La lotta per il terzo posto sta avvenendo a una certa quota-punti, tra tre squadre che hanno affrontato l'extra-impegno europeo con una rosa rivelatasi inadeguata a sopportare il surplus di stress. Possiamo aggiungere, se vogliamo, una squadra inferiore ma che non ha sprecato energie in giro per l'Europa e, ancora un po' più giù, una squadra che costa molto più della seconda in classifica ma che ha programmato "maluccio" la stagione.
Con 21 punti in palio abbiamo tre punti di vantaggio. Allora, o tutte e tre hanno fallito allo stesso modo, o tutte e tre stanno facendo bene allo stesso modo. 'Sta cazzata del ciapa-no la sento ripetere su radio24 TUTTI GLI ANNI. Un campionato è determinato da un insieme di 380 partite, moltiplicato per tutti i calciatori, moltiplicato per tutti gli infortuni, moltiplicato per tutti gli allenatori, moltiplicato per tutti i cazzi che ve se fregano. C'è una complessità sufficiente per parlare di organismo; un campionato è una cosa viva - e sì: ognuno fa storia a sé, in una qualche misura. Eppure, alla fine, tutto è deciso da un ordinamento determinato così: tre punti a chi vince, uno a chi pareggia, per trentotto volte.
Lascio che ognuno si specchi nelle proprie idee di calcio. "Non puoi arrivare a febbraio così", "non puoi arrivare a marzo così", "non puoi lasciar passare gennaio così". Quello che ve pare.
A inizio anno ci dicevamo che questa squadra poteva valere la quarta piazza. Siamo lì con le quarte. Su come sia successo - abbiate pazienza - potete divertirvi a speculare, ma spiegare a chi fa questo mestiere come deve farlo... suvvia.
Sette partite, tre punti.
Daje.