Posto questa cosa perche' credo che fara' piacere a qualunque Laziale che la leggera', come lo ha fatto a me.
Sere fa mentre ero indaffarato in cucina, dal televisore acceso in un altra stanza e sintonizzato sul tg3 regionale ( delle marche), mi giunge chiaro il nome di Giorgio Chinaglia; " e che c'azzecca Giorgio Chinaglia con le marche?" penso tra me e me, e vado subito a sincerarmi di aver udito bene. E avevo udito
bene.Si parlava della storia di tal Alessandro Mosce', poeta , filologo,e letterato anconetano di un certo spessore, ma a me fino ad ora sconosciuto, e del suo ultimo libro che si intitola " il talento della malattia" dove l'autore narra di come sia riuscito a vincere una rara malattia che lo colpi' nel periodo dell'infanzia, malattia che all'epoca fu giudicata inguaribile pressoche' all'unanimita', tanto che dopo la sua guarigione il soggetto in questione divenne materia di studio negli U.S.A.
E stando al narratore, il caposaldo della sua lotta contro questo male fu Giorgio Chinaglia, per il quale il Mosce' aveva una sorta di venerazione , era il campione con cui si addormentava ricordandone le gesta in campo, e con il quale intratteneva fantasiosi dialoghi negli anni tristi e solitari del calvario ospedaliero. Il tutto condito da uno splendido servizio filmato di 3/4 minuti con immagini dei gol di Giorgione.
Non vi dico che mi sono commosso ( anche se.....) ma e' stato come ricevere una dolcissima carezza , per me e per la Lazio, dopo tutti i veleni sputati dai media su di noi. E sotto una luce diversa ho rimesso mano alla spigola che mi attendeva ormai esanime in cucina, e che mai mi e' sembrata cosi' appetitosa.
Il libro l'ho ordinato e mi arrivera' giovedi prossimo. per chi fosse incuriosito e volesse saperne di piu' basta cercare Alessandro Mosce' su Google.