Tutti a lezione dal professor Kloseil tedesco alle nuove leve: «Così si fa gol»
L'attaccante ha messo sotto la sua ala protettrice
diversi giovani della Primavera e non solo
ROMA - La vittoria del Milan regala ora ufficialmente il terzo posto in classifica alla Lazio. E intanto i giovani vanno in classe dal professor Miro Klose. Piccole lezioni d'umiltà e di grande calcio. Da un po' di tempo a Formello l'attaccante tedesco si è messo sotto la sua ala protettrice diversi giovani della Primavera e non solo. Insegnare come si attacca è la sua specialità, ma si parla anche d'altro e non sono lezioni riservate esclusivamente alle punte. Un paio di volte quest'anno Miro si è allenato con la Primavera e, a parte raccogliere tutti i palloni rimasti sul campo a fine allenamento, si è intrattenuto con alcuni di loro trasmettendo quella che è per lui la cultura del lavoro e i grandi sacrifici che bisogna fare per arrivare in alto.
Un leader carismatico, vero, ma anche una sorta di «dirigente» del settore giovanile. Rozzi, Barreto e Kozak, solo per citarne alcuni, ma anche Crescenzi e Zampa più tutti gli altri si sono quasi meravigliati di così tanta attenzione da parte di uno dei bomber più prolifici della storia del calcio europeo e mondiale. Loro non lo sanno, ma anche al Bayern Monaco Klose si divertiva a parlare spesso con i più giovani e a dare loro qualche buon consiglio.
Un'abitudine che l'attaccante della Germania non ha perso venendo in Italia. Basta parlare con l'allenatore della Primavera Alberto Bollini, rimasto impressionato da così tanta dedizione e passione. I campioni, si sa, si distinguono per quello che di solito fanno dentro il rettangolo di gioco, ma anche per quello che riescono a trasmettere a quelli più giovani e meno esperti. Miro è tra questi, sicuramente un grande calciatore, ma anche un uomo che nella sua vita, soprattutto all'inizio della sua carriera, quando faceva il carpentiere prima di approdare al Kaiserlautern, ha sofferto per emergere. E sembra quasi che voglia trasmettere tutto ciò ai ragazzi che stanno cominciando la carriera in un mondo così difficile e complicato come il calcio. Una storia d'altri tempi, sicuramente.
Certi tifosi della Lazio con i capelli bianchi, l'altro giorno ad Ostia, quando hanno visto Klose che chiamava vicino a sé Rozzi, si sono quasi commossi e magari in quella scena hanno rivisto il bomber Chinaglia che spiegava al giovane emergente Giordano le cose migliori che si dovevano fare in campo per avere la meglio sui difensori. Situazioni che in casa biancoceleste non si vedevano da un po'. Sono quasi sette mesi che Miro Klose è alla Lazio, ma per come si muove all'interno della squadra e di Formello sembra che sia qui da almeno cinque anni o forse più.
La chiacchierata avuta con il giovane Rozzi sul campo dell'Ostiamare, ha sorpreso e intenerito tanti. Al giovane attaccante della Primavera ha dato i giusti consigli magari su come dare la palla negli spazi, come aggirare qualche avversario esperto e soprattutto di non avere paura e di giocare come sa, a briglie sciolte. La stessa cosa che ha detto l'altra sera a Libor Kozak. «Facci vincere», avrebbe sussurrato il tedesco al ceco appena entrato in campo. Da Klose uno come Libor può davvero imparare tanto e non è un caso che da ieri pomeriggio il ceco sia diventato l'ombra del campione tedesco.