E' più difficile nascere e vivere Laziale a Roma o lontano dalla capitale?

Aperto da Adler Nest, 02 Mar 2012, 08:26

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Ulissechina

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Citazione di: V. il 03 Mar 2012, 03:21
è uno dei topic più belli di sempre. ti fa sentire un po' scemo. non esistono tifosi lontani a tal punto da essere diversi. e chissà quanti con le paytv si sono avvicinati, e quanti con cragnotti, lo scudetto, signori,mancini.
è bello poter fare a meno di roma, le viscere, il core, la palla di piombo che loro leccano così volentieri.
però il prossimo anno prenotate un volo o un treno. il derby vi aspetta.
è come andare a wembley a sentire i queen. solo che a volte sul palco ci trovi meat loaf.

fico racine citato qui. sa un po' come oggi in radio salomone che tentava di spiegare l'utilizzo dell'iphone.


qualsiasi cosa vi serva a roma, bussate pure, anche tu, dal profondo nord est

OT
sempre grande e sempre disponibile. Ricordo quando dopo una cena con altri lazionetters mi hai accompagnato a casa con la tua auto. Grande!!
EOT

Paladino68

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Lazionetter
* 4.645
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Assolutamente piu' facile crescere laziali fuori Roma, soprattutto negli ultimi anni.
Io sono nato e cresciuto i primi anni della mia vita a Livorno. Mio padre e' romano (della provincia) e romanista, ma io sono cresciuto tranquillamente laziale. Mio padre era anche un frenquentatore di un roma club locale (era piu' una scusa per rimpatriate fra romani in esilio in toscana), ma nessuno di loro ha mai denigrato questo bimbetto di 8 anni che si era innamorato di Bruno Giordano (all'epoca mi ricordo che c'erano 4 laziali in U. 21).
Anzi per dirla tutta come si vive il derby fuori da Roma, mio padre mi concedeva il tifo biancoceleste perche' alla fine la Lazio era una squadra della sua citta'.
Con gli anni ci siamo trasferiti a Roma e la musica e' cambiata ( avevo 12 anni) e  le battutudegli amici riomers di mio padre non erano simpatiche come quelle in toscana, era quasi cattive (ma come hai fatto cresce un fio della Lazio?) ed offensive. Ma quando ero ragazzo io negli anni '80 il Laziale aveva ancora diritto di cittadinanza a Roma, e fra i miei coetanei c'era una maggioranza giallorossa, ma trovavi un po di tutto.
Dopo l'era Cragnotti che ha fatto espldere il fegato a tanti, qualcuno ha iniziato a sponsorizzare il sillogismo romano e romanista. Il simbolo della lupa capitoloni e' diventato misteriosamente il simbolo della Roma (questo io lotrovo un vero furto ma e' un altro discorso) che prima aveva il lupetto spelacchiato, Totti grazie a Marizio Sostanco e' stato eretto a simbolo di Roma ( e non piu' della Roma).
Ho due bimbi di 6 e 3 anni cresciuti con i sani principi ed i valori olimpici dello sprt quindi gia' lazialissimi. Il grande ha fatto l'asilo a Colli aniene, ed aveva solo compagni romanisti. Per lui e' stata una soferenza. Una volta mi e' tornato a casa piangendo perche' ci si era messa anche la suora romanista a fargli cantare l'inno della Roma. Potete Immaginare il mio intervento sulla preside...
Comunque in conclusione per un bambino degli anni duemila essere laziali a Roma e' un calvario alla ricerca di un diritto di cittadinanza che sembra quasi negato con astio.
Gli adulti sono adulti... Ma il clima e' talmente astioso che rasenta il redicolo.

Per pero' questa una caratteristica dell'essere laziali. Sempre contro tutto e contro tutti. Laziali si nasce e non si diventa. Lo dice uno nato laziale a Livorno da un padre ed un nonno romanista (io a mio nonno da piccolo glielo dicevo sempre, ma come fai ad essere della roma se quando sei nato tu la roma non esisteva).



samu_s

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La mia esperienza.

Ho 20 anni e sono nato e vivo a Vicenza.
Non so per quale motivo ho cominciato a tifare Lazio ma penso che sia stata lei a scegliere me e non viceversa.
I primi ricordi stranamente vengono dopo gli anni delle coppe e dello scudetto; anche se alle elementari tifavo già per questa maglia nonostante qua fossero e sono tutti strisciati. Quante volte mi sono incazzato per chi cantava storpiando il nostro meraviglioso inno, e le prese in giro per ogni partita vs inter, milan, juve e che lotte per far imparare che non eravamo "il" Lazio ma "la" Lazio.Di romanisti manco l'ombra, mentre c'era qualche laziale storico.
Ricordo una vacanza a Rimini dove trovai un Laziale di Roma con cui feci amicizia e che alla fine della settimana mi diede la sua maglietta...di Claudio Lopez  :=)) penso fosse il 2002/3.
Le notizie erano poche: 90 minuto, le partite per radio, la gazzetta di lunedi e poco altro.
Poi sono venuto a Roma con la mia famiglia nel 2003 e sono venuto alla prima di campionato di Mancini; contro il lecce vittoria per 4 a 1 :ssl
Ricordo la vittoria della coppa Italia nella doppia finale del 2004 con Fiore  :s
Poi è arrivato il 2006, forse l'anno più difficile: ogni giorno sentirsi dire guarda che quest anno la Lazio la guardi che gioca con il vicenza, le insinuazioni sulla nostra disonestà, l'equazione che continuava a passare titti=romanista=romano,....ma Lazio mia ti ho sempre difeso portando in alto il tuo onore.
Poi ci siamo rialzati e le due coppe  le ho vissute in maniera particolare: ho pianto al rigore di Dabo a casa da solo e vi invidiavo voi che potevate festeggiare assieme a altri fratelli Laziali ma la gioia è stata davvero grande che ancora oggi mi commuovo un po' mentre mi rivedo per terra, in ginocchio, di fronte alla tv con la mia scirapa al collo comprata in un pomeriggio afoso di agosto a Roma; la supercoppa l'ho vista con amici ed è stata un altro pomeriggio di passione.
Poi ho scoperto Lazionet e mi sono sentito sempre meno solo  :ssl

capitolo Derby: ho un fratello riommanista penso per il suo amore omosessuale per titti e per andare contro al fratello maggiore con cui condivido sfottò quotidiani che ovviamente aumentano le settimane prima del derby.
Fa molto strano non essere a Roma soprattutto in queste occasioni: se perdi nel giro di due tre giorni nessuno si ricorda e dice più niente... ma se vinci vorrei teletrasportarmi subito a Piazza della Libertà per urlare forte insieme a voi!

Come già detto da altri anchio sono diventato "il Laziale" e sono sempre più orgoglioso ogni giorno che passa  :ssl :ssl :ssl :ssl

ps: domani ho la prima partita da titolare in prima squadra dopo un brutto infortunio...quante bestemmie sapendo che si gioca alle tre!!! Ma penserò di avere davanti le merde e con la foto di Klose sotto il parastinco destro non c'ho paura di niente :^^

Cantate anche per chi vorrebbe essere al'Olimpico domani
FORZA LAZIO e riommamerda

oceano mare

*
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* 36
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Ciao a tutti,
Diciamo che sono un ibrido, nel senso che la fede me l'ha trasmessa mio padre che era romano ed ovviamente laziale, quindi è stata per me una naturale conseguenza tifare ed amare la Lazio anche se stavamo a Bologna.
Il mio amore è stato però temprato nei nefasti anni ottanta, quando io mi esaltavo per fiorini i miei compagni delle elementari mi sfottevano inneggiando maradona e van basten.... devo dire che è stata dura essere unico in mezzo a tanti ma questo altro non ha fatto che elevare all'ennesima potenza lo sconfinato amore per questi colori, per la nostra storia!!!
:asrm :asrm :asrm

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Spartano

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* 2.429
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Nella provincia di Viterbo 1 persona su 5 tifa Lazio, i riommers sono un po' meno (anche se sono aumentati soprattutto nell'ultimo decennio), la situazione qui è abbastanza "sobria". Spostandoti già a Civitavecchia (io vivo a ridosso del litorale) la musica cambia: è molto più sentita la cosa e la lotta si fa più ardua! A Roma io farei una divisione tra Roma Nord (dove la presenza biancoceleste è tanta) rispetto a Roma Sud (dove la quantità di merda è insopportabile).

reggionord

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 L'amore non si spiega.... :)

Vi racconto questa aneddoto che mi sembra carino.

Anche i miei figli sono aquilotti.
Dovevo fare un regalo al minore, Pietro, di 13 anni.

Ha già sciarpe, maglie ed altri gadgets.
Ieri entro nel negozio più fornito qui a Reggio e chiedo alla commessa
dove sono i pantaloncini della Lazio.
Lei mi indica un anfratto dove stanno i materiali delle "squadre minori".
Non vedendomi tornare, si avvicina e mi chiede. "Li ha trovati?".
"I pantoloncini sì, ma non trovo i calzettoni." (Nella scansia Nappule c'erano
pure gli accappatoi, le mutande ed i pitali griffati)
Lei replica: "I calzettoni li abbiamo solo per le squadre principali"
Ed io "Siamo terzi quindi dopo Milan e Juventus, siamo noi la squadra principale."
Sorridendomi incalza "Lei ignora di esere incappato nell'unica commessa romanista che c'è a Reggio Emilia.
Ma guarda un po' cosa mi deve capitare, mi lasci almeno fare il pacchetto giallorosso,
come scherzo" (Confermando che le merde fuori da Roma sono meno Boriose e conoscono
l'uso dell'ironia)

"Prego faccia pure, io preferisco farvi lo scherzo domani...."
 
  Pago e sorridendo lei mi congeda con un buona serata.
  Io, incredulo, che l'aria del derby abbia soffiato fin qui
  non resisto e concludo con un "Grazie. E per lei, buon lunedì...:-)"


marcantonio

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Bellissima domanda. Io sono nato a Roma in una famiglia di romanisti (genitori, fratelli, zii, cugini, nipoti e quant'altro, tutti) e ho vissuto, come (credo) quasi tutti quelli che sono nati nella capitale, in mezzo a una stragrande maggioranza di difettosi per tanti anni. Benedico i miei sette, quasi otto anni di assenza da lì.

18e4min

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Credo sia piu' difficile a Roma. Ma e' sempre stato bello, perche' come dice il proverbio "necessita' fa virtu'" e la necessita' ci ha sempre reso molto piu' tosti di loro.

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Palo

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Nonno atleta della polisportiva Lazio.
Papà (classe '26) ovviamente Laziale.
Nasco anch'io a Roma e ivi vivo fino alla terza media. Anni durissimi in cui si tempra la mia Lazialità ed il mio odio per tutto quello che è di quell'accoppiata orrenda di colori. Ci trasferiamo a Pescara, dove faccio il liceo. All'epoca non esisteva la rivalità tra le due tifoserie. Anzi! Ricordo che l'anno dello scudetto (il 74) prestavo la mia bandiera (3m per 2, con tanto di aquila cucita da mamma) agli amici pescaresi (il Pescara fu promosso dalla C alla B, quell'anno). Ero, chiaramente "il laziale". Ero anche quello "dell'eschimo", quello dello zainetto, quello del "Corsarino".

Ero quello che la domenica, nelle due splendide annate 72/73 e 73/74, prendeva il treno (4 ore andare e 4 a tornare) oppure si fregava la 500 a mamma per andare a Roma a vedere la Lazio.

Poi il biennio di ingegneria a Bologna (da matricola con lo scudetto sul petto) e le trasferte in zona ed oltre. L'ambiente era quello degli studenti fuori sede. Molti strisciati nessun romanista. Erano anche gli anni di piombo e, devo ammetterlo, l'impegno politico mi assorbiva non poco. A quell'epoca dimenticai l'odio per le merde ed imparai ad odiare altri (c.l. ad esempio).

L'amore per una pisana mi porta a trasferirmi nella città della torre pendente (dove finirò, magari un po' fuori corso, l'uni). Le trasferte toscane non si possono perdere. Ne avrei parecchi di episodi da raccontare ...
Ma a Pisa sono tutti molto impegnati nell'odio per il Livorno e c'è poco tempo per la Lazio. Trovai molti amici che cercarono di confortarmi nell'anno del primo calcio scommesse.

Mi sposo e vengo a vivere a Milano. L'estate prima avevo fatto amicizia al mare con due ragazzi di Roma, difettosissimi, ma simpatici. Per il derby di ritorno decidemmo di andare allo stadio insieme. Arrivammo, mia moglie ed io, la sera del sabato e trovammo uno dei due in ospedale, la faccia fracassata in un incidete stradale. Nonostanta ciò, noi due andammo a vedere lo stesso il derby. Era quello dei "belli come il sole" (gol di Antonelli e pareggio di Giordano). Scendemmo in B. L'anno del -9 volevo fare qualcosa per la Lazio ... feci l'abbonamento che non usai MAI. Era il mio modo di contribuire alla nostra causa. A Milano i colleghi mi rispettavano. In qualche modo onoravano chi, in una situazione così difficile, teneva fede ai suoi colori. Ricordo che c'era un dirigente (mi sembrava un'entità astratta ... dirigente ...) di origini romane e Laziale. Mi concesse di dargli del tu in virtù di questa comune passione.

Intanto le trasferte passavano ... Monza ("niente male questo Dell'Anno"), Como, Bergamo (Oiviero cannoniere vero e D'Amico, coppa italia sotto un diluvio di agosto), Brescia, Vicenza, Piacenza, Parma (Rizzolo ci illude ma poi pareggiamo ed il ritorno in A si festeggia la settimana dopo, a Roma), Cremona (c'era, separato dagli ES, un gruppo nuovo di tifosi, si chiamavano Irriducibili). L'indimenticabile vittoria sul Milan (autogol di Maldini, pressato da Di Canio). Poi i figli, educati alla Lazialità sin dalla ... culla. L'esordio del grande a tre anni (Inter dei record, 1-0 su rigore di Matheus). La Grande Lazio ... I giorni nostri.

La Lazio è uno stile di vita. La Lazio è qualcosa che ti accompagna per tutta la vita e, se ripenso a mio nonno, oltre. Vivere la Lazio, a centinaia di chilometri di distanza è difficile. Ti manca lo stadio e lo stare insieme a tanti altri che gioiscono o soffrono per le stesse cose per cui gioisci o soffri tu. Certo è che si gode del privilegio di non dover vivere fianco a fianco con gli organismi mono neuronici.

Gheppio79

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* 846
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Non lo so se è più difficile nascere e vivere laziale a Roma o fuori, io non sono di Roma, ma vi assicuro che sto in ansia, spero che inizi presto e risolviamo subito sta brutta pratica altrimenti vado a finire all'unità coronarica...



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LuckyLuciano

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Ciao a tutti e  :wlazio:, questo è il mio primo post e, prima di iniziare, lasciatemi dire che sono felice ed orgoglioso di essermi
finalmente iscritto a LAZIONET e di far parte di questa grande famiglia che sento così mia.... :D

Credo che sia più facile vivere ed essere laziali fuori Roma. Più facile, soprattutto psicologicamente, perché non hai il confronto
quotidiano con i riommicidemmeeeerda e quindi nun te se 'ntorcinano le budella a vedelli, a sentilli, a dovelli sopportà (perché 'n
fonno tutti c'avemo diritto de campà a 'sto monno... - OT scusate subito lo sproloquio nel mio primo post - EOT)
Vi racconto la mia storia: nasco a Spoleto da padre romano cresciuto nel vivaio della Lazio e poi "emigrato" calcisticamente. Scelse
(perchè la LAZIO è una scelta, non una imposizione nè una questione di moda nè una casualità) la Lazio quando da piccolo suo
padre (riommista per la moda di quel periodo) lo portò a vedere un derby. Credo sia lo stesso derby che ha fatto innamorare di
Lazio Paolo Stoppa http://www.youtube.com/watch?v=6fvfC4OmTyY : si giocava ancora al Flaminio, era un buon periodo per la
riomma ma vinse la Lazio per 2 a 0 con gol di testa di Silvio Piola con la testa fasciata (!) per uno scontro di gioco.
La mia fede per la Lazio nasce praticamente con me, sono laziale da sempre per l'ammirazione/emulazione di mio padre e lo ringrazio
sempre tanto per questo. Nel novembre del 2006, il giorno prima di salutare questo mondo, nel lettino della terapia intensiva lui mi
prese la mano e, anche se intubato, con un filissimo di voce mi disse "forza Lazio, semo forti quest'anno"; la nostra ultima
chiacchierata ce la siamo fatta, mano nella mano, sulla Lazio... Un periodo bellissimo è stato quello del primo scudetto quando
cercavo di vestirmi, per quanto mi era possibile, sempre di biancoceleste. Ricordo quando, per la morte di Re Cecconi, andai a scuola
con il lutto al braccio: facevo le elementari e andavo in un istituto gestito da suore, mi dissero di toglierlo ma io lo tenni fino alla fine
della giornata. Figuratevi poi che in famiglia eravamo bene spartiti: io e papà laziali, mio fratello (gemello!!) e mamma difettosi e
quindi c'è sempre stata tanta accesa rivalità in campo sportivo e poi, lo dico sempre, ognuno nella vita ha la sua croce: io c'ho il
diabete, loro so' daaariomma.....Mio fratello ultimamente si è allontanato da loro e a Natale mi ha regalato un orologio da parete
della Lazio che capeggia nel mio ufficio :)

Poi tanti altri ricordi, più o meno nitidi (più meno che più a dire la verità) ma comunque tanti e tutti accomunati dalla passione per la
Lazio sempre urlata in faccia a chiunque. Ormai sono a Firenze dal terzo millennio e anche qua io so' quello della Lazio, che va in giro
con il cappellino dello scudetto, che compra lo stemma della Lazio e della coppa Italia per farseli cucire su una maglietta azzurra da
ostentare sempre e ovunque, che nel piazzale appena riasfaltato davanti casa ha scritto "W LAZIO" sul cemento e che, qualche
anno fa, scopre lazionet e a furia di leggerla scopre che lazionet è una famiglia, una gran bella famiglia... ;) :ssl
Leggo e trovo post sempre più belli, sono dei veri poemi, orgogliosi, ricchi, pieni di personalità e di carattere, densi, commoventi,
autentici, certamente superiori alla media.
La Lazio è questo e molto di più, che sia più o meno difficile viverla fuori o dentro Roma è comunque secondario, l'importante  è
viverla: da laziale, da Lazio, dentro e fuori, nel bene e nel male, in una sala parto o in  una di terapia intensiva...
Oggi poi, da stravincitore nel secondo derby, con la foto de' Scialoja su - Noi,Loro – messa sul desk, con la lezione di romanità data
dalla CN ai giallozozzi l'importante è ESSERE della Lazio, da vicino o da lontano poco importa e queste vittorie sono dedicate anche
a mio padre che, ne sono certo, nel suo sonno in attesa del riveglio sta sognando la verità di una grande, grandissima Lazio che
asfalta la riomma e che DOMINA nel cielo di Roma capitale!!
:band9: :band11: :band12: :band9: :band11: :band12: :band1: :band1: :band2: :band3: :band5: :band6: :band11: :band11: :band8:

Palo

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Benvenuto Lucia' e forza Lazio! Detto da uno che ha la moglie ... viola ... in fase di conversione

lazialina

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Citazione di: Adler Nest il 02 Mar 2012, 08:26
Provate, però a pensare ad un ragazzo veneto, per esempio, profondo nord-est, senza nessun legame con Roma, senza nessun parente, nemmeno lontano che tiene alla Lazio, senza nessun amico che tiene alla Lazio, senza niente, nemmeno una maglia, una notizia se non scarni trafiletti sui giornali nazionali

Anche io mi identifico in questa descrizione. Non so per quale grazia divina sono nata laziale, qui siamo massimo 10 in circa 80.000 abitanti, i romanisti invece ovviamente sono di più.
Certo, si ricordano di esserlo solo quando vincono una partita, e lì devo sorbirmi le loro pippe, altrimenti la convivenza è assolutamente tranquilla. A volte risulto pesante se e quando sono un attimino brilla, perchè inizio a parlare della storia delle due squadre e non la smetto più, me ne rendo conto.
Se invece sono più che brilla parto con i cori. I miei amici mi odiano, però li sanno quasi tutti a memoria :D
L'unica cosa è che gli amori a distanza non mi sono mai piaciuti. Quanto avrei voglia di vederla ogni domenica non potete capire.

soeagle

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* 235
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Io sono Ciociaro e quì di sicuro l'ambiente è più ovattato rispetto a Roma città, comunque anche da noi il clima è abbastanza pesante,
è frequentissimo incontrare bambini con abbigliamento peperonico o adulti con giubbini/sciarpette.... quindi la vicinanza con la capitale
ha contaminato anche il nostro territorio...
Detto questo credo che noi LAZIALI siamo in maggioranza, ci sono alcuni paesi da noi che son delle vere roccaforti LAZIALI
per fortuna aggiungerei io.
Laziale da sempre grazie a mio Padre che poi trascinato da me è via via con gli anni "peggiorato" arrivando all'odio puro nei confronti
degli arrugginiti e nei confronti der cappetano che odia più di qualsiasi cosa al mondo...hehehe.
Il derby lo vivo male nel senso vero della parola cioè somatizzo troppo, soprattutto negli ultimi anni grazie alla serie di risultati disgraziati.
Debbo dire che per tanti anni ci ha detto male anche a livello fortuna, per esempio vi ricordo il derby dominato (quello del rigore sbagliato da Floccari)
e poi perso su due calci piazzati, altro esempio  il derby dell'era Mancini dove Sinisa sbagliò il rigore alla fine ecc, ecc. ma comunque
QUANT'E' BELLO ESSE LAZIALI.
p.s. Il mio cucciolo di 5 anni lo sto educando a dovere e gli sto creando un archivio storico con libri, dvd e giornali storici gelosamente conservati.

:ssl

eLviS

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Paladino68

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Citazione di: Palo il 04 Mar 2012, 13:40
Nonno atleta della polisportiva Lazio.
Papà (classe '26) ovviamente Laziale.
Nasco anch'io a Roma e ivi vivo fino alla terza media. Anni durissimi in cui si tempra la mia Lazialità ed il mio odio per tutto quello che è di quell'accoppiata orrenda di colori. Ci trasferiamo a Pescara, dove faccio il liceo. All'epoca non esisteva la rivalità tra le due tifoserie. Anzi! Ricordo che l'anno dello scudetto (il 74) prestavo la mia bandiera (3m per 2, con tanto di aquila cucita da mamma) agli amici pescaresi (il Pescara fu promosso dalla C alla B, quell'anno). Ero, chiaramente "il laziale". Ero anche quello "dell'eschimo", quello dello zainetto, quello del "Corsarino".

Ero quello che la domenica, nelle due splendide annate 72/73 e 73/74, prendeva il treno (4 ore andare e 4 a tornare) oppure si fregava la 500 a mamma per andare a Roma a vedere la Lazio.

Poi il biennio di ingegneria a Bologna (da matricola con lo scudetto sul petto) e le trasferte in zona ed oltre. L'ambiente era quello degli studenti fuori sede. Molti strisciati nessun romanista. Erano anche gli anni di piombo e, devo ammetterlo, l'impegno politico mi assorbiva non poco. A quell'epoca dimenticai l'odio per le merde ed imparai ad odiare altri (c.l. ad esempio).

L'amore per una pisana mi porta a trasferirmi nella città della torre pendente (dove finirò, magari un po' fuori corso, l'uni). Le trasferte toscane non si possono perdere. Ne avrei parecchi di episodi da raccontare ...
Ma a Pisa sono tutti molto impegnati nell'odio per il Livorno e c'è poco tempo per la Lazio. Trovai molti amici che cercarono di confortarmi nell'anno del primo calcio scommesse.

Mi sposo e vengo a vivere a Milano. L'estate prima avevo fatto amicizia al mare con due ragazzi di Roma, difettosissimi, ma simpatici. Per il derby di ritorno decidemmo di andare allo stadio insieme. Arrivammo, mia moglie ed io, la sera del sabato e trovammo uno dei due in ospedale, la faccia fracassata in un incidete stradale. Nonostanta ciò, noi due andammo a vedere lo stesso il derby. Era quello dei "belli come il sole" (gol di Antonelli e pareggio di Giordano). Scendemmo in B. L'anno del -9 volevo fare qualcosa per la Lazio ... feci l'abbonamento che non usai MAI. Era il mio modo di contribuire alla nostra causa. A Milano i colleghi mi rispettavano. In qualche modo onoravano chi, in una situazione così difficile, teneva fede ai suoi colori. Ricordo che c'era un dirigente (mi sembrava un'entità astratta ... dirigente ...) di origini romane e Laziale. Mi concesse di dargli del tu in virtù di questa comune passione.

Intanto le trasferte passavano ... Monza ("niente male questo Dell'Anno"), Como, Bergamo (Oiviero cannoniere vero e D'Amico, coppa italia sotto un diluvio di agosto), Brescia, Vicenza, Piacenza, Parma (Rizzolo ci illude ma poi pareggiamo ed il ritorno in A si festeggia la settimana dopo, a Roma), Cremona (c'era, separato dagli ES, un gruppo nuovo di tifosi, si chiamavano Irriducibili). L'indimenticabile vittoria sul Milan (autogol di Maldini, pressato da Di Canio). Poi i figli, educati alla Lazialità sin dalla ... culla. L'esordio del grande a tre anni (Inter dei record, 1-0 su rigore di Matheus). La Grande Lazio ... I giorni nostri.

La Lazio è uno stile di vita. La Lazio è qualcosa che ti accompagna per tutta la vita e, se ripenso a mio nonno, oltre. Vivere la Lazio, a centinaia di chilometri di distanza è difficile. Ti manca lo stadio e lo stare insieme a tanti altri che gioiscono o soffrono per le stesse cose per cui gioisci o soffri tu. Certo è che si gode del privilegio di non dover vivere fianco a fian co con gli organismi mono neuronici.

Il tuo post e' meraviglioso. Uno dei piu' belli che abbia mai letto. In poche righe hai riassunto "cent'anni di lazialita' "... La tua vita cosi' movimentata ( girato mezza italia) unita' alla tua grande fede laziale, e' da soggetto per un film... Lo dico seriamente.
Complimenti.

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fabrizio1983

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Citazione di: LuckyLuciano il 08 Mar 2012, 09:54
Ciao a tutti e  :wlazio: , questo è il mio primo post e, prima di iniziare, lasciatemi dire che sono felice ed orgoglioso di essermi
finalmente iscritto a LAZIONET e di far parte di questa grande famiglia che sento così mia.... :D

Credo che sia più facile vivere ed essere laziali fuori Roma. Più facile, soprattutto psicologicamente, perché non hai il confronto
quotidiano con i riommicidemmeeeerda e quindi nun te se 'ntorcinano le budella a vedelli, a sentilli, a dovelli sopportà (perché 'n
fonno tutti c'avemo diritto de campà a 'sto monno... - OT scusate subito lo sproloquio nel mio primo post - EOT)
Vi racconto la mia storia: nasco a Spoleto da padre romano cresciuto nel vivaio della Lazio e poi "emigrato" calcisticamente. Scelse
(perchè la LAZIO è una scelta, non una imposizione nè una questione di moda nè una casualità) la Lazio quando da piccolo suo
padre (riommista per la moda di quel periodo) lo portò a vedere un derby. Credo sia lo stesso derby che ha fatto innamorare di
Lazio Paolo Stoppa http://www.youtube.com/watch?v=6fvfC4OmTyY : si giocava ancora al Flaminio, era un buon periodo per la
riomma ma vinse la Lazio per 2 a 0 con gol di testa di Silvio Piola con la testa fasciata (!) per uno scontro di gioco.
La mia fede per la Lazio nasce praticamente con me, sono laziale da sempre per l'ammirazione/emulazione di mio padre e lo ringrazio
sempre tanto per questo. Nel novembre del 2006, il giorno prima di salutare questo mondo, nel lettino della terapia intensiva lui mi
prese la mano e, anche se intubato, con un filissimo di voce mi disse "forza Lazio, semo forti quest'anno"; la nostra ultima
chiacchierata ce la siamo fatta, mano nella mano, sulla Lazio... Un periodo bellissimo è stato quello del primo scudetto quando
cercavo di vestirmi, per quanto mi era possibile, sempre di biancoceleste. Ricordo quando, per la morte di Re Cecconi, andai a scuola
con il lutto al braccio: facevo le elementari e andavo in un istituto gestito da suore, mi dissero di toglierlo ma io lo tenni fino alla fine
della giornata. Figuratevi poi che in famiglia eravamo bene spartiti: io e papà laziali, mio fratello (gemello!!) e mamma difettosi e
quindi c'è sempre stata tanta accesa rivalità in campo sportivo e poi, lo dico sempre, ognuno nella vita ha la sua croce: io c'ho il
diabete, loro so' daaariomma.....Mio fratello ultimamente si è allontanato da loro e a Natale mi ha regalato un orologio da parete
della Lazio che capeggia nel mio ufficio :)

Poi tanti altri ricordi, più o meno nitidi (più meno che più a dire la verità) ma comunque tanti e tutti accomunati dalla passione per la
Lazio sempre urlata in faccia a chiunque. Ormai sono a Firenze dal terzo millennio e anche qua io so' quello della Lazio, che va in giro
con il cappellino dello scudetto, che compra lo stemma della Lazio e della coppa Italia per farseli cucire su una maglietta azzurra da
ostentare sempre e ovunque, che nel piazzale appena riasfaltato davanti casa ha scritto "W LAZIO" sul cemento e che, qualche
anno fa, scopre lazionet e a furia di leggerla scopre che lazionet è una famiglia, una gran bella famiglia... ;) :ssl
Leggo e trovo post sempre più belli, sono dei veri poemi, orgogliosi, ricchi, pieni di personalità e di carattere, densi, commoventi,
autentici, certamente superiori alla media.
La Lazio è questo e molto di più, che sia più o meno difficile viverla fuori o dentro Roma è comunque secondario, l'importante  è
viverla: da laziale, da Lazio, dentro e fuori, nel bene e nel male, in una sala parto o in  una di terapia intensiva...
Oggi poi, da stravincitore nel secondo derby, con la foto de' Scialoja su - Noi,Loro – messa sul desk, con la lezione di romanità data
dalla CN ai giallozozzi l'importante è ESSERE della Lazio, da vicino o da lontano poco importa e queste vittorie sono dedicate anche
a mio padre che, ne sono certo, nel suo sonno in attesa del riveglio sta sognando la verità di una grande, grandissima Lazio che
asfalta la riomma e che DOMINA nel cielo di Roma capitale!!
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bellissimo il tuo post, mi ha emozionato tantissimo....scrivi di più, che è un piacere leggerti,m mi raccomando

Adler Nest

Sostenitore
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Lazionetter
* 41.385
Registrato
Carignano e' un piccolo paese alle porte di Parma. Ci saranno in tutto 400 abitanti. 2 sono Laziali.
Fino a ieri.
Ieri tornando a casa in auto vedo davanti a me un jogger.
Ha qualcosa di familiare: il colore mi dice che potrebbe essere una maglia d'allenamento modello 2010. E infatti sulle spalle vedo scritto S.S. Lazio con quel font puntinato.
Non ci posso credere!
Lui ha le cuffie su e continua a correre. Allora io rallento , seleziono dai file audio della mia auto la Cartella. Lazio, abbasso il finestrino, alzo il volume quel tanto che mi possa sentire senza pero' che sia ad un volume tale che sia una tamarrata e metto su Vola Lazio Vola.
" Perche' il coro che famo tutti quanti insieme dice Lazio sei grande e te volemo bene......".
Mio figlio ed io sorridiamo e gridiamo: Forza Lazio! Lasciandolo li' interdetto. Negli occhi gli ho visto questo pensiero: non sono solo.

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