Secondo me se inizia una campagna di "awareness", di informazione di questi pezzenti che noi ci siamo e che ci faremo sentire, deve essere centrata su un semplice tema:
se sei giornalista (titolo al quale si aggrappano per differenziare il loro status da quello di chi li attacca, come ha fatto il delfino) devi comportarti come tale. Per ottenere il rispetto che si deve alla professione, si deve esercitare la professione con rispetto - per il pubblico e per essa stessa. Il che significa obiettivita', equidistanza, misura nei termini e nell'uso delle liberta' artistico-linguistiche. La deriva Caressica deve finire. Bruno Pizzul, Nando Martellini, Paolo Valenti, Maurizio Barendson devono ridiventare il metro di giudizio, il termine di paragone.
Nel momento in cui ci si palesa, ufficialmente o solo col comportamento*, come tifosi, da tifosi verrete trattati.
E che non ci siano verginelle: quello che accade tra tifosi lo sanno tutti, quindi poche sorprese.
*E qui si entra nell'arbitrario. Caressa e i suoi accoliti possono sempre rivendicare una interpretazione fallace dei loro toni e dei loro scritti (Fulvio Bianchi oggi e' da antologia, Mensurati forse sa di essere indifendibile). Qui bisogna rimanrere fermi e fargli capire che a noi per il culo non ci prendono. Punto. I svelti li facessero a casa loro e con le squadre loro.
La Lazio non si tocca.