Essere laziali a Roma può crearti problemi psicologici, intesi come complesso di superiorità. Per mia natura non mi sento mai superiore a chicchessia, a qual titolo poi... però quando li senti parlare tra di loro al bar, quando vedi come sono bardate le loro autovetture, i capi di abbigliamento che indossano e fanno indossare ai loro innocenti pupi, quando, annoiato nel traffico incappi in qualche radio locale, beh, che dire, ti rendi conto che se il Signore ci ha voluto diversi un motivo ce l'aveva, e Lo ringrazi con deferenza.
Sono stato laziale fuori, ma sempre da romano esportato. E' diverso, invece, un milanese doc di provata fede. Come quello che incontrai a Brescia nel lontano 1973, in una partita di Coppa Italia. Sciarpa e bandierona, accento meneghino, solo. Avvicinatolo, ci disse (a me e mio cugino, due spostati che si erano fatti mille chilometri in un giorno su una 500 per vedere un magnifico 2 a zero per loro) che lui era del Lazio Club Milano. Anzi, che lui ERA il Lazio Club Milano. Soci, uno. Eroe.