Con lui si spegne il più forte, impetuoso, orgoglioso e doloroso grido di battaglia della gente laziale.
Così forte in campo, così profondamente laziale lui che era nato lontano da Roma, da cancellare a pallonate ogni errore successivo.
Quello che ha fatto con la maglietta celeste indosso è così grande che nemmeno impegnandosi è riuscito a scendere dall'Olimpo delle leggende, dove probabilmente occupa il posto più importante fra i miti biancocelesti.
Io l'ho voluto lontano dalla Lazio, perchè sembrava incapace di conservare, preservare quei fantastici ricordi in bianco e nero.
A colori per chi era all'Olimpico, in bianco e nero nelle ricostruzioni della domenica sportiva per chi, come me, è nato dopo le sue imprese ed ha imparato ad innalzare il vessillo di un giocatore che, anche quando non c'era più, gonfiava d'orgoglio il petto dei laziali.
Mi mancherà.
Più che altro mi mancherà l'idea che ci sia anche lui, là fuori, a tifare per la Lazio.
Riposa in pace Giorgione.