Il mio Giorgio Chinaglia non è quello in campo.
Ero troppo piccolo, l'ho vissuto nei libri...nelle immagini...nei
racconti...di mio fratello...che è stato il creatore, se vogliamo
della mia Lazialità.
Il mio Giorgione, è quello che ha scritto le sue pagine
più brutte nella Lazio. Nel 1983, in cui ero a tutti gli effetti un
soldato Laziale, mentre ci apprestavamo a ritornare in serie A, la
diffusione della notizia del ritorno di Chinaglia Presidente, fu per
tutti i Laziali, un'iniezione per endovena di ottimismo, di gioia, di
felicità. Tornava il condottiero, tornava chi aveva saputo farci
salire i gradini della scala del calcio.
Eravamo al settimo cielo...in particolare noi ragazzini...
Avevo 14 anni, avevo iniziato a seguire assiduamente la Lazio, in
serie B. In 3 anni di militanza, ero già un veterano, vicino ai
ragazzini di oggi. Avevo già vissuto quello che rimarrà nella storia,
come il più drammatico campionato della nostra Storia. Molti ricordano
solo i meno 9...come dramma. ma li..nell'86 c'era una delle migliori conduzioni
societarie ed una squadra da primi posti del campionato di serie b.
Nel camp. 81/82 eravamo veramente dei pellegrini....
Quindi arriva Chinaglia, entusiasmo alle stelle....promesse, arrivano
i dollari, arrivano i giocatori che si vanno ad aggiungere ai nostri
gioielli Giordano-Manfredonia e D'Amico.
In pratica, però, la campagna acquisti non è come quella promessa, ma sono
arrivati tanti giocatori sconosciuti e due stranieri di cui si parla
un gran bene...
Si realizza quello che ogni tifoso sogna, avere un Presidente che era
un condottiero in campo, con un ottimo rapporto con i tifosi. Non c'è
mai stato nella storia, una similitudine tra una curva ed un
Presidente, come avvenne con Chinaglia.
Ricordo come fosse oggi, quando viene organizzato il suo arrivo in
curva....la luce di questo faro che anticipa la telecamera, la curva che
si apre come le acque davanti Mosè, il suo ingresso con la sua
possente immagine!!! Siamo impazziti...sotto la curva sulla pista
d'atletica il suo striscione con la scritta "siete impagabili" ci
rende orgogliosi, siamo uniti come non mai,se anche la squadra
riuscisse a sentirsi un tutt'uno, come il Presidente ed i suoi tifosi,
potremmo fare di tutto.
Invece, verremo a sapere dopo, delle gelosie, delle divisioni, della
dabbenaggine dei nostri beniamini, che nel giro di due campionati ci
porterà di nuovo in serie b.
Anche Giorgione avrà molti demeriti nella gestione, ma i suoi sono
errori benevoli, dovuti all'inesperienza ed alla ingenuità, in un
ambiente malsano.
Alla fine di quella stagione, ci salveremo all'ultima giornata, in
quel di Pisa. E' la mia prima trasferta e quella che non dimenticherò
mai.
Finanziato dal fratellino, e dalla Lazio, che pagava in parte le
spese, vado in via Col di Lana, nella storica sede a fare i biglietti.
Dopo ore di fila, ottengo i tanto agognati biglietti e finalmente dopo
notti insonni arriva la domenica. Partiamo all'alba con il pulman.
Ricordo delle trasferte nella vicina toscana, come se si andasse
all'estero, tanto è il tempo di viaggio in modalità lumaca.
Alla fine della partita, che ci permette di rimanere in serie A,
avviene un'altra situazione di quelle che per sempre rimarranno nella
mia mente.
Alla fine della partita, non sono i nostri giocatori a venire sotto la
curva.
Ma è lui, Giorgio, con il suo passo dinoccolato e possente, lo vediamo
partire da bordo campo, vicino la panchina,da dove ha l'abitudine di
seguire le partite. Il tempo di percorrere questi 40 metri, ed avviene
un altro miracolo. La curva, e siamo migliaia, in pochi secondi si
azzittisce. Potrebbe cadere uno spillo e sentirne il "frastuono"....le
orecchie passano dalla modalità stadio a quella silenzio...in troppo
breve tempo...quasi a fischiare.
Eccolo Giorgio...il nostro condottiero...il nostro fratello maggiore...ci
parla...non ha bisogno di nulla che amplifichi la sua voce. Non credo
faccia neanche fatica. Ci ringrazia, ci dice che farà di tutto per non
dover farci soffrire in quella maniera...all'ultima di campionato...credo
sia in lacrime e stia scaricando la tensione accumulata negli ultimi
tempi...
Quello rimane il mio Giorgio Chinaglia...insieme a quello imbufalito
sotto la Monte Mario di quel Lazio Udinese...Credo fosse genuino...avrebbe
fatto di tutto per la sua Lazio...
Sarà tradito dai suoi giocatori, dai marpioni del calcio, ci porterà sull'orlo del baratro, ma
sono convinto che fece tutto in buonafede....
Buonafede, che non gli riconosco affatto.... tanti anni dopo, quando da
salvatore della patria, ritornerà a parlare di Presidenza della Lazio,
e poi scopriremo con brutte storie dietro.
Si è fidato di questi personaggi....ma non ha pensato a noi stavolta.
Non ha minimamente ragionato su chi ci sia dietro a questi soldi e chi
siano queste persone, che ne stanno usando la sua presa sul popolo
Laziale. Stavolta pensa solo al suo ritorno economico...e pochi gli
vanno dietro. Il tifoso laziale ne ha vissute talmente tante, che
adesso è diffidente e non si sbaglia.
Ciao Giorgio...mi dispiace veramente sapere che non ci sei più. Mi
sarebbe piaciuto un giorno, ormai anziano, vederti di nuovo in una
festa, come quella del centenario, magari nel 2020.
Anche quel giorno c'ero...quel 9 Gennaio 2000...è l'ultima immagine che ho
di te dal vivo, insieme ai tuoi compagni, fare il giro del campo su
una fuoriserie rossa decappottabile, acclamato dal tuo popolo. Quel
popolo che non ti ha tradito mai, nonostante tutto, e che oggi ti
piange!!!
Ciao Giorgio...ora aiutace da lassù...insieme ar maestro...vedi che poi
fa!!!!