Giorgio Chinaglia

Aperto da PILØ, 01 Apr 2012, 17:27

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Ranxerox

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Citazione di: viz il 01 Apr 2012, 19:26
Ciao Giorgio

Dimenticarti sarà impossibile

Il mio primo eroe della Lazio, la mia prima maglia, ciao
Giorgione per sempre nel mio cuore.

COLDILANA61

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Non riesco a leggere altro .

Non sono mai stato ASSOLUTAMENTE pro o contro Lotito .

Sono sempre stato dalla parte della Lazio . Chinaglia e' un pezzo fondamentale della nostra Storia .

Altro che mercato , il gestore , la comunicazione .

Sabato niente cazza.te , non me nefrega un ca.zzo della partita .

Sabato e' il giorno di Giorgio . Fatemi sentire x 90 minuti :

Giorgio Chinaglia e' il grido di battaglia .

Per 90 minuti .

paolo71

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Giorgio hai reso orgoglioso un popolo e hai regalato il sogno ai nostri papà, che tu possa finalmente trovare la pace lassù assieme a Tommaso e a Luciano.
Una leggenda non muore mai, ciao Long john.

GuyMontag

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E mò basta, però. Mezzanotte è passata, ormai non è più il primo aprile.
Dai chiama e dicce che ci hai preso tutti per il culo.
Che non ce l'avevi mica il bisogno de sto pesce per capire quanto ti vogliamo bene.
Dai... chiama...

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falco67

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Quando se ne ando' per la prima volta dalla Lazio, l'ho odiato con tutto il cuore. Quando e' tornato piangevo di gioia, e cosi' via fino a questa tristissima sera.

poeta1964

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Sono della Lazio grazie a Giorgio Chinaglia e come me tanti bambini della mia generazione. Basta questo. Chi non l 'ha vissuto non può capire. Chinaglia e la Lazio erano un binomio inscindibile , oggi è morto un pezzo della nostra gloria.

er Luckino

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Riposa in pace Giorgio,riabbraccia il Maestro e Cecco anche per noi;voi che per me,che non vi ho mai visto giocare,eravate il simbolo di quella Lazio Campione d'Italia...Addio Long John!

beppegol11

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E' tutto il giorno che penso a cosa scrivere per ricordare Giorgione.

Ancora non so che scrivere, so solamente che se ne va un pezzo di storia, un pezzo di ognuno di noi, sia che si sia visto giocare che no. Io non l'ho mai visto giocare, eppure è nel mio cervello come parametro di riferimento a qualsiasi attaccante che abbia indossato la nostra maglia. Mio padre mi ha sempre parlato di lui come se fosse un qualcosa di cui andare fieri, come un personaggio di cui gonfiarsi il petto e di farlo ben vedere agli altri. Ogni volta che parlava degli anni 80 diceva sempre: poraccio, l'ha fatto per troppo amore, non c'aveva una lira. Ecco, gli eroi si perdonano, perchè hanno dato talmente tanto che è impossibile odiarli, perchè si sono amati talmente tanto che quello che è successo dopo era come un familiare che fa una cazzata, ma che in realtà non potrà mai scalfire l'amore che si ha per lui.

E' un paragone, è un mito, è leggenda.

Per me ci sarà sempre. C'è sempre stato e sempre ci sarà.

R.I.P. Giorgio.


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Ranxerox

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* 18.502
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Citazione di: aquilante il 01 Apr 2012, 23:11
è difficile, stasera è tutto terribilmente difficile
Giorgio Chinaglia ci ha dato i gol, ci ha dato le vittorie, ci ha dato uno scudetto da impazzire
però Chinaglia è stato molto più di questo

per noi ragazzi laziali degli anni settanta
Chinaglia era una assemblea studentesca, uno sciopero operaio, un corteo di donne
ma non c'entra la politica, c'entra la rivolta che infiammava quei nostri anni
per noi ragazzi laziali Giorgio Chinaglia era un calcio in faccia al potere
la sua rabbia era il nostro orgoglio, i suoi gol davano forma ai nostri desideri
la sua esultanza costruiva, domenica dopo domenica, la nostra identità di tifosi biancocelesti
Giorgio Chinaglia è stato il movimento di liberazione del popolo laziale
dopo di lui niente è stato più come prima
Bigiarelli ha fondato la Lazio, Vaccaro ne ha difeso il nome e il simbolo, Chinaglia ha plasmato i suoi tifosi

oggi Giorgio è uscito dal campo, ma quel dito alzato verso il cielo è ancora lì
è sempre lì, è più che mai lì
terremo sempre in alto la tua maglia numero nove
ha dato gioia alla vita dei nostri padri, riempirà di passione quella dei nostri figli

ciao Giorgio
riposa in pace

                                                    :band12:

valpa62

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Sto ancora qui a scrivere di te caro Gorgio per dirti che mi dispiace immensamente che tu sia andato via senza che si chiarissero le ultime vicende che ti hanno visto protagonista negativo per la tua Lazio.Mi dispiace immensamente perchè tutto l'amore per te che i tifosi laziali stanno esprimendo in queste ore si era un pò smarrito e sono sicura che tu hai sofferto molto per questo,eri rimasto troppo solo.Un abbraccio. :(

Neal

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Perchè l'ho amato.

L'ho visto giocare, ma senza capirne la grandezza di calciatore. Ero piccolo, sapevo che era il nostro campione, lo "percepivo" come mio figlio oggi percepisce un Rocchi.

È diventato il mio idolo tanti anni dopo, nei primi anni ottanta quando navigavamo nei bassifondi della b. Con la Lazio abbandonata anche da molti suoi tifosi. Quasi scomparsa dai media e schiacciata dal confronto con la roma che aveva trovato Falcao e Liedholm.
In quegli anni Giorgio Chianglia era la speranza. Era il grido di battaglia. Era lo striscione "Gli ultras del 74 sez. Giorgio Chianglia". Era "quando Giorgio tornerà". Era un dito puntato che a loro brucia ancora.
Era la speranza che potessimo tornare grandi, Giorgio ci aveva portato sulla vetta poteva farlo di nuovo.
Era la risposta ai romoletti "si vabbè pruzzo e conti ma se torna Giorgio..."

Il giorno di Lazio Catania non esultavo per la serie A ma per il ritorno di Long John. Per il sogno che si avverava.

Sappiamo tutti come andarono poi le cose ma alla fine lo scudetto l'abbiamo rivinto davvero.

Resta il mito e la speranza della mia adolescenza. Sono diventato grande sperando nel ritorno di Chinaglia e ancora oggi, quando le mie cose si mettono male, una voce dentro di me dice: testa bassa e pedalare, fai il tuo che prima o poi torna Long John.


Revolver

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Piango un giocatore che non ho mai visto giocare.

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St£fano

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ThomasDoll

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C'era una volta una Lazio che usciva da un decennio terribile, cominciato con la prima retrocessione della sua storia e trascorso, tra mille travagli, tra serie A e serie B. Le nobili origini non hanno mai vinto le partite, né pagato i conti. Ma l'arrivo dell'eroe cambiò il corso della storia. Chinaglia è stato l'Orlando laziale, il paladino invincibile che roteando la durlindana regalava vittorie epiche e riscriveva la storia. A dieci anni lo vidi segnare per la prima volta, in una curva sud dove prima della partita si attaccavano striscioni che inneggiavano a lui. Non speravo in tanta grazia, ero convinto di tifare per una squadra che non poteva vincere lo scudetto. Invece il nostro eroe ci ha condotto all'impresa, segnando gol a grappoli, spingendo i compagni anche a calci nel sedere, trascinando il pubblico, costringendo i laziali dagli occhi bassi e dalle poche pretese a gonfiare il petto, orgogliosi. Rispondendo con lo sguardo di sfida di un gigante che aveva attraversato il mare, inseguendo una famiglia in fuga dalla fame. Il paladino Giorgio trionfò su tutti in quell'anno magico 1974. Poi imboccò l'uscita per riattraversare un mare più grande, seguendo la famiglia e il sogno di un nuovo calcio miliardario tutto da fondare. La sua Roncisvalle è in riva all'oceano. Florida. Il riposo dalle battaglie vinte, con la Lazio e con i Cosmos, il silenzio per le disavventure della vita fuori dal campo. Quella spada che roteava nelle aree di rigore avversarie è custodita nel cuore di ogni laziale che ne ricorda i gesti biancocelesti: la potenza devastante, la tenacia, la fame di vittorie, la capacità di trascinare gli altri. Indimenticate, per quanto il racconto di retroscena insignificanti continui a modificarne la memoria, a riscriverle con un registro un po' cialtrone, un po' malandrino. Che tace la gloria sportiva che ha meritato chi ha saputo annichilire le grandi, ricalcando le orme del Mito del calcio italiano del dopoguerra: Giggirriva, altro eroe epico di un calcio che non c'è più.
Chinaglia era il nostro eroe. Giace, spezzato dal suo destino, che si è compiuto lontano dall'Italia e dall'affetto infinito della gente laziale che sa cosa può e deve dimenticare e che non dimentica quello che si deve ricordare. Le sue gesta da paladino dei laziali hanno scritto la storia del calcio e della Lazio.
La morte lo consegna alla leggenda, redento, senza macchia, sfavillante di celeste e bianco. Sul petto, uno scudetto. Il primo. Il suo.   

cosmo

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Citazione di: ThomasDoll il 02 Apr 2012, 00:44
C'era una volta una Lazio che usciva da un decennio terribile, cominciato con la prima retrocessione della sua storia e trascorso, tra mille travagli, tra serie A e serie B. Le nobili origini non hanno mai vinto le partite, né pagato i conti. Ma l'arrivo dell'eroe cambiò il corso della storia. Chinaglia è stato l'Orlando laziale, il paladino invincibile che roteando la durlindana regalava vittorie epiche e riscriveva la storia. A dieci anni lo vidi segnare per la prima volta, in una curva sud dove prima della partita si attaccavano striscioni che inneggiavano a lui. Non speravo in tanta grazia, ero convinto di tifare per una squadra che non poteva vincere lo scudetto. Invece il nostro eroe ci ha condotto all'impresa, segnando gol a grappoli, spingendo i compagni anche a calci nel sedere, trascinando il pubblico, costringendo i laziali dagli occhi bassi e dalle poche pretese a gonfiare il petto, orgogliosi. Rispondendo con lo sguardo di sfida di un gigante che aveva attraversato il mare, inseguendo una famiglia in fuga dalla fame. Il paladino Giorgio trionfò su tutti in quell'anno magico 1974. Poi imboccò l'uscita per riattraversare un mare più grande, seguendo la famiglia e il sogno di un nuovo calcio miliardario tutto da fondare. La sua Roncisvalle è in riva all'oceano. Florida. Il riposo dalle battaglie vinte, con la Lazio e con i Cosmos, il silenzio per le disavventure della vita fuori dal campo. Quella spada che roteava nelle aree di rigore avversarie è custodita nel cuore di ogni laziale che ne ricorda i gesti biancocelesti: la potenza devastante, la tenacia, la fame di vittorie, la capacità di trascinare gli altri. Indimenticate, per quanto il racconto di retroscena insignificanti continui a modificarne la memoria, a riscriverle con un registro un po' cialtrone, un po' malandrino. Che tace la gloria sportiva che ha meritato chi ha saputo annichilire le grandi, ricalcando le orme del Mito del calcio italiano del dopoguerra: Giggirriva, altro eroe epico di un calcio che non c'è più.
Chinaglia era il nostro eroe. Giace, spezzato dal suo destino, che si è compiuto lontano dall'Italia e dall'affetto infinito della gente laziale che sa cosa può e deve dimenticare e che non dimentica quello che si deve ricordare. Le sue gesta da paladino dei laziali hanno scritto la storia del calcio e della Lazio.
La morte lo consegna alla leggenda, redento, senza macchia, sfavillante di celeste e bianco. Sul petto, uno scudetto. Il primo. Il suo.

Grazie TD!

FatDanny

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E' stata la prima cosa che ha detto mio padre quando l'ho visto in aeroporto.
Quasi prima di dire ciao, "è morto Giorgio Chinaglia".

Io non l'ho visto giocare, si è ritirato che io ero piccolo.
Inevitabilmente non posso provare le stesse emozioni di chi c'era.

Eppure ho ancora un nodo in gola.
Eppure è come se m'avessero strappato qualcosa.

Io non l'ho visto giocare Giorgio Chinaglia, ma sabato l'Olimpico non deve cantare, deve ruggire.
In campo trovassero il modo, ma non devono correre, devono volare.
Sabato più che mai si onora la maglia.

Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia!


PARISsn

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Citazione di: ThomasDoll il 02 Apr 2012, 00:44
C'era una volta una Lazio che usciva da un decennio terribile, cominciato con la prima retrocessione della sua storia e trascorso, tra mille travagli, tra serie A e serie B. Le nobili origini non hanno mai vinto le partite, né pagato i conti. Ma l'arrivo dell'eroe cambiò il corso della storia. Chinaglia è stato l'Orlando laziale, il paladino invincibile che roteando la durlindana regalava vittorie epiche e riscriveva la storia. A dieci anni lo vidi segnare per la prima volta, in una curva sud dove prima della partita si attaccavano striscioni che inneggiavano a lui. Non speravo in tanta grazia, ero convinto di tifare per una squadra che non poteva vincere lo scudetto. Invece il nostro eroe ci ha condotto all'impresa, segnando gol a grappoli, spingendo i compagni anche a calci nel sedere, trascinando il pubblico, costringendo i laziali dagli occhi bassi e dalle poche pretese a gonfiare il petto, orgogliosi. Rispondendo con lo sguardo di sfida di un gigante che aveva attraversato il mare, inseguendo una famiglia in fuga dalla fame. Il paladino Giorgio trionfò su tutti in quell'anno magico 1974. Poi imboccò l'uscita per riattraversare un mare più grande, seguendo la famiglia e il sogno di un nuovo calcio miliardario tutto da fondare. La sua Roncisvalle è in riva all'oceano. Florida. Il riposo dalle battaglie vinte, con la Lazio e con i Cosmos, il silenzio per le disavventure della vita fuori dal campo. Quella spada che roteava nelle aree di rigore avversarie è custodita nel cuore di ogni laziale che ne ricorda i gesti biancocelesti: la potenza devastante, la tenacia, la fame di vittorie, la capacità di trascinare gli altri. Indimenticate, per quanto il racconto di retroscena insignificanti continui a modificarne la memoria, a riscriverle con un registro un po' cialtrone, un po' malandrino. Che tace la gloria sportiva che ha meritato chi ha saputo annichilire le grandi, ricalcando le orme del Mito del calcio italiano del dopoguerra: Giggirriva, altro eroe epico di un calcio che non c'è più.
Chinaglia era il nostro eroe. Giace, spezzato dal suo destino, che si è compiuto lontano dall'Italia e dall'affetto infinito della gente laziale che sa cosa può e deve dimenticare e che non dimentica quello che si deve ricordare. Le sue gesta da paladino dei laziali hanno scritto la storia del calcio e della Lazio.
La morte lo consegna alla leggenda, redento, senza macchia, sfavillante di celeste e bianco. Sul petto, uno scudetto. Il primo. Il suo.


ero riuscito a non piagne fino adesso....porca zozza...

christymoore

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Citazione di: COLDILANA61 il 01 Apr 2012, 23:54
Non riesco a leggere altro .

Non sono mai stato ASSOLUTAMENTE pro o contro Lotito .

Sono sempre stato dalla parte della Lazio . Chinaglia e' un pezzo fondamentale della nostra Storia .

Altro che mercato , il gestore , la comunicazione .

Sabato niente cazza.te , non me nefrega un ca.zzo della partita .

Sabato e' il giorno di Giorgio . Fatemi sentire x 90 minuti :

Giorgio Chinaglia e' il grido di battaglia .

Per 90 minuti .


al 100%

Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia

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strike

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Citazione di: ralphmalph il 01 Apr 2012, 20:47
e rieccomi. ho pianto tutto il pomeriggio davanti al pc. a cena poco fa con la tv accesa i tg hanno mandato i servizi su Long John. Ho ripianto, stavolta pure davanti a mia figlia. "Io non capirò mai" mi dice mia moglie. Sticazzi. Non me vergogno. Vi leggo, scrivo e sto ancora a piagne. Sticazzi. Pensavo fosse immortale, come batman, superman. Invece porca zozza non era così. Mannaggia la zozza. Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia

Grandissimo Ralph, hai fatto piangere anche me, sinceramente non pensavo che avrei pianto

strike

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Citazione di: Eagle70 il 01 Apr 2012, 19:18
ma so' strano io o il titolo di repubblica e' vergognoso?


no è proprio vergognoso

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