(lastampa.it)
Unicredit crolla del 14,4% e affossa Piazza Affari
Lo sconto del 43% per l'aumento di capitale innesca le vendite
Milano. Crolla Unicredit, addirittura del 14,45%, e trascina giù tutta piazza Affari. Il maxi sconto del 43% sulle nuove azioni della banca di piazza Cordusio che arriveranno dall'aumento di capitale per 7,5 miliardi abbatte il titolo ai livelli di dieci anni fa e pesa sull'intero listino, con l'Ftse Mib che chiude in calo del 2,045 nonostante i buoni spunti di alcuni industriali e la corsa continua della scuderia Ligresti in vista del riassetto.
Ieri mattina il cda di Unicredit decide il prezzo delle nuove azioni che deve emettere per raccogliere 7,5 miliardi di euro. La cifra serve a mettere in sicurezza, come richiesto dall'Autorità bancaria europea, i requisiti patrimoniali della banca, portando il Core Tier 1 sopra la soglia del 9%. Il giorno prima le azioni della banca guidata da Federico Ghizzoni hanno chiuso a
6,330 euro l'una, dopo che il 27 dicembre sono state accorpate in ragione di una ogni dieci. Il consiglio decide che ai soci verranno offerte due azioni ordinarie ogni azione ordinaria o di risparmio posseduta e che il prezzo di ciascun nuovo titolo sarà di 1,943 euro. E' uno sconto assai forte anche rispetto alle ultime operazioni di aumento varate da altre banche italiane, pari al 43% rispetto al valore dell'azione oggi quotata una volta che si sia scorporato da essa il valore dei diritti. Ed è uno sconto che innesca la reazione del mercato: sospeso più volte per eccesso di ribasso il titolo chiude la giornata a quota 5,4150, in calo appunto del 14,45%.
Perché questo sconto così ampio e da cosa dipende la reazione del mercato? Per quel che riguarda il primo punto, in Unicredit si è voluta seguire la strada di altre operazioni sul capitale fatte da grandi banche con perimetro e azionariato internazionali - da Hsbc a Santander - in momenti di forte volatilità del mercato, come alla fine del 2008. Anche all'epoca, si ricorda, ci sono stati sconti sul valore delle azioni pari o addirittura superiori al 40%. Ma la lettura più immediata che il mercato dà del prezzo delle nuove azioni e questo spiega la reazione di ieri - è che se devono essere piazzate con un tale ribasso rispetto a quelle in circolazione non devono essere particolarmente appetibili per gli investitori. Da qui il flusso fortissimo di vendite, che ieri ha fatto segnare i volumi più alti da dodici mesi a questa parte. Giudicata con il senno del poi, e paragonata a chi si è mosso con largo anticipo come Intesa-Sanpaolo che ha lanciato il suo aumento la scorsa primavera, la scelta di Ghizzoni di prendere tempo e di rimandare il più a lungo possibile la scelta della ricapitalizzazione, non è risultata vincente: in questi mesi la volatilità del mercato è aumentata e anche per questo lo sconto offerto da Unicredit è dovuto essere così sostanzioso.
In piazza Cordusio, comunque, si dicono tranquilli: l'aumento è interamente coperto da un consorzio di garanzia composto da ben sedici banche e alcuni soci hanno già assicurato che sottoscriveranno l'aumento. Quelli che si sono già impegnati, in realtà, non sono moltissimi. Un comunicato di Unicredit informa che Allianz, Carimonte, Carimodena, Fondazione Crt, Caribologna e Luigi Maramotti della Max Mara si sono già impegnati a sottoscrivere l'aumento per il 10,68% del capitale. Ancora, Cariverona ha annunciato che sottoscriverà nuove azioni per il 3,51%, ossia meno della sua quota di capitale che è superiore al 4%, Infine, Unicredit afferma di essere «a conoscenza» del fatto che alcuni attuali azionisti «pur non avendo assunto degli impegni vincolanti, hanno avviato le proprie procedure al fine di poter seguire l'offerta sottoscrivendo complessivamente fino a un massimo del 10% dell'offerta». Sulla carta, dunque, solo il 24% dell'aumento è per ora prenotato. Tra i soggetti che ancora non ci sono dichiarati ufficialmente dovrebbe esserci la Banca centrale libica, titolare di un 5%, mentre non è ancora definita la posizione della Libian Investment Authority, con il 2,7% e il fondo di Abu Dhabi Aabar sta decidendo ancora come muoversi. Possibile, comunque, che l'aumento sia l'occasione per l'arrivo di nuovi soci.
Gli azionisti potranno esercitare i diritti di opzione da lunedì prossimo, il 9 gennaio, fino a venerdì 27 gennaio. poi per due settimane, fino al 10 febbraio, i diritti non esercitati saranno offerti sul mercato.