piano piano, lentamente, allo sconforto, all'incredulità vado sostituendo la rabbia
una, la rabbia chinagliesca, mi porta ad approcciare alla partita di sabato come a LA PARTITA
andrà giocata e tifata per lui e per dire un sonoro va.f.f.anculo alla serie A, alle concorrenti per la CL, agli scandali
con la stessa sua tigna e magari pure qualche calcio in culo
l'altra, la rabbia porgascognica, deriva da un dato lampante, chiaro, trasparente
ovvero che ora, Chinaglia, ora, da morto, sarà oggetto (e sta già capitando) di una campagna denigratoria da parte di chi lo andò a cercare per ottenere uno "schermo Laziale" sul quale fondare la sua sete di appropriazione indebita della SS.Lazio: ieri (io non ascolto mai le radio laziali), in un impeto di retorica lacrima, ho ascoltato un po' delle ciance che vanno dicendo
mai sono stato così vicino al vomito indotto: per loro fu Chinaglia ad imbrogliarli, fu lui ad avere rapporti loschi coi Casalesi, fu lui a far andare in galera delle persone
mai una lettera, mai una telefonata: sembrava la barzelletta del gorilla che s'incula l'esploratore e poi s'eclissa
ma a gnù iorche mica ce so' ito io, eh
i 500mila euri mica gliel'ho promessi io, pe' veni' qui a di' du' cazzate
sempre ieri, un mio amico romanista, nel ricordare Giorgio con rispetto, ne delineava un paragone fra il morire in latitanza di Craxi e quello di Chinaglia, riconoscendo su Chinaglia un severo giudizio ma un'umana compassione e, ovviamente, una minore responsabilità civile
io ci ho pensato su un po', si forse era una provocazione, ma molte volte, anche qui dentro, abbiamo discusso "sul" Chinaglia
il paragone con Craxi ce lo vedo tutto: tutti buoni a smerdare un cadavere per nascondere le proprie pesanti responsabilità
tutto molto italiano, tutto molto schifoso
tutto molto poco Laziale