Ma che v'aspettate da sta gente? Sicuramente ste due merde verranno ospitate in qualche trasmissione per il loro atto "goliardico". Ormai non mi mervaglio più di nulla riguardo a questi. Fanno tutto a loro piacimento, servizi della scarnati in prima serata al tg1, inteviste sempre in prima serata al guru Baldini, cesaroni, strisce alle notizie, mezze tacche d'attori o ballerine d'avanspettacolo che ce insultano. Che t'aspetti da un'informazione che, quando spaccarono la testa con una monetina a Frisk, mandò un inviato del Messaggero ( COI SOLDI NOSTRI ) in Svezia a fargli le pulci e dire che era alcolizzato,un pessimo marito e praticamente un ladro. Ma ci rendiamo conto?
Quindi giusto puncicare chi si mette sulla loro strada, svilire, mortificare, insultare il "nemico" ed esaltare chi lo fa nelle loro veci ( come quelle due merde con lo striscione di schettino )
Sotto riporto quell'articolo fazioso, trasudante d'odio e malignità, vergognoso contro quell'uomo al quale non è bastato secondo loro avergli spaccato la testa. Ma lui s'era permesso d'opporsi al regime. Se leggete l'articolo praticamente se l'è cercata, l'arbitro s'è meritato la faccia spaccata perchè il difensore avversario non faceva giocare Titty senza essere punito...

GOTEBORG - L'arbitro di calcio più ricco, più raccomandato e più nascosto del mondo si chiama Anders Frisk, ha 41 anni, è svedese, sposato, divorziato, vive in una villa nella zona residenziale di Molndal alla periferia di Goteborg, ha un'agenzia di assicurazioni che si chiama Frisk and partners , parla oltre allo svedese inglese e tedesco, è ambasciatore internazionale della Croce Rossa, ma soprattutto ha una grande e sbalorditiva particolarità: dirige quasi sempre malissimo, eppure nel quartier generale dell'Uefa lo considerano una divinità a parte. Spiegheremo con calma i motivi della vertiginosa carriera del signor Frisk, le amicizie influenti, l'odio per gli italiani e gli snodi controversi di un percorso di vita a suo modo affascinante. Andando per ordine.
GLI INIZI - Mister Frisk comincia la sua carriera di arbitro ad appena dieci anni . Un fenomeno, anche in questo. Da una vecchia intervista, la ricostruzione dell'Evento: «Giocavo a calcio con gli altri bambini, ma ogni tanto arbitravo: mi piaceva il potere del fischietto. Il mio modello è sempre stato l'arbitro inglese George Courtney perché faceva scorrere il gioco». Il nome di Courtney non dice molto, però adesso si capisce perché Frisk nella partita di mercoledì scorso ha consentito all'irsuto stopper della Dynamo, Yussuf, di usare il fallo sistematico per non far giocare Totti: faceva scorrere il gioco e basta... In ogni caso la carriera di Frisk parte e non si ferma più. Nel 1978 è tesserato. Nel 1989 debutta nella serie A svedese. Nel 1991 è internazionale. Nel 1993 ad appena trent'anni, un record, entra nella first-class Uefa, la lista dei 44 arbitri più bravi d'Europa. Un rullo. Nel 1995 dopo aver combinato sfaceli in Djurgarden-Halmstadt viene aggredito da un tifoso. Per premio, un anno dopo, l'Uefa lo inserisce nella lista degli arbitri per i campionati europei in Inghilterra. Ha una pausa a vuoto solo ai mondiali in Francia del 1998 quando non può rispondere alla convocazione per un improvviso mal di schiena (ma in Svezia c'è chi dice che in quel momento non era mentalmente a posto per i continui litigi con la moglie).
I SOLDI - Il crak del matrimonio lo mette più tranquillo e Frisk più che un arbitro diventa un mondo perfetto: conti bancari inclusi. Comincia ad arbitrare di tutto e di più, spesso fa inferocire mezzo mondo ma fa niente, prima finale nel 1999 alla Confederation Cup, e da lì passaggio dritto nella top-class, la categoria Uefa degli 8 arbitri più bravi, affidabili, potenti. Agli europei di Belgio-Olanda del 2000 dirige tre partite compresa la maledetta finale Italia-Francia decisa dal golden-gol di Trezeguet. Ai Mondiali di Giappone e Corea dirige due match; agli Europei in Portogallo addirittura quattro che è un altro record mai toccato da nessun arbitro. Ma gli affari si fanno soprattutto nell'aurea Champions League dove Frisk imperversa senza sosta. In pochi anni arriva a 42 match, più di Collina, il miglior arbitro del mondo, che ne ha diretti solo 34 pur avendo tre anni in più. Tra stipendi, raduni, ritiri, sponsor, competizioni e partite nazionali ed europee, quest'anno Frisk si metterà in tasca oltre 400 mila euro. L'arbitro che arbitra di più e che guadagna di più al mondo.
GLI AMICI - Mai tanti angeli e arcangeli nella storia ormai ultracentenaria del calcio avevano svolazzato così amorevolmente sulla carriera di un arbitro. Molti i suoi "sponsor", ma soprattutto due, guarda un po' entrambi svedesi. Il potentissimo presidente dell'Uefa, Lennart Johansson; e il vicepresidente della Commissione disciplinare dello stesso organismo, Lars Ake Bjorck, quello che l'altro giorno, in un comunicato, ha fatto sapere che «il signor Frisk è ancora sotto choc per i fatti dell'Olimpico e che quindi si prenderà qualche settimana di riposo». Frisk, che è assicuratore, ci guadagnerà anche stando fermo. Sempre Bjorck aveva detto di Frisk una volta: «Ha una grande personalità, non si cura dei campioni ma guarda anche ai giocatori più modesti». Ed eccoci di nuovo a Yussuf e Totti.
I NEMICI - Come italiani, nella storia, abbiamo perso battaglie più importanti ad Adua, Lissa, Mentana, Custoza, Novara e Caporetto, ma Frisk nel calcio per l'Italia è una specie di Terminator. Dal 22 ottobre 1995 con Juve-Borussia Dortmund 1-2, fino a mercoledì scorso con la Dynamo Kiev, le squadre italiane sono sempre finite rottamate, ricordando solo di passaggio Fiorentina-Barcellona del 1997 e Roma-Galatasaray del 2002. Oggi è il giorno del giudizio. Reggetevi forte. Firmato Frisk.
Marco De Martino