Fa male, la ferita brucia, molto. Il colpo non è stato inferto dall'esito finale della campagna di rafforzamento invernale, chiusasi inaspettatamente con un segno meno, ma dalla istantanea polverizzazione dell'illusione che chi opera e rappresenta la S.S.Lazio avesse imparato dagli errori commessi negli anni passati.
Eppure in estate era andato in scena un mercato intelligente, di qualità, e soprattutto tempisticamente appropriato, concludendo tutte le trattative prima che iniziasse la preparazione o nei primi giorni di essa.
Siamo la Lazio, siamo destinati a soffrire per raggiungere anche la minima felicità sportiva, siamo vaccinati alle avversità di ogni genere, politiche, mediatiche, ambientali, ma non vogliamo e dobbiamo nemmeno pensare di dover subire umiliazioni anche dalla nostra dirigenza.
Sappiamo che dietro di noi non c'è un colosso industriale, il petroliere di turno, o il nababbo di cui non si è mai capita la provenienza di capitali, non ci aspettiamo ne CR9 ne Messi, ne tantomeno Iniesta o Fabregas, ma ci aspettiamo almeno lealtà, coerenza e dignità.
Sarebbe stato leale e coerente mantenere il primo approccio a quest'ultimo calciomercato, quello rappresentato dalle dichiarazioni iniziali del direttore sportivo: "sarà principalmente un mercato in uscita". Punto. La notizia non sarebbe stata presa bene lo stesso, i mugugni ci sarebbero stati altro che no, ma visto quanto fatto in estate, la posizione in classifica, il turno di EL ancora da giocare, una ragione logica più o meno articolata ce la saremmo data, una difesa di ufficio sarebbe stata facilmente imbastita e sostenuta.
Ma così non è stato, si è preferito vestire i panni del "Miles Gloriosus" ("ho in canna un colpo da 14 mijoni"), e tutto si è messo in moto. Giornalisti, pseudo-giornalisti e giornalai scatenati per cercare di capire chi fosse Mister-X, i tifosi, dai più accesi ai più distaccati, iniziano a sognare e a riporre fiducia incondizionata nella capacità e possibilità di portare a casa un "top-player".
Dopo un iniziale un brancolamento nel buio, viene rivelata la vera identità di Mister-X: Honda, campioncino con gli occhi a mandorla affermatissimo nel suo paese e non solo. Peggio ancora: "nun sai quanti sordi porta in dote", "Lotito fa er corpo dell'anno", "ce se compra aaa SONY", il sogno si trasforma in un delirio lucido di massa, che colpisce solo il popolo biancoceleste. Siamo ad un passo dal punto di non ritorno.
Eh si, perchè bisogna negoziare coi russi del CSKA, gente tosta con cui trattare, abituati a comprare e vendere "cash", ossia in un'unica soluzione, tanti e maledetti soldi tutti e subito. La Juventus ne sa qualcosa, chiedere ad Agnelli e Marotta per come è andata per Krasic.
Purtroppo sappiamo tutti come è tronfio di se il nostro "Miles Gloriosus", ed è plausibile pensare che il suo pensiero sia stato del tipo: "ho trattato con Galliani, con gli Arabi, mille procuratori argentini e brasiliani, prenderò per sfinimento pure sti ex-bolscevichi qua."
Così con lo spirito di "io so io, e voi nun siete un cazzo", si avvia la trattativa, viaggio a Mosca e... primo buco nell'acqua. Le illazioni giornalistiche impazzano, si fanno ipotesi di cifre e modalità di pagamento, un giorno si fa, un altro salta tutto. normale amministrazione.
E qui avviene il primo grande errore. Tare in una dichiarazione a domanda precisa risponde: "se salta Honda, abbiamo due o tre alternative di livello". Non sarebbe stato meglio dire: "Se salta Honda rimaniamo così, ci abbiamo provato, ma meglio provare a prendere un cavallo di razza che portare a casa due ronzini"?
Come siano poi andate le cose è storia di ieri, dove con un comportamento rivelatosi a posteriori incoerente e sleale si è arrivati a calpestare la dignità della prima società della capitale e di tutti i suoi sostenitori. Non solo ci si è presentati al luogo preposto alle contrattazioni con folle ritardo, ma si è scoperto che le "due o tre alternative di livello" erano tutte e solo nelle menti di DS e Presidente, ma non avevano ne nome e cognome, ed iniziata una vergognosa questua, bussando alle porte delle società minori e più povere della massima serie, implorando per ottenere un straccio di giocatore da presentare al proprio allenatore, ai propri tifosi.
I nomi circolati nell'ultima mezz'ora di calciomercato sono impronunciabili, poco meno ridicoli di quelli di Keller e Vignaroli, ed alla fine il soldato fanfarone/spaccone ha "omaggiato" il tecnico e i tifosi con un PRESTITO SECCO di un giocatore per giunta dichiaratamente ROMANISTA!
Ho sempre difeso convintamente la sostanza (meno la forma) delle azioni di questà società, ma dopo ieri non ho appigli logici per difendere quanto successo, e soprattutto non ne ho la voglia, pilatescamente me ne lavo le mani, e lascio la piazza libera di poter giustiziare chi da solo si è costruito una croce a cui essere inchiodato.
Chuppy