L'era glacialeFRANCESCO FASIOLO
FRANCESCO SAVERIO INTORCIA (Repubblica di ieri)
Cattedrali deserte e fatiscenti. Presidenti che vogliono fuggire altrove, per offrire comfort ai tifosi e sfruttare il business edilizio. Una nuova legge per favorire la costruzione degli impianti, arenata alla Camera. E poi tettoie
insufficienti, bagni inservibili, piste d'atletica inagibili che allontanano il pubblico. Per finire al parcheggio sotterraneo mai utilizzato del San Paolo o alla Curva Sud Ospiti del Tardini, sotto sequestro dal 2009, da quando perse la vita il tifoso vicentino Eugenio Bortolon (13 indagati, la Procura di Parma ha appena depositato l'avviso di chiusura inchiesta).
La fotografia degli stadi italiani è scolorita e triste come una cartolina sgualcita da tabaccheria. Le 18 arene
di Serie A hanno un'età media di 64 anni, più vicina alla pensione che al futuro (67 senza il neonato Juventus
Stadium). Per metà concepiti in era fascista, dieci campi hanno ospitato il Mondiale '90. Beni pubblici spesso
troppo grandi o intoccabili. Come i monumenti di Firenze e Bologna, dove i vincoli della Soprintendenza spingono i due club a sognare un impianto fuori città: progettato dai Della Valle, solo immaginato dai Menarini, ex proprietari rossoblù (c'era il plastico, non era stata individuata l'area)
Il futuro insomma è l'impianto privato. Ha aperto la strada la Juventus, passata dal Delle Alpi deserto alla
nuova casa sempre affollata. E in grado di battere il maltempo.
LA NUOVA LEGGE
L'attuale progetto di "legge sugli stadi" (C. 2800), sintesi di tre precedenti disegni, è stato approvato il 6 ottobre
alla Camera dalla Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici in sede consultiva, e qui si è fermato. Si propone di accelerare l'iter burocratico per restaurare impianti esistenti, privatizzandoli, o costruirne nuovi, con almeno 15mila posti a sedere all'aperto e 7.500 al coperto, anche affiancandovi alberghi, negozi, villette, uffici. Allo snellimento procedurale si abbinerà il sostegno finanziario del governo, attraverso un piano d'intervento straordinario da varare entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge. Le voci critiche richiamano al rispetto dei vincoli ambientali e urbanistici e delle norme sugli appalti. Dietro l'angolo c'è l'ombra della speculazione edilizia.
NOI E L'EUROPA
Nel frattempo, altrove si corre. In Europa tra il 2008 e il 2010 sono stati progettati 25 stadi nuovi (alcuni già
costruiti) e investiti 4,5 miliardi di euro. «L'Inghilterra è partita negli anni '90, la Germania nel 2000, la Spagna
dal 2004, la Francia ora per gli Europei 2016» elenca Michele Uva, responsabile del centro studi Figc e unico italiano tra gli esperti del panel Uefa sulla costruzione degli stadi. «È anche vero che tedeschi e francesi hanno approvato leggi speciali in 45 giorni». Ma costa tanto tirare su un nuovo stadio? «Dipende: come per gli alberghi,
se ne può costruire uno da 2 stelle o uno da 5 — spiega Uva — . Si può andare da 1.500 euro a posto, è il caso del nuovo impianto dell'Espanyol, 42.000 posti e 65 milioni di euro spesi, fino a progetti da 6.000 euro a spettatore: l'Emirates dell'Arsenal, per 60mila persone, costato 400 milioni». Insomma, basta sapere dove si vuole arrivare.
ROMA E MILANO
In Italia, l'élite è rappresentata da Roma e Milano. L'Olimpico, categoria 4 Uefa dopo i ritocchi per la finale di Champions 2009, non offre una visuale ideale. Tom DiBenedetto l'ha definito inadatto, ma intanto la proprietà americana della Roma lavora per renderlo più "family friendly", con aree accoglienza per tifosi e bambini.
Claudio Lotito sogna lo Stadio delle Aquile per la Lazio, sui suoi terreni lungo la via Tiberina, progetto
rallentato dai vincoli ambientali.
San Siro, la Scala del calcio, ha un terreno di gioco malato. Eppure Inter e Milan, rinnovata la convenzione col Comune fino al 2016 (8,5 milioni l'anno in tutto), lavorano per migliorarne l'accoglienza, con due nuovi ristoranti. Fa gola la possibilità della finale Champions 2015.
IL CASO SANT'ELIA
Allo stadio di Cagliari piovono calcinacci, le tribune in tubi Innocenti sono lì da dieci anni. La Commissione provinciale di sorveglianza ne ha dichiarato l'inagibilità, nelle ultime due gare il nulla osta è arrivato all'ultimo
minuto. Contro la Fiorentina, sistemati piloni e pareti interne, lo stadio ha aperto per metà. Contro la Roma,
in notturna, altra corsa contro il tempo per l'impianto di illuminazione esterno. Cellino punta a un nuovo stadio a Elmas. E intanto minaccia di andare a giocare a Trieste.
TEMPLI MODERNI
Per viaggiare nel futuro, basta andare a Cesena. L'erba è finta, il modello è vero: il Manuzzi, primo impianto interamente coperto, ha ospitato anche la prima gara di A sul sintetico, Cesena-Napoli. I lavori estivi hanno trasformato i Distinti inferiori da settore scomodo in avamposto per famiglie: barriere mobili, area ospitalità, persino una nursery. Una famiglia con due figli s'abbona con 550 euro.
SOGNI, PROGETTI
«Lo stadio si farà comunque, anche se non verranno gli arabi, ma il governo ci aiuti e faccia la legge», dice Maurizio
Zamparini: il suo progetto per la casa del Palermo, già presentato, lo firma Gino Zavanella, designer dello stadio
juventino. 35mila posti, sulle ceneri del Velodromo Borsellino, quartiere Zen. Ma il secondo stadio moderno dopo quello di Torino sorgerà a Udine (25 milioni di investimento, 25 mila posti): dell'attuale Friuli resterà solo la tribuna con il caratteristico arco. Gli altri settori verranno abbattuti e ricostruiti, il terreno di gioco spostato e avvicinato agli spalti, oggi disertati dai tifosi nonostante le imprese della banda Guidolin.
Questi giorni di maltempo hanno davvero evidenziato l'inadeguatezza dei nostri stadi. In Europa sono in costruzione e ristrutturazione numerosi stadi. Tra gli altri, solo per citare la finanziariamente messa male Spagna

Bilbao

Espanyol
Perchè in Italia è così difficile? Anche in Francia stanno sistemando vari stadi in vista di Euro 2016. Peccato esserceli fatti sfuggire.