Dopo un'incredibile ed estenuante attesa, alle 20.20 arriva nella sala conferenze il tecnico Edy Reja
Ecco l'esordio di Reja: «In tutte le famiglie ci sono dei problemi, noi abbiamo chiuso questi argomenti. Dimentichiamo questa settimana ricca di eventi negativi e puntiamo al terzo posto. Non è un aspetto contrattuale ma di fiducia. Qualche volta vado anche oltre del seminato. Qualche momento di sofferenza l'ho avuto quest'anno ma Il Presidente ha sempre dimostrato affetto nei miei confronti. Nell'ultimo periodo qualcosa si era incrinato, adesso abbiamo chiarito e pertanto la mia avventura continua. Ci tengo a questa squadra, a questa società e a questi colori. Non mi sembrava giusto chiudere il mio ruolo in questa società andandomene così dando le dimissioni. La società le ha rifiutate, ci siamo detti tutto quello che dovevamo dirci, abbiamo chiarito certe posizioni e per quest'anno l'avventura continua, e secondo quello che dice il presidente anche per il futuro. Lotito l'ha detto anche nello spogliatoio: "questo è l'allenatore di ora e per il futuro"»
Ha parlato con altri allenatori la Lazio? «Certo che di fronte alle mie dimissioni è logico che si guardino intorno. Io però ho dei vincoli di fronte alla società. non sono un ragazzino e ho rispettato gli impegni. Sono rimasto sempre costantemente al mio posto nonostante avessi dato le dimissioni. Se la società avesse accettato, avrebbe scelto qualche altro allenatore. Era nel diritto sacrosanto di vedere altre persone».
Con il direttore sportivo? «Io non ho mai fatto richiesta per un suo allontamento. Magari qualche scambio di opinioni c'è sempre, qualche incazzatura c'è sempre, fa parte del rapporto tecnico-direttore sportivo, ma queste aiutano a maturare, a dire ho sbagliato. Bisogna avere l'umilità di ammettere di aver sbagliato certe valutazioni»
Perché le dimissioni? «Ci sono state delle divergenze di opinioni che non sto a elencare».
La squadra può essere disturbata? «Le stesse voci c'erano contro l'Atletico e la squadra ha dato tutto. Avevamo detto di fare i primi 20' minuti cercando di aggredire alti. C'era voglia di fare e si è visto».
Ha temuto di perdere la Lazio? «Ho un aspetto caratteriale molto deciso. Così ero quando ho rassegnato le dimissioni, poi ci sono anche altri passi. A me interessa la Lazio, ho cercato di fare il meglio possibile e mi sembra che dal punto di vista dei risultati abbiamo ottenuto risultati straordinari. Proveremo a mantenere questo rendimento, sapendo bene che è difficile perché ci sono organici altamente competitivi. L'importante adesso è recuperare gli infortunati, per fare certe scelte e dare respiro».
Il colloquio non se lo aspettava prima? «Non so se si è incontrato o meno con altri. Lui ha altri impegni, e per lui i tempi sono molto relativi. Non vado a vedere quello che fa, avrà avuto i suoi impegni ed è arrivato quando ha potuto. Ci siamo salutati come sempre e abbiamo affrontato l'argomento».