Lo ammetto, forse é una questione geografica, vivendo lontano ho perduto gran parte degli anticorpi che li fanno detestare al più comune dei laziali, o solo dei mortali. Ma cominciano a farmi pena.
Ormai siamo, come da titolo del topic, alla supercazzola giallorossa.
Gli stanno raccontando frottole cosmiche per nascondere i rumori flagranti di un transatlantico che sta allegramente e sfacciatamente andando a scontrarsi contro un iceberg. Anzi, che forse già s'é scontrato e sta lentamente afffondando.
La scorsa settimana lo striscione sugli "schiavi dei risultati" é stato un segnale.
Ieri guardavo in maniera distratta, come mi capita sempre quando non gioca la Lazio, "Stadio Sprint" e mi concentro nel momento in cui appare il prode Franco Baldini.
Ammetto una seconda volta, Franco Baldini, per me, é una specie di figura mitologica, una specie di agente speciale della Spectra che gestisce squadre, federazioni, nazionali, tribunali, processi, giudici, televisioni. Un uomo potente, di quelli che fanno e disfano i destini del mondo calcistico. Di quelli che quando parlano non lasciano cadere parole, come le persone normali, ma verità evidenti, prometeiche realtà.
Devo dirlo, avevo anche un certo timore nell'ascoltare l'intervista.
E m'é apparso, in tutta la sua squilibrata e triste realtà il conte Mascetti.
Quello che s'é mangiato il patrimonio suo e della moglie, quello che si vantava di essere andato per anni in giro con un orso al guinzaglio e che in seguito non riesce a vivere la sua fallimentare attualità e costruisce, per lui e la sua famiglia, una realtà inesistente, vendendola con arguti, arditi e frequenti equilibrismi dialettici.
La supercazzola, appunto.
E malgrado la nobiltà rivendicata e stracciona, impone alla famiglia di vivere in uno scantinato mangiando olive e noci.
Ecco, questo ho visto ieri, una persona abbastanza imbarazzante, con un lieve accento toscano che cerca di vendere, apparentemente in maniera efficace, una supercazzola giallorossa a una massa di persone, che malgrado il livello intellettivo inequivocabilmente basso, comincia a porsi qualche domanda. A testimonianza sarebbe bastato vedere lo sguardo della Sannipoli che dopo l'ennesima barbarie dialettica di Baldini, nella sua elementare semplicità qualche domanda se la pone.
Soprattutto quando il prode ex superpotente della spectra dopo una serie di "come d'antani", ha provato a rivendicare l'"idea di un calcio non legato a....a...", l'ho visto, L'HO VISTO, l'ho visto che stava lanciando l'anatema degli anatemi, ovvero era pronto a dire la più grossa boiata che l'uomo sportivo abbia mai partorito " NON LEGATO AI RISULTATI", come se il calcio fosse un giro sulla cyclette, per poi recuperarsi in tempo, perché comunque anche il conte Mascetti una coscienza di fronte alla moglie e alla figlia ce l'aveva, e forse un po di pudore, e ha terminato la frase con un "non legato ai grandi giocatori".
A quel punto, come in Amici miei, per un momento la realtà tragica e inevitabile prende il sopravvento sulla farsa e anche la stessa Sannipoli, nel suo elefantiaco aplomb, ha provato a sussurrare un :
"pero'...pero'...6 sconfitte su 13 partite.....".
Subito bloccata dall'imperturbabile Conte Baldini che ha ripreso nella sua cascata logorroica di frasi con poco senso compiuto e ha cercato di guadagnare tempo.
Cito da altre fonti, come il Corsport on line alcune perle :
Sì, l'ho visto nelle partite contro Novara e Lecce in cui sembrava che la squadra fosse passata dalla fase in cui pensava a quello che doveva fare alla fase in cui faceva quello che pensava, senza avere tempi morti
C'è amarezza e dispiacere perché rappresentiamo una società che ha un séguito importante e oggi i tifosi hanno ovviamente tutto il diritto di non essere contenti. Sappiamo che questa è un'impresa difficile da costruire e da portare avanti, e ogni volta che perdiamo lo diventa sempre di più, però c'è l'idea di costruire un gioco più che mettere insieme tanti giocatori. Questa continuiamo a pensare che sia la strada giusta e vogliamo cercare di portarla avanti. In giornate come questa si prova dispiacere, nessuno è felice, l'allenatore in primis, ma crediamo che questo rappresenti qualcosa di buono che vale quantomeno la pena di provare
Ai tifosi dico, questo è un allenatore degnissimo e rappresenta bene l'idea di calcio con un impianto di gioco ben preciso. In certe occasioni si è visto la squadra giocare come l'allenatore diceva, non dobbiamo disperdere questo piccolo patrimonio acquisito*
Tutto è migliorabile, questo allenatore ha l'obiettivo di creare un gruppo, e questo si crea attraverso certi valori e questo passa anche attraverso il rispetto delle regole. Lui ha cambiato spesso perchè non ha mai avuto la possibilità di schierare la sua formazione. Le sconfitte le avevamo messe in conto, ogni volta fanno sempre più male, non per il modo ma per gli effetti. Ma la squadra ha una sua identità ben precisa. Tifosi? Cori sentiti, non fanno piacere, hanno tutta legittimità, partita così fa male
Spero che anche voi abbiate sogghignato a genialità come "patrimonio acquisito", di "idea di costruire un gioco più che mettere insieme tanti giocatori", di "sconfitte che fanno male non per il modo ma per gli effetti" e soprattutto per l'incommensurabile e ineguagliabile affermazione di "squadra che passa dalla fase in cui pensava a quello che doveva fare alla fase in cui faceva quello che pensava".
Lotito, ammettiamolo, é un dilettante a confronto.