La partita di oggi era una spartiacque e le acque se so' aperte come sul Mar Rosso.
Lulic sembrava Mose' e Klose, ormai è evidente, il suo superiore diretto.
(Cissè invece è il vitello d'oro!!)
Questa cosa dello spartiacque l'aveva commentata bene Mario Facco in settimana.
Affermava che, visti gli ultimi risultati e l'isterismo collettivo che stava permeando l'ambiente Lazio negli ultimi quindici giorni, sia per le prestazioni che per l'andamento del mercato, la partita di Chievo rappresentasse l'ultima chiamata per il tecnico e per i giocatori. Non solo per i punti in palio ma proprio per i segnali che in qualche maniera sarebbero dovuti arrivare.
Una sconfitta avrebbe sicuramente aperto un vortice di depressione che avrebbe travolto tutto.
Una vittoria, magari anche convincente, avrebbe rimesso in piedi il meccanismo indicando che la Lazio, il suo tecnico e i giocatori probabilmente remano ancora tutti nella stessa direzione e sono in condizione di poter ancora dire la loro.
Ho subito ritenuto condivisibile questa sua analisi e con questo spirito mi sono apprestato a vedere la partita oggi.
Bene, la partita di oggi ha detto parecchie cose, molte in positivo ma ancora qualcuna in negativo.
Questa ulteriore prova di forza ci regala una grandissima boccata d'ossigeno, la società adesso deve fare il resto sempre che il suo obbiettivo sia quello di coronare la stagione attuale con qualcosa di importante.
Con il Milan non può essere uno spartiacque, reggiamo il confronto, ma ci sono ancora troppo superiori.
Sarebbe già importante non perdere.
Sono sicuro però che, come al solito, venderemo cara la pelle.
L'importante sarà affrontarla con lo spirito del Tata Gonzalez, uno che molti vorrebbero in B ma che secondo me, con tutti i suoi limiti, ha dato e da un contributo importantissimo.
Ha finito con la lingua di fuori. Ma se nella Lazio ce n'è uno che si batte come un leone, questi è proprio lui. Applausi per il Tata.