30mila euro di multa.
http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2012/04/12/news/buu_razzisti_diakit-33187494/Cori razzisti contro Diakité
Multa con diffida alla Juve
'Buu' nei confronti del difensore francese in più occasioni durante la partita con la Lazio. Squalifica evitata perché sul monitor è apparso l'invito al fair play e altri tifosi hanno sommerso di fischi i cori. Non è la prima volta che accade in casa bianconera: tre anni fa (vittima Balotelli) una partita a porte chiuse
di TIMOTHY ORMEZZANO
TORINO - Buuu razzisti rivolti a Diakité dalla Curva Sud della Juventus. Per ora la Juventus se la cava con un'ammenda con diffida ma certo, di questo passo, potrebbe arrivare la squalifica. Sono state abbattute le barriere architettoniche ma purtroppo non ancora quelle razziali. Se la nuova casa bianconera segue il modello architettonico ed etico inglese, non si può dire altrettanto di alcuni suoi inquilini. Quelli che ieri sera, all'11' del primo tempo di Juventus-Lazio, hanno inveito con ululati di stampo razzista contro il difensore laziale Modibo Diakité, dopo una sua entrataccia ai danni di Vidal punita dall'arbitro con il cartellino giallo. Un nuovo episodio da censurare, con immediato intervento del club bianconero che si è affrettato a esporre sul tabellone luminoso la scritta Fair Play. Un monito sul monitor, seguito dall'annuncio dello speaker, per molti incomprensibile perché completamente sommerso dai decibel generali e dai fischi specifici dello Stadium. Gli stessi fischi che hanno poi coperto, in un secondo tempo, altri buuu rivolti al colosso biancoceleste.
Grazie all'intervento sul monitori e ai fischi degli altri tifosi, la Juve se l'è quindi cavata con un'ammenda di € 30 mila euro con diffida. Spiega il giudice sportivo: "per avere suoi sostenitori, al 4°, 14°, 15° del primo tempo, 3° e 40° del secondo tempo, indirizzato ad un calciatore della squadra avversaria grida e cori costituenti espressione di discriminazione razziale; recidiva specifica; entita? della
sanzione attenuata ex 13 comma 1 lettere a) e b) e comma 2 CGS, per avere la Societa? concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza e per avere altri sostenitori, in relazione ad alcuni episodi, chiaramente manifestato la propria dissociazione da tali biasimevoli comportamenti".
Anche oggi, sui forum juventini, molti sostenitori bianconeri si dissociano e stigmatizzato i loro stessi compagni di fede, e magari anche di curva. Qualcuno di loro sottolinea anche quanto il malcostume sia purtroppo diffuso, un male radicato nel calcio italiano. Alibi, questo, molto relativo. Non è vero che così fan tutti, anche se non si può escludere che ieri sera, tra i dirimpettai biancocelesti, ci fossero alcuni di quegli pseudo-tifosi che all'Olimpico romano si sono distinti più volte in canti stonati, tra l'altro inveendo non troppo tempo fa contro il romanista Juan nel derby.
E la Juve? Il club non prende una posizione ufficiale, ma non si può dire che non sia intervenuto sulla questione, cercando appunto di zittire sul nascere certi cori imbarazzanti. La storia purtroppo non è nuova. All'Olimpico torinese episodi analoghi erano addirittura più frequenti. Su tutti i cori beceri e crudeli contro Balotelli (durante Juve-Inter del 18 aprile 2009) che costarono alla Juve di Ranieri una partita a porte chiuse, il 17 maggio 2009 contro l'Atalanta (2-2).
Un'eventualità che la squadra di Conte, lanciatissima nella sua volata per lo scudetto, non potrebbe permettersi: al di là della retorica, lo Stadium è davvero l'uomo in più, un propulsore indispensabile per la squadra di Conte. Nell'occhio del ciclone razzista è finito durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia anche il milanista Muntari (uomo nero nel senso di spauracchio dei bianconeri per quel famoso gol fantasma) e più di recente l'interista Obi. Ma visto che la stupidità non guarda in faccia nessuno, nel marzo del 2010 un trattamento identico toccò allo juventino Zebina che, nel dopopartita di Fulham-Juventus, dichiarò il suo sdegno per quella "trentina di teppisti e razzisti che insultano me e Felipe Melo. Sono stufo di questa situazione". Sono stufi anche gli azionisti bianconeri. Uno di loro, Marco Bava, nell'assemblea del 2010 chiese al club una presa di posizione forte e decisa. Anche sulla spinta di quella proposta venne lanciata una campagna-concorso dal nome eloquente, "Un calcio al razzismo", che ha ancora una bella presenza sul sito web della Juventus. Un club il cui inno ufficiale, cantato a squarciagola dai 40 mila dello Stadium, sia pure in un altro contesto parla di "bianco che abbraccia il nero". Possibile che sia soltanto un accenno di natura cromatica?
(12 aprile 2012)