Sono iscritto da tanto e leggo il forum da ancora prima, ma questo è il mio primo post.
Vuoi per pigrizia, vuoi per mille altri motivi non avevo mai scritto, pur condividendo tanti interventi e non apprezzandone altri.
Ma questa volta ne ho veramente sentito il bisogno, perchè sabato sera è successo qualcosa che merita di essere condiviso tra fratelli laziali.
Sono abbonato allo stadio da quando riesco a ricordare, da bambino in tevere con mio padre, poi da ragazzo in curva nord, ora di nuovo in tevere, con la mia ragazza e quasi moglie, ma non mi era mai capitato di non riuscire a guardare la partita.
Per i primi nove minuti non riuscivo, non mi interessava, esisteva soltanto l'odio, la rabbia, la vergogna per quella "gente", anche se la parola è usata forse a sproposito, ma non vorrei sporcare il mio primo post con insulti, seppur rivolti a chi se li meriterebbe.
Poi il gol di Candreva mi ha scosso, quasi svegliato dalla trance. Mi sono guardato intorno, erano anni che non vedevo uno stadio così. Tutti uniti, tutti compatti, dalla vecchietta al bambino, dalla coppietta al gruppo di amici. Tutti con le vene rosse sul collo a gridare, a gridare la propria appartenenza e a gridare contro quegli individui che non riescono neanche a rispettare le basi minime di civiltà, rispettare la sofferenza altrui, rispettare il dolore di altri.
E allora mi son ricordato, una volta ancora, l'ennesima, cosa vuol dire essere laziali.