portare a sopprimere un animale, il tuo
avere il potere di decidere cosa è meglio per lui, e forse anche per te, egoisticamente, è una delle cose che invece di darti una parvenza di onnipotenza ti sradicano anche la più tenue certezza
ti sbattono in faccia la tua debolezza
ti ricordano come senza di loro saresti stato differente, sicuramente peggiore
il percorso verso il veterinario: che cacchio te corri, eri vecchio fino ad un momento fa, cosa tiri, non tirare, non c'è fretta, devi restare con me, aspetta
l'attesa nella sala: la tua voglia di alzarti e scappare, tirandotelo dietro, strillare di rabbia mentre lui ti guarda e, per l'ennesima volta, ti scondinzola il suo amore e la sua riconocenza
la porta che si apre: hai ancora quel potere, ma ti sta scivolando via dalle mani, lui si alza da solo, ma perché, visto che ogni volta era una lotta per farti entrare in quello stanzino
il lettino di metallo: lui ti sembra più leggero del solito, magari la sua anima ti è già entrata dentro, seppure siano solo 23 grammi, dicono
la prima flebo: il tuo cuore ha un sussulto, il mio pure
non si preoccupi, non sentirà niente
ma sei tu a non sentire più niente, a non capire più nulla, con gli occhi che bruciano le lacrime peggiori che tu abbia mai pianto
c'è l'idea di strappare via tutto, un urlo disumano ti esplode dentro e, quando il veterinario cambia flebo ed inserisce quella terminale, anche tu muori con lui
nello stesso momento
ecco
ancora oggi piango come un bambino, ma un bambino senza innocenza: quella è rimasta intrappolata nei suoi peli che, dopo anni, hai continuato a trovare dappertutto
sono stati attimi, istanti, molto confusi, poco reali
non ricordo altro di quel giorno
ah, si: il suo guinzaglio ed il collare
li tenni per 10 anni sempre con me, come un amuleto, come un monito
mi promisi che non avrei mai più, mai più, passato un momento così e per 18 anni ci riuscii
ma poi, questa, è un'altra storia (forse peggiore)
quello che so, ciò di cui sono stato sempre convinto, è che in ogni capocciona accarezzata, in ogni filo di bava restato sul giubbotto, in ogni pelo tolto da un maglione, in ogni guaìto, in ogni rumore di zampette sul pavimento dell'inquilina di sopra, in ogni visita al canile, in ogni abbaio lontano in una notte afosa, in ogni cane per ciechi che vorresti abbracciare, in ogni randagio che hai fatto sentire importante per un momento, uno solo, là c'era un po' del tuo cane
e di te stesso