Volevo aprire un topic (quasi) simile, ma scrivo qua.
A bocce ferme dopo questi giorni a dir poco tellurici, durante i quali ho pensato peste e corna di Lotito e Tare, devo ammettere (a me stesso, non voglio convincere nessuno che qua semo tutti nevrastenici) che questa storia delle dimissioni ha assunto una linearità che, mentre si era nell'occhio del ciclone, era indecifrabile.
In sintesi, dopo aver preso 5 pappine, Lotito va a colloquio con Reja: non si sa che cosa si sono detti di preciso, ma comunque Reja sbrocca e, con un gesto piuttosto discutibile e una tempistica inaccettabile, presenta le dimissioni a poche ore da una partita non decisiva ma comunque importante e prestigiosa.
Dopo essere stato convinto ad andare comunque a Madrid, passano 3 giorni (tre) in cui Reja mena un po' il can per l'aia, parla di dimissioni non irrevocabili, mentre sui forum e nelle aradio si scatena il solito inferno. Nel frattempo Lotito fa quello che deve fare ossia contattare altri allenatori per non rimanere col cerino in mano ma sa che Reja ha margini di ripensamento. Non una situazione facile da gestire, credo, se si è all'interno della stessa.
Molto più facile per i giudizi sommari di noi tifosi laziali, me compreso, che pretendevano una risoluzione immediata della faccenda e l'assunzione di un nuovo allenatore (a febbraio) che fosse: bravo, vincente, bello, biondo con gli occhi di David Bowie e la nerchia di Rocco Siffredi.
Lotito ne tiene in caldo due poi riparla con Reja e fortunatamente la crisi rientra (così sembra...) e la soluzione sembra essere la migliore per la Lazio in questo momento.
(mi accorgo di non aver affatto sintetizzato).
In questi giorni ho pensati due cose:
1) Ho vissuto la crisi del settimo anno, anche se poi è l'ottavo. Mi sono stufato del clima velenoso attorno alla Lazio e sono giunto a pensare che la cosa migliore per tutti sia che Lotito faccia il famoso passo indietro e metta in vendita la società.
Chi ha letto i miei post sa che io sono stato quasi sempre dalla parte della società, eccezion fatta per un paio di sessioni di mercato che mi hanno fatto imbestialire e per le quali ho accusato Lotito di essere un pessimo presidente.
Ma sono stanco della spaccatura, dei deferimenti, dell'avvocato Gentile, del Coni, dello stadio, dei fischi, di Lotito pdm,dello sciopero del tifo, dei soloni col microfono, dei fascisti senza microfono, di vivere in ostilità con tanti tifosi della Lazio con cui vado a pranzo, a cena, al cinema.
Per cui, che Lotito se ne vada, perché con lui al cinema non ci andrò mai, ma vorrei fortemente che questo clima di follia attorno alla Lazio finisse, anche se ciò potrebbe significare guai dal punto di vista del bilancio economico e tecnico.
2) Devo comunque ringraziare Lotito, e questi giorni tellurici me ne hanno dato la riprova; qui sul forum si sono raggiunti dei parossismi patologici che mi hanno lasciato stupefatto.
Devo ringraziare Lotito perché in questi otto anni di presidenza mi ha fatto scoprire il lato peggiore dei tifosi laziali. Il lato più ignobile, saccente, egocentrico, rancoroso, cattivo, autolesionista, presuntuoso, maleducato e vigliacco.
Considero dei poveri derelitti tutti coloro che hanno s_merdato Reja fino all'altro ieri e che appena si è presentata l'occasione hanno strumentalizzato le parole di Reja per riattaccare Lotito. Gli stessi che dicevano che Reja era un vecchio rimbambito minestraro, adesso lo considerano un uomo d'onore. Perché? Perché hanno trovato nuovo carburante per rombare contro il nemico dei nemici, lo zozzone degli zozzoni.
Prima di Lotito, essere della Lazio mi piaceva di più, mi sentivo di appartenere a uno stile, a un modo diverso di tifare. Insomma tutte quelle ciance, quelle frottole su noi che siamo meglio degli altri. Sì, come no.
Beh, dopo questi otto anni ho cambiato idea.
Sono molto meno fiero di essere della Lazio, perché leggo,ascolto, sono testimone oculare di reazioni che vanno ben oltre il diritto di critica. Malgrado il significato della parola, essere tifoso non dovrebbe essere il lasciapassare per esibire il becerume più becero che si possa immaginare.
Quindi, pur augurandomi che Lotito se ne vada al più presto e ci lasci in mani più simpatiche, lo ringrazio per avermi fatto aprire gli occhi su chi siamo veramente noi della Lazio.
Dopo questi otto anni io mi sento meno laziale.