Il "povero" Giulio Delfino ci è finito in mezzo senza volerlo. Ci ha messo molto del suo, si è dimostrato perlomeno ingenuo. Si è tradito in modo banale ed infantile. Non è immaginabile che altri eroi come lui si esibiscano in "burini", "cazzi piccoli" e via dicendo. Non so come andrà a finire, se ce lo siamo tolti dalle palle all'Olimpico o ce lo ritroveremo a fare come l'orsetto delle fiere, simpatico bersaglio tra un "attaccatearcazzo" e un "pijatelanderculo" (la cui assenza nella querelle mi ha indignato. Nella definizione dell'atroce dilemma bisogna essere democratici, e proporre all'iinteressato entrambe le opzioni).
Però è interessante come si stia creando un movimento. Un movimento di gente cazzuta, che non te ne fa passare una liscia, un movimento che sa come usare i media. Loro hanno il potere. Mandare email, per dire, a Repubblica lascia il tempo che trova. Non ti si filano, e finisce là. Le proteste durano l'éspace d'un matin, anche perché loro stanno là a fare (inquinare) il loro mestiere di giornalisti, e noi abbiamo anche da fare altro, per campare. Però Dauphin ci ha indicato la via. Una democrazia orizzontale, virale, che spezza le loro sicurezze. Inondiamo facebook, twittiamo ovunque, creiamo siti, blog, tagghiamo video youtube ovunque, postiamo le loro nefandezze, denudiamo il re.
Ci vuole costanza, è faticoso, però su questo piano non hanno più la superiorità di un microfono o di un giornale. Qui c'è gente che sa come fare, e che ha voglia di farlo, per difenderci dai soprusi di quelli che si credono inviolabili. Loro hanno da perdere una sola cosa. La faccia.
Occupy Republic, Occupy Sky, Occupy Mediaset Premium.
Facciamo saper loro che ogni puttanata finirà in rete, amplificata al cubo.
Poi vediamo se non se danno na regolata, se non contano fino a dieci prima di postare cazzate su di noi...