Citazione di: Zombi il 19 Mar 2012, 10:55
Un leader dovrebbe fottersene delle critiche dei tafazzi.
Infatti se ne fotte.
Se ritiene di tenere il profilo basso lo tiene basso.
Se ritiene parlare di secondo posto possibile lo fa. Fottendosene dei tafazziani che lo criticano in un caso ma anche nell'altro.
Citazione di: Zombi il 19 Mar 2012, 10:55
Resta il fatto che ogni volta che lancia un proclama gli eventi lo smentiscono. L'esperienza serve a questo: a non persevarare.
A me pare che non abbia lanciato alcun proclama. Avrà fatto un commento sull'ottima classifica e sulla possibilità di migliorarla, se possibile.
Gli sarà capitato un paio di volte in due anni e mezzo. In genere tiene il profilo più basso e viene aspramente criticato.
Citazione di: fish_mark il 19 Mar 2012, 11:15
E poi liberati de 'sta canzone di Antoine. E' l'inno al vittimismo e non aiuta a capire.
La canzone é intelligente e si confà alla perfezione con gli atteggiamenti di taluni tifosi. Non ho alcun motivo plausibile per non non nominarla di tanto in tanto e, purtroppo, non mancherò di rammentarla in futuro. Il sipperò del laziale medio é sempre dietro l'angolo, se sei dodicesimo e se sei secondo.
Oltre tutto non ha niente a che spartire col 'vittimismo'. Descrive anzi un malessere che hanno altri.
Citazione di: fish_mark il 19 Mar 2012, 11:24
Certo, va sempre ricordato, ma non può e non deve essere la sua croce.
E' un grande uomo di sport e dice cose intelligenti, di cui tenere sempre conto.
E' molto più credibile di chi ha rimpolpato la sua carriera soltanto di coppe e di scudetti.
Questo per te e per i Plastini che girano nell'etere. A me pare che dica cose discutibili e, spesso, in radio romaniste.
Lascia che ognuno di noi valuti chi é più credibile.
Non può neanche essere una colpa essere più bravo di lui. Non é detto che altri che hanno alzato trofei siano meno onesti del tuo Zeman.
L'aura da leggenda del nostro boemo é stata determinata dal fatto che é inviso dagli juventini e, contemporaneamente, sostenuto dai romanisti obbligati a elaborare un proprio lutto perenne, quello di non vincere mai.