Citazione di: robylele il 06 Mar 2012, 18:19
ehm... quando hai tempo potresti raccontarci qualcosa? mi intriga quello che hai scritto... 
Ma la storia in realtà è molto semplice, però forse state confondendo tra Angelini, l'industriale farmaceutico e Angelucci, la famiglia delle cliniche private.
Angelini è uno degli uomini più ricchi d'Italia e un industriale di livello internazionale. Aveva mostrato interesse per la società già prima che la banca ne prendesse il controllo, ma essendo in pessimi rapporti con la famiglia Sensi non poteva aprire una trattativa diretta, poté solo esprimere le sue intenzioni sulla stampa e in televisioni.
Quando le Sensi furono estromesse ebbe finalmente l'opportunità di verificare i conti dell'aesse e si rese subito conto che le cose non stavano come venivano descritte dai fogli di regime, come poi scoprirono anche giornalisti economici come Gianni Dragoni e il cronista dell'Espresso che scrisse un famoso articolo che fu riportato anche nel thread "Il Sole 24 Ore, la Roma è in stato di tensione finanziaria.
Angelini, che è ricco ma non è scemo, dopo aver verificato che le perdite della società dovevano essere aggiunte quelle delle strane operazioni compiute con il trasferimento del marchio e di Trigoria etc. disse ai banchieri che l'operazione era troppo dispendiosa anche per uno come lui, considerando che le figlie, anche Angelini ha tre figlie femmine come Sensi, erano tutte contrarie a prendere la squadra di calcio.
Era rimasto Angelucci, che era interessato all'acquisto per motivi diversi, soprattutto quello di mettersi al riparo dai problemi giudiziari dietro l'immagine della Roma, ma la sua offerta fu comunque inferiore a quella degli americani, anche perché pure lui mirava a lasciare tutto il debito in testa alla banca.
Bisogna che i riomici si mettano in testa che devono essere già contenti di avere la squadra in seri a, altro che sogni di vittorie, in un altro paese l'unica soluzione alla crisi finanziaria della Roma sarebbe stato il fallimento.
In questa storia quelle che hanno fatto il grande affare sono state le Sensi, che sono uscite dall'impiccio con 80 milioni e tutti i debiti azzerati. Mai visto una banca comportarsi in questo modo con un creditore.