ESCLUSIVA - Una notte per le giovanili, Agostinelli: "La Lazio sta migliorando ma per progetti di questo tipo ci vuole tempo". Poi l'apertura: "Un futuro da responsabile? Se ne potrebbe parlare..." - PHOTOGALLERY
19.03.2012 11:26 di Marco Valerio Bava articolo letto 500 volte
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Lalaziosiamonoi.itAnni difficili, anni di ricostruzione. Il settore giovanile della Lazio rivede la luce periodi duri. La crisi finanziaria, giovani che scelgono di sposare altre realtà, come per esempio quella romanista. Ha passato momenti bui il vivaio biancoceleste, quello che per anni e anni era stato uno delle più importanti realtà italiane, rischava di precipitare nell'oblio. C'è voluto del tempo e di altro ce n'è bisogno, la strada da percorrere è ancora tanta, come il sudore da spendere. I primi risultati, però, cominciano ad arrivare. La Primavera di Bollini sta dettando legge, insieme alla Roma, nel girone C del campionato: i biancocelesti hanno un attacco atomico, capace di realizzare 72 gol in 21 partite e sono vicini a centrare il traguardo delle final-eight. Molto bene stanno facendo anche gli Allievi Nazionali di Simone Inzaghi. Ma, come ovvio che sia, l'obiettivo di un settore giovanile non sono certo le classifiche e le vittorie, bensì la formazione del giovane, del calciatore del futuro. Per fare il punto sulla situazione del vivaio laziale, la redazione de
Lalaziosiamonoi.it, ha interpellato un ex calciatore che con la maglia biancoceleste è nato e cresciuto: Andrea Agostinelli. L'occasione è stata la cena organizzata proprio nel risotorante Galù, di proprietà dell'ex centrocampista biancoceleste. Cena che ha visto protagonista una parte del vivaio laziale: il gruppo della Lazio verde 2000. Tra una portata e l'altra c'è stata anche l'occasione per parlare un po' di quello che, a livello giovanile, la Lazio sta creando: "La situazione del settore giovanile della Lazio sta migliorando, non c'è dubbio. Per organizzare un settore giovanile ci vuole tempo e noi, spesso, questo tempo, che invece serve, non lo diamo a chi lavora e a chi progetta". Un lavoro che va avanti da tempo, spesso anche soggetto a critiche feroci, ma che lentamente comincia a dare i suoi frutti. Ma Agostinelli guarda più in là, dà una visione più ampia del discorso e allargando la prospettiva, la Lazio ha ancora da lavorare. "Ci sono, senza dubbio, dei margini miglioramento anche perché, secondo me, un settore giovanile funziona bene non quando si vincono i campionati ma quando si portano più giocaotri possibili in prima squadra e sotto questo aspetto la Lazio può certamente migliorare". Pochi liquidi immessi per foraggiare il vivaio e poca progettazione, sono queste le critiche che più spesso vengono mosse a chi gestisce il settore giovanile. Questa, secondo molti, la causa per cui non escono, da tempo, giocatori validi a tinte biancocelesti. Agostinelli, anche qui, dà una prospettiva d'insieme della situazione.
"E' anche questione d'investimenti ma non solo. Io guardo la crescita di un vivaio e quando vedo che c'è un momento in cui si cresce, sono già contento. Raggiungere grandi livelli, subito, non è facile, come portarte nell'immediato quattro o cinque giovani in prima squadra. E' un progetto a lungo termine e penso sia un grosso passo già il fatto che i ragazzi non scelgano di andare più in altre squadre perché qui non vedevano organizzazione". Basti vedere quanti elementi della Primavera della Roma hanno un passato laziale, per capire che negli anni scorsi il vivaio biancoceleste ha subito un'emorragia importante. Ora, le cose stanno tornando alla normalità e la Lazio sta tornando a sfornare giovani promesse. Reja ha dato fiducia ad Antonio Rozzi, attaccante del '94 di cui si parla un gran bene. Lo stesso è accaduto per Enrico Zampa e solo un infortunio ha bloccato, ma solo per ora, il salto di Luca Crescenzi: "Questi sono ragazzi di proprietà della Lazio. La società, poi -continua Agostinelli-, deciderà se mandarli a giocare o tenerli ma su questi si dovrà anche creare una base per il futuro. Poi non vuol dire che questo accadrà subito, potrà avvenire anche tra qualche anno quando saranno maturati e allora vorrà dire che lì si sarà raggiunto un ottimo livello per il vivaio". Dopo l'ultima esperienza sulla panchina del Portogruaro, adesso, Agostinelli aspetta l'occasione giusta per ritornare a fare calcio. E se questa occasione si chiamasse settore giovanile? Magari proprio quello biancoceleste, per lui che laziale lo è da sempre? Il diretto interessato non chiude ad un'avventura nuova, stimolante, magari come responsabile delle giovanili. "Perché no? Se ne potrebbe parlare. Sono assolutamente aperto ad una situazione del genere". Giovani laziali, sotto la gestione di chi laziale lo è da sempre e di chi del calcio ha fatto la sua vita. sarebbe bello.