per la serie "Come cristo t'adoro e come legno ti spacco".

silvia84

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Tyler87

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Eccolo:

CitazioneLa rivincita del 'vecchio' Reja
''Quanto è bello stare in testa''

A 66 anni il tecnico biancoceleste si riprende la vetta del campionato, nessun allenatore c'era mai riuscito prima d'ora a questa età. ''E' un record, ma è lo spirito che conta, il mio è giovane''
di ALBERTO ABBATE

ROMA - Non è un paese per vecchi? Macché. Edy Reja a 66 anni, 365 giorni dopo l'ultima volta, si riprende la vetta della Serie A. Non c'era mai riuscito nessun tecnico prima d'ora a quell'età: "E' un record - ride - ma è lo spirito che conta, il mio è giovane". Ha visto Napoli e non è morto, è sbarcato a Roma per conquistare l'Italia. Ne ha provate di tutti i colori, ha incassato sconfitte e vittorie, rudezze e carezze. E' stato martirizzato e santificato. Non si è mai veramente stancato: "Eppure avevo pensato di chiudere col calcio a 58 anni, prima d'approdare sulla panchina del Cagliari", rivela.

IL CLINT EASTWOOD DEL CALCIO - Edy Regna, di nuovo. E pensare che per molto tempo qualcuno lo considerava solo un medico della rianimazione, un salvagente buono per le panchine, un sergentaccio di campo.

Quasi fosse un insulto. Reja è anche questo, ma non solo. Aveva ragione De Laurentis: "E' Clint Eastwood". Non ha il cappello ma in groppa al cavallo ha fatto il giro d'Italia, dal Nord al Sud. E' un italiano dell'Est ma pure un uomo da West. Anche ieri la giacca era dello stesso tono di blu della cravatta. La camicia opportunamente bianca, slacciato il polsino. Grigi i capelli. D'acciaio l'orologio. La pistola non era visibile, probabilmente infilata nei pantaloni dal lato della schiena, per poterla estrarre a sorpresa. Magari a fine campionato, per sparare un colpo alle avversarie scudetto per legittima difesa: "Spero solo che, se daremo fastidio, non ci tirino giù (chiaro il riferimento alla passata stagione, ndr). E' bello stare lassù". Sarebbe straordinario alzare il tricolore. Una pellicola a lieto fine, d'altri tempi. Quelli di Reja.

UN GORIZIANO MARE E MONTI - 10 ottobre 1945, si sta spegnendo il fragore della seconda guerra mondiale, nasce Edy. Figlio del contadino Antonio, sloveno, detto Tonza in friulano (Reja lo chiamano il "fiol del Tonza"), è un uomo mare e monti, tuta e calcio, lavoro e famiglia. Sessantasei anni dopo, un mese fa, rieccolo sale e pepe nella sua villa di Lucinico (provincia di Gorizia) festeggiare il compleanno fra gli ulivi importati da Pescara, una delle sue tappe calcistiche. Ogni anno è una rinascita, nell'ottobre 2010 ci scherzò su, ma non tanto: "Trapattoni ha detto che vuole allenare fino a 80 anni? Io fino a 85...". Pedalerà ancora (adora la mountain bike, ormai celebri le sue gite ad Auronzo di Cadore), poi salperà finalmente verso altri lidi, si godrà la vecchiaia al fianco della moglie Livia. Hanno una vela nel porto di Monfalcone e una passione sfrenata. "Livia mi ha convinto a tenerla. Quando avrò smesso di allenare, gireremo in barca". Non è ancora tempo.

LA RIVINCITA: SFATATO IL TABU' DERBY - Si è goduto da spettatore la Barcolana di Trieste ("Volevo partecipare, ma c'era troppo vento") perché quest'anno la sfida da vincere è solo quella su un prato verde. L'anno scorso era già capolista del campionato, non aveva mai vissuto un compleanno da primo assoluto. Si è superato, ma un quinto posto a fine stagione non ha scongiurato fischi e critiche. Colpa della cacciata del "giocattolino" Zarate, di quei maledetti 5 derby persi. Non se l'è presa col destino, l'ha sfidato di petto, sconfitto. Si è regalato la prima vittoria contro la Roma, poi si è ripreso la vetta. E ora sogna un premio alla carriera. Gliel'ha predetto Fabio Capello, ct dell'Inghilterra, amico di sempre e vecchio compagno di squadra alla Spal: "Vincerai anche tu a Roma". Questa volta al telefono, non "Alla Fortuna" di Grado. Quella taverna dove un giovane Edy, Don Fabio, Galeone, Capello, Riva e Sormani, giovani rampanti, incrociavano Raf Vallone e Pasolini. Si incontravano la sera tardi, aspettavano l'alba e l'uscita delle brioches calde.

DUE ANNI DI LAVORO PER UNA CHANCE SCUDETTO - I vecchi amici della banda di Grado ora fanno tutti il tifo per lui. Reja ha la sua grande chance, se l'è costruita. Dal 14 febbraio 2010 al 7 novembre 2011 fra sagge decisioni, confronti, personalità. Era arrivato nella contestazione, ha riportato serenità, compattato lo spogliatoio. E' caduto (dimissioni presentate e respinte ben tre volte), si è rialzato e ora si gode solo gli applausi. "Salverò la Lazio", aveva sussurrato appena sbarcato a Fiumicino. "Possiamo arrivare lontano, non ci nascondiamo", urla quasi due anni dopo. Ne è stata fatta di strada da Parma al Parma. Perché Edy Reja esordiva con la Lazio - quasi in B - al Tardini. Ironia del destino, si ritrova primo in classifica contro il Parma all'Olimpico, dov'era iniziata in salita la sua avventura biancoceleste: l'umiliazione contro il Bari, uno dei punti più bassi della storia degli ultimi anni. A Norcia, il 16 marzo, Reja ha conquistato la Lazio: "Il motivatore sono io (allontanato il mental coach Popolizio, ndr) - gridava in conferenza - e non voglio interferenze della società, altrimenti me ne vado".

IL SEGRETO: IL GRUPPO SEMPRE AL SUO FIANCO - Lotito ha chinato la testa, lo ha convinto a restare alla fine della passata stagione - con una qualificazione Champions sfumata solo per la differenza reti - a suon di acquisti mirati e convincenti. Uno su tutti: Miro Klose. "E' il giocatore più forte che abbia mai allenato", ammette Reja. S'è invaghito del panzer, ma per Edy è il gruppo a fare la differenza, la forza è la squadra, sempre dalla sua parte. Tutti al suo capezzale per convincerlo a restare nel frangente di sconforto post Lazio-Genoa. Scaloni - uno che il campo l'ha visto col contagocce - era addirittura in lacrime. Perché Reja sa farsi amare. I giocatori, è bravo a gestirli e a disinnescarli. "Tutti possono giocare, tutti possono finire in tribuna, ma tutti devono farsi trovare pronti e adeguarsi ai cambiamenti". C'è un confronto continuo, schietto: se c'è qualcuno che si lamenta, lui lo ascolta, dà spiegazioni, non ammette equivoci e pettegolezzi. Così chiunque gioca, gira sempre a mille all'ora.

LA VITA ROMANA DI EDY - E' in campo come nella vita. Al River Chateau di Ponte Milvio  -  l'albergo dove vive a Roma - lo adorano tutti: "È un uomo umile e disponibile", dice il direttore Gianluca Giannini. "Uno di quelli che fa piacere ospitare sempre in albergo", spiega il vicedirettore Cristian Piccoli. Per qualcuno è un saggio amico: "È uno psicologo perché ti guarda negli occhi e capisce subito cosa hai", svela la ristoratrice Elena. "Ha 66 anni, ma lo spirito di un diciottenne. Io, che nasco juventino, e mia moglie che non amava il calcio, siamo diventati laziali per lui", rivela Angelo Maiorano. Da due anni è il suo cuoco: "Preferisce tocchi leggeri, ma di qualità. Ama il pesce e le verdure, il riso al nero di seppia, ma con lui ci sbizzarriamo con i fuori menu: è rimasto scioccato dai capellini d' angelo con la zuppa di crostacei e ama le nostre sogliole. E poi, da quando l'ha assaggiata, non può fare a meno della zuppa di cipolle". Cibi sempre accompagnati da un sorso di vino: "Reja è un intenditore - dicono i coniugi Maiorano - e preferisce i rossi. Va matto per l'Amarone. Con lui facciamo un brindisi tutte le sere. Alla vigilia delle partite in casa c'è anche sua moglie Livia, una gran donna. Edy non lo sa, ma noi abbiamo un piatto fuori portata che gli prepariamo sempre il venerdì prima dei match per portargli fortuna. È il nostro segreto".

GLI ULIVI DI LUCINICO CRESCONO COME LA LAZIO - Dopo cena è il momento del suo passatempo preferito: "Reja si riunisce spesso con il team manager Manzini e il preparatore Febbrari nella hall per giocare a Burraco", svela il direttore del River Chateau Giannini. A meno che non debba visionare i prossimi avversari: "Ha un lettore Dvd in camera e una tv al plasma 42 pollici. La stanza è sempre la stessa da quando è arrivato, ha un grande terrazzo che dà su Villa Brasini", cioè lo storico "castellaccio dei fantasmi" di Ponte Milvio. Una visione stupenda per uno che ama l'arte e la cultura. Ma il pallone rimane sempre in cima a tutto. A 34 anni aveva smesso di giocare perché voleva de­dicarsi al commercio, fab­bricava scarpe da calcio col marchio Reja. Fu la moglie Livia a convincer­lo ad accettare il Molinel­la, in serie D, la prima panchina: "Il calcio lo co­nosci, fai quello che sai fare" . La signo­ra Livia è la sua unica consigliera. Anzi no, ci sono gli ulivi: "Il loro fusto esprime la sofferenza della crescita", è la metafora scelta da Reja per fotografare la sua vita. La maturazione è quella che chiede sempre alle sue squadre. E ai suoi giocatori. Ma costa parecchio, persino a uno navigato come Reja. Non avrà vertigini d'alta quota, ma ha speso parecchie energie per riprendersi quel primato in classifica: oggi è a letto con la febbre. Febbre da scudetto

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sweeper77

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bello davvero  , anche  se cmq ci ha dovuto mettere  "...Lotito ha chinato la testa"   che poco  ci azzecca

Ulissechina

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Bell'articolo, malgrado si dica in giro che Repubblica sia contro la Lazio.

Sledgehammer

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Citazione di: Ulissechina il 07 Nov 2011, 15:31
Bell'articolo, malgrado si dica in giro che Repubblica sia contro la Lazio.
repubblica talvolta si sbaglia ma ha dimostrato palesemente di esserci contro.

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gigiazzo

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Citazione di: BomberMax il 07 Nov 2011, 15:29
bello davvero  , anche  se cmq ci ha dovuto mettere  "...Lotito ha chinato la testa"   che poco  ci azzecca

L'ho notata anch'io. La accetto solo se vuole essere un'altra citazione western.
Per il resto è un bell'articolo. M'è piaciuta la metafora del tronco d'ulivo!

andujo

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Citazione di: Ulissechina il 07 Nov 2011, 15:31
Bell'articolo, malgrado si dica in giro che Repubblica sia contro la Lazio.

Tu vuoi scherzare, vero? Al netto dell'articolo di Abbate (anche gradevole, per carità), quel giornale non perde occasione per sputarci addosso tutta la bile che la sua redazione accumula.
Poi, sia ben chiaro, ci dormo sopra, e del loro riommerdismo non m'importa un bel fico secco: ma da qui a voler negare l'evidenza, ovvia...  ;)

umanoide69

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Citazione di: sweeper77 il 07 Nov 2011, 15:20
Bell'articolo...nulla da dire.

Siete seri?

Poi sembra che sono io che c'ho il dente avvelenato con Abbate, perché sono "lotitiano" o magari perché qualche tempo fa il 50% di un suo articolo su repubblica.it era costituito da un mio post su questo forum.  ;)
Ma costui, ancora una volta, si dimostra il mago del CTRL+C - CRTL+V. Possibile che solo a me questo articolo sappia di già letto? Come se si trattasse di un collage di altri pezzi già pubblicati da altri...
No eh?

Vi rinfresco la memoria. Leggete questi 3:
http://www.lazio.net/forum/lazio-talk/reja-l%27abitudinario-stesso-albergo-e-stesso-ristorante-da-due-anni/msg636551/#msg636551
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166365&sez=HOME_SPORT
http://solo la lazio.blog.tiscali.it/2010/02/09/edy_reja_il_sergente_buono_esperto_in_miracoli_2034508-shtml/

C'è tutto. L'albergo, le cene, il burraco, la vela, la barcolana, la moglie, i vini, la bicicletta, Pasolini, i friulani...
Sì sì', bravo Abbate. Per cortesia, senti se lì a a repubblica gli serve qualcun'altro, che alla sera c'ho 10 minuti liberi per scrivere "articoli" pure io.

sweeper77

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umanò se parliamo dell'articolo in sè, sono cose già dette e già scritte, se lo analizziamo nel contesto "primi in classifica" dopo quello che era successo a formello, io lo giudico un bell'articolo.
Perchè si valorizza il mister, si detrae chi lo vedeva "vecchio" e "antico", sottolineando che i due aggettivi sono "tosti" e sempre attuali.
Insomma sì l'articolo non è nulla di che che un puzzle, ma visto nel contesto di primatisti, e dopo il fattaccio di formello...mejo questo che un calcio in cu.lo no?

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rio2

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dopo la cacciata arriva l'articolo smielato, che strana coincidenza....... :puke: :puke:

Nanni

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Citazione di: Tyler87 il 07 Nov 2011, 15:20
Eccolo:

...
... pedalerà ancora (adora la mountain bike, ormai celebri le sue gite ad Auronzo di Cadore)...




Ne ero certo! Grande Reja.
:))

Edy ci ha il fisico secco e lo sputazzo frenetico, proprio di ogni MTBer che si rispetti...  :lol:

Solo una cosa: Edy bada, se passi dalle parti del Parco dei Castelli Romani... nun te fa pija'...
;))

porgascogne

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non sono un sostenitore di a. abbate, ma debbo ammettere che questo articolo, oltre ad essere scritto bene, mi piace
ciò significa che se uno sa scrivere, alla fine, le cose escono fuori ed a volte è meglio scrivere invece di fare domande che non si sanno porre, soprattutto su argomenti coi quali ci si azzecca poco
ci si dovrebbe ricordare che fare il giornalista sportivo non implica, necessariamente, dover andare a cercare lo scoop in ambiti finanziario
brera, potrà piacere o no, scriveva di calcio e come scriveva
magari utilizzava il calcio per metaforizzare la vita

cmq, la parte su scaloni è commovente
e chiunque abbia avuto un ulivo sa che l'ultimo periodo è vero

umanoide69

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Citazione di: sweeper77 il 07 Nov 2011, 16:11
Insomma sì l'articolo non è nulla di che che un puzzle, ma visto nel contesto di primatisti, e dopo il fattaccio di formello...mejo questo che un calcio in cu.lo no?

No. Non si può "contestualizzare" un bel nulla alla luce di quanto accaduto. O repubblica mette qualcun'altro a scrivere di Lazio o Abbate deve andare avanti a fare il suo mestiete come nulla fosse. Quindi il fatto che si parli bene di Reja non può in alcun modo essere un punto di merito né per il giornale né per l'articolista. Non scherziamo.

L'articolo in sé invece fa schifo, appunto, proprio perché non è un articolo ma una raccolta in rete da vari pezzi. Roba che se uno studente delle superiori portasse un tema fatto in questo modo ad un professore appena un po' scaltro prenderebbe un bel calcio in culo. Altro che giornalismo.
Dopodiché, se questo è il modo standard in cui i pubblicisti di repubblica preparano i loro pezzi, buono a sapersi. Io mi propongo senz'altro: ho un bel saggio di fisica divulgativa da pubblicare; nonché uno di economia, uno di geopolitica, uno di diritto... oh, "somigliano" un po' a cose già pubblicate da altri ma non dovrebbe essere un problema, pare che gli articoli si possano fare anche così.
Poi, volendo, avrei da proporre anche dei romanzi.

gazzaladradisempre

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sti articoli sulla "favola di tizio, di Caio, di sta squadra, di quella squadra" sono sempre gli stessi.


belli, ma letto uno, letti tutti.

che riguardino Reja, Cassano, Luigienrico, la favola del Novara, so sempre tutti uguali.

in ogni caso forza Mister.

si goda il primato che se lo è meritato tutto.

stralazio

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bello questo articolo,ma che strano , dopo che il  collaboratore abbate e' stato oggetto di ingiustizia in quel di formello improvvisamente su repubblica.it hanno cominciato a scrivere di s.s.lazio anche in homepage nella sezione dedicata allo sport. prima in quella sezione si scriveva solo e unicamente di as rioma..poi improvvisamente...

strano davvero.

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sweeper77

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e concordo umanò che è un articolo puzzle di vecchi articoli.
Quindi, lunedì , oggi , da primi in classifica, non doveva esserci nessun articolo...poi qualcuno avrebbe detto: aò ammazza manco da primi ce se filano.
Io poi disprezzando fortemente repubblica...ho una mia considerazione, che la verità sta sempre nel mezzo...sbagliò abate a porre quella domanda, quanto sbagliò il presidente nella sua reazione.
La domanda era chiaramente provocatoria, ma la risposta di lotito fu altrettanto misteriosa e inconcepibile, quando sarebbe bastato un bel sorriso e un bel: Mi scusi ma siamo col sindaco e le domande sul bilancio della lazio, possono essere fatte in altra sede, con le opportune spiegazioni.
Invece andò fuori di testa...cosa sbagliatissima, così come è sbagliato per me vederlo ora in ogni intervista televisiva, europaleague, campionato, mp, sky...col gruppo coeso e lo spirito di squadra.
Preferirei che mandasse klose, cissè, hernanes, reja, tare e meno se stesso.
Lo stimo ma su questo punto non lo capisco

Alerub

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Citazione di: sweeper77 il 07 Nov 2011, 16:45
e concordo umanò che è un articolo puzzle di vecchi articoli.
Quindi, lunedì , oggi , da primi in classifica, non doveva esserci nessun articolo...poi qualcuno avrebbe detto: aò ammazza manco da primi ce se filano.
Io poi disprezzando fortemente repubblica...ho una mia considerazione, che la verità sta sempre nel mezzo...sbagliò abate a porre quella domanda, quanto sbagliò il presidente nella sua reazione.
La domanda era chiaramente provocatoria, ma la risposta di lotito fu altrettanto misteriosa e inconcepibile, quando sarebbe bastato un bel sorriso e un bel: Mi scusi ma siamo col sindaco e le domande sul bilancio della lazio, possono essere fatte in altra sede, con le opportune spiegazioni.
Invece andò fuori di testa...cosa sbagliatissima, così come è sbagliato per me vederlo ora in ogni intervista televisiva, europaleague, campionato, mp, sky...col gruppo coeso e lo spirito di squadra.
Preferirei che mandasse klose, cissè, hernanes, reja, tare e meno se stesso.
Lo stimo ma su questo punto non lo capisco

Sweep concordo. Di solito è vero, la grandezza è saper smorzare sempre i toni.
Lo cerco di fare anche nella mia vita. Però poi è anche vero che ci sono delle cose che si accumulano e tu sbotti e la gente intorno si chiede come mai quest'eccesso.

Forse noi non sapremo mai se quella era la goccia che faceva traboccare il caso per Lotito, però quest'articolo potrebbe essere frutto proprio di quella strigliata.

In Italia, forse funziona così. Polso e spesso pugno duro. Guarda reja, lotito e squadra come ci hanno educato a tuttio noi tifosi-figli ancora.

Secondo me stanno succedendo delle cose straordinarie a livello di educazione e crescita nel sistema Lazio. Veramente bello.

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