Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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Stiso

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Opinione strettamente personale: che la cordata americana metta 30 milioni di euro cash per l'aumento di capitale che, a quanto capisco, serve per riportare l'equilibrio nei bilanci - e non per sostenere politiche di investimento - non lo crederei neanche se lo vedessi di persona.....

rio2

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Citazione di: Stiso il 08 Mag 2012, 11:06
Opinione strettamente personale: che la cordata americana metta 30 milioni di euro cash per l'aumento di capitale che, a quanto capisco, serve per riportare l'equilibrio nei bilanci - e non per sostenere politiche di investimento - non lo crederei neanche se lo vedessi di persona.....

non hanno versato neanche i 70 per l'acquisto figuriamoci se ne versano altri 30......


Blueline

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Ma i links si possono postare?
Ne avrei uno interessante sul flop peperonico!

FatDanny

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dal CdT:

La Roma conta i danni. Un flop da 70 milioni

Dal saldo negativo della campagna acquisti ai mancati incassi legati alle coppe, i giallorossi presentano conti in rosso

ROMA - Dopo la frana, la Roma conta i danni. Il fallimento sportivo ha travolto con la sua impetuosa carica negativa anche il bilancio, che già nella semestrale di dicembre aveva fatto registrare un rosso di 27,1 milioni. La Champions League sarebbe stata una benedizione ma anche l'Europa di serie B avrebbe rinfrescato il forziere di Trigoria, in sofferenza da molti anni. Invece niente. Con Luis Enrique, che oggi compie 42 anni, la squadra è rimasta fuori dal calcio internazionale per la prima volta in quindici stagioni, creando imbarazzi anche al settore finanziario.

INVENTARIO - Alla fine, il primo anno della gestione di Baldini-Sabatini-Luis Enrique ha provocato perdite (tra spese effettuate e incassi non raggiunti) superiori ai 70 milioni. Senza valutare i costi degli stipendi, che la società è riuscita ad abbassare di circa il 10-15 per cento. E' possibile, anzi prevedibile, che buona parte di questi 70 milioni frutteranno nel medio-lungo periodo: calciatori come Pjanic, Osvaldo, Lamela, Stekelenburg sono un capitale che la Roma può ancora valorizzare. Ma di sicuro nella prima stagione italiana non hanno giustificato il prezzo del loro acquisto.

STRATEGIE - Se uno dei primi obiettivi della nuova società era incrementare i ricavi, come ha ammesso l'amministratore delegato Fenucci, l'esclusione dall'Europa spinge in direzione esattamente opposta. E costringerà gli azionisti, sia in America che nella quota Unicredit, a immettere altri liquidi. Anche oltre l'aumento di capitale, la cui prima parte di 50 milioni dovrà partire entro la fine di maggio. Ma il punto è che dagli Stati Uniti i proprietari (Pallotta soprattutto) non sembrano intenzionati ad aprire il portafogli. E allora il consorzio spera di reperire i fondi attraverso l'ingresso di nuovi soci. Che ancora non ci sono.

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roby67

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Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2012, 11:42
dal CdT:

La Roma conta i danni. Un flop da 70 milioni

Dal saldo negativo della campagna acquisti ai mancati incassi legati alle coppe, i giallorossi presentano conti in rosso

ROMA - Dopo la frana, la Roma conta i danni. Il fallimento sportivo ha travolto con la sua impetuosa carica negativa anche il bilancio, che già nella semestrale di dicembre aveva fatto registrare un rosso di 27,1 milioni. La Champions League sarebbe stata una benedizione ma anche l'Europa di serie B avrebbe rinfrescato il forziere di Trigoria, in sofferenza da molti anni. Invece niente. Con Luis Enrique, che oggi compie 42 anni, la squadra è rimasta fuori dal calcio internazionale per la prima volta in quindici stagioni, creando imbarazzi anche al settore finanziario.

INVENTARIO - Alla fine, il primo anno della gestione di Baldini-Sabatini-Luis Enrique ha provocato perdite (tra spese effettuate e incassi non raggiunti) superiori ai 70 milioni. Senza valutare i costi degli stipendi, che la società è riuscita ad abbassare di circa il 10-15 per cento. E' possibile, anzi prevedibile, che buona parte di questi 70 milioni frutteranno nel medio-lungo periodo: calciatori come Pjanic, Osvaldo, Lamela, Stekelenburg sono un capitale che la Roma può ancora valorizzare. Ma di sicuro nella prima stagione italiana non hanno giustificato il prezzo del loro acquisto.

STRATEGIE - Se uno dei primi obiettivi della nuova società era incrementare i ricavi, come ha ammesso l'amministratore delegato Fenucci, l'esclusione dall'Europa spinge in direzione esattamente opposta. E costringerà gli azionisti, sia in America che nella quota Unicredit, a immettere altri liquidi. Anche oltre l'aumento di capitale, la cui prima parte di 50 milioni dovrà partire entro la fine di maggio. Ma il punto è che dagli Stati Uniti i proprietari (Pallotta soprattutto) non sembrano intenzionati ad aprire il portafogli. E allora il consorzio spera di reperire i fondi attraverso l'ingresso di nuovi soci. Che ancora non ci sono.

Ma tutto tace...

Davy_Jones

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Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2012, 11:42
dal CdT:

La Roma conta i danni. Un flop da 70 milioni

Dal saldo negativo della campagna acquisti ai mancati incassi legati alle coppe, i giallorossi presentano conti in rosso

ROMA - Dopo la frana, la Roma conta i danni. Il fallimento sportivo ha travolto con la sua impetuosa carica negativa anche il bilancio, che già nella semestrale di dicembre aveva fatto registrare un rosso di 27,1 milioni. La Champions League sarebbe stata una benedizione ma anche l'Europa di serie B avrebbe rinfrescato il forziere di Trigoria, in sofferenza da molti anni. Invece niente. Con Luis Enrique, che oggi compie 42 anni, la squadra è rimasta fuori dal calcio internazionale per la prima volta in quindici stagioni, creando imbarazzi anche al settore finanziario.

INVENTARIO - Alla fine, il primo anno della gestione di Baldini-Sabatini-Luis Enrique ha provocato perdite (tra spese effettuate e incassi non raggiunti) superiori ai 70 milioni. Senza valutare i costi degli stipendi, che la società è riuscita ad abbassare di circa il 10-15 per cento. E' possibile, anzi prevedibile, che buona parte di questi 70 milioni frutteranno nel medio-lungo periodo: calciatori come Pjanic, Osvaldo, Lamela, Stekelenburg sono un capitale che la Roma può ancora valorizzare. Ma di sicuro nella prima stagione italiana non hanno giustificato il prezzo del loro acquisto.

STRATEGIE - Se uno dei primi obiettivi della nuova società era incrementare i ricavi, come ha ammesso l'amministratore delegato Fenucci, l'esclusione dall'Europa spinge in direzione esattamente opposta. E costringerà gli azionisti, sia in America che nella quota Unicredit, a immettere altri liquidi. Anche oltre l'aumento di capitale, la cui prima parte di 50 milioni dovrà partire entro la fine di maggio. Ma il punto è che dagli Stati Uniti i proprietari (Pallotta soprattutto) non sembrano intenzionati ad aprire il portafogli. E allora il consorzio spera di reperire i fondi attraverso l'ingresso di nuovi soci. Che ancora non ci sono.

Suvvia, non ve la pijate cosi'...


eaglefly1978

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Tarallo

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Facciamola semplice.
Io i conti non li ho fatti, ma credo si possa dire che finora gli yankees hanno messo poco o niente.
Perche'? Perche' non sono stupidi e per credere nel loro proprio progetto volevano farsi un'idea piu' chiara.
Mo' l'idea se la so' fatta, nel senso che l'Atroce Dilemma si e' istaurato anche nelle loro menti anglosassoni e quindi penso che l'idea di mettere liquido ora sia ancora meno probabile.
L'ultima frase e' buttata la', ma secondo me Angelucci e' l'unica possibilita' (e quindi rometta per sempre, ancora piu' rometta di questa che naviga in un centroclassifica da elettroencelfalogramma piatto come quello del suo capitano), a meno che Unicredit non sia cosi' svergognata da continuare a immettere capitale in questo saccodemmerda che e' il trigoria.

Blueline

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Citazione di: eaglefly1978 il 08 Mag 2012, 12:04
Dicce, dicce che racconta Marione...
A pagina 16 del topic "Te la do io Boston" ne parlai(sono intruffabili perchè nulla tenenti).
Comunque dice che gli americani non hanno ancora messo i soldi e che la roma di fatto è di unidebit.
Ma credo che l'avrà ascoltato anche qualcun altro(che poi l'ascolto solo quando le cose vanno "bene").

eaglefly1978

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Citazione di: Blueline il 08 Mag 2012, 12:33
A pagina 16 del topic "Te la do io Boston" ne parlai(sono intruffabili perchè nulla tenenti).
Comunque dice che gli americani non hanno ancora messo i soldi e che la roma di fatto è di unidebit.

Quello che dice anche Ripepi.

Non riesco a capire se lo dicono per andare contro la nuova società o se siano veramente gli unici due "illuminati" in una massa di "pecoroni azzerbinati e in malafede".
Forse la verità sta nel mezzo, ma per noi resta comunque una bella verità  :)

Citazione di: Blueline il 08 Mag 2012, 12:33
(che poi l'ascolto solo quando le cose vanno "bene").

Come tutti noi del resto  ;)

simcar

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Fino a qualche mese, la stampa trigoriota proclamava che l'adc da 50 milioni non serviva solo per il bilancio, ma sopratuuto per il mercato. Adesso che dicono, visto che non basta neanche per risanare i buffi? Considerando che si sono mangiati i ricavi delle tv e degli sponsor, in più capitan barbuto ha fatto impennare il loro monte ingaggi

Citazione di: roby67 il 08 Mag 2012, 11:51
Ma tutto tace...


Vediamo cosa dicono gli azionisti unicredit alla loro assemblea.


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PhilWoods

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Questa non mi sembra niente male, roba di un'oretta fa credo...

Marra all'attacco: "Futuro incerto, quali sono i progetti e gli investimenti?". E scoppia la polemica.
Fonte: ADNKRONOS

ROMA - Le parole di Giuseppe Marra, consigliere d'amministrazione della Roma e uomo di fiducia di UniCredit, rilasciate tramite un'agenzia di cui lo stesso Marra è a capo, stanno scatenando una ridda di polemiche.

Parole pesantissime, proprio perchè provengono da un membro del Cda giallorosso, oltre che da uomo fortemente voluto alla banca all'interno del consiglio d'amministrazione. Dichiarazioni che gettano ombre sul futuro della Roma e sul progetto americano.

Queste le dichiarazioni di Giuseppe Marra alll'agenzia Adnkronos:

«Arrivati al termine di un campionato ricco di promesse, ma non di risultati esaltanti, e lo testimoniano i fermenti dei tifosi e le critiche dei mass-media locali e nazionali, amici e sostenitori della Roma mi hanno chiesto, nel mio ruolo di consigliere, cosa la società intenda fare per riportare la squadra ai livelli alti che le assegnano la storia più recente e il dato di essere la squadra della Capitale d'Italia, sia pure a livello calcistico. E questo non è un dato irrilevante se si pensa che in questi giorni le immagini di due piazze dominano le prime pagine di tutti i giornali e le aperture dei Tg: quella di Parigi per la vittoria di Hollande e quella di Torino per lo scudetto vinto dalla Juventus».

«Con la franchezza che mi è abituale confesso che alla domanda che mi è stata rivolta da più parti non sono stato in grado di dare una risposta esauriente. Infatti, se comprendo la delusione di amici e sostenitori della Roma, ancora ignoro quale sia il progetto per il futuro», prosegue. «A mio avviso, e si tratta di un punto di vista squisitamente personale, penso che da un certo letargo si debba anzitutto risvegliare lo spirito di una squadra e di una comunità. E per spirito intendo la volontà di tornare a essere una speranza plausibile e non un'illusione spesso affidata a una comunicazione criptica, nel senso che non si comprende chi intende scendere e chi restare a bordo, e in che misura si voglia investire in nuove risorse umane, tecniche e finanziarie per puntare a traguardi entusiasmanti».

«Da parte mia -conclude Marra- sono certo che la dirigenza attuale, giustamente accolta da tutti con entusiasmo, darà presto, almeno a noi membri del Consiglio di Amministrazione le risposte che il popolo giallorosso si attende».


Trad.: "Gli amerregani sono una presa per il qulo e non teniamo due baiocchi per far ballare una scimmia".

gtc.giorgio

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Citazione di: PhilWoods il 08 Mag 2012, 14:49
Questa non mi sembra niente male, roba di un'oretta fa credo...

Marra all'attacco: "Futuro incerto, quali sono i progetti e gli investimenti?". E scoppia la polemica.
Fonte: ADNKRONOS

ROMA - Le parole di Giuseppe Marra, consigliere d'amministrazione della Roma e uomo di fiducia di UniCredit, rilasciate tramite un'agenzia di cui lo stesso Marra è a capo, stanno scatenando una ridda di polemiche.

Parole pesantissime, proprio perchè provengono da un membro del Cda giallorosso, oltre che da uomo fortemente voluto alla banca all'interno del consiglio d'amministrazione. Dichiarazioni che gettano ombre sul futuro della Roma e sul progetto americano.

Queste le dichiarazioni di Giuseppe Marra alll'agenzia Adnkronos:

«Arrivati al termine di un campionato ricco di promesse, ma non di risultati esaltanti, e lo testimoniano i fermenti dei tifosi e le critiche dei mass-media locali e nazionali, amici e sostenitori della Roma mi hanno chiesto, nel mio ruolo di consigliere, cosa la società intenda fare per riportare la squadra ai livelli alti che le assegnano la storia più recente e il dato di essere la seconda squadra della Capitale d'Italia, sia pure a livello calcistico. E questo non è un dato irrilevante se si pensa che in questi giorni le immagini di due piazze dominano le prime pagine di tutti i giornali e le aperture dei Tg: quella di Parigi per la vittoria di Hollande e quella di Torino per lo scudetto vinto dalla Juventus».

«Con la franchezza che mi è abituale confesso che alla domanda che mi è stata rivolta da più parti non sono stato in grado di dare una risposta esauriente. Infatti, se comprendo la delusione di amici e sostenitori della Roma, ancora ignoro quale sia il progetto per il futuro», prosegue. «A mio avviso, e si tratta di un punto di vista squisitamente personale, penso che da un certo letargo si debba anzitutto risvegliare lo spirito di una squadra e di una comunità. E per spirito intendo la volontà di tornare a essere una speranza plausibile e non un'illusione spesso affidata a una comunicazione criptica, nel senso che non si comprende chi intende scendere e chi restare a bordo, e in che misura si voglia investire in nuove risorse umane, tecniche e finanziarie per puntare a traguardi entusiasmanti».

«Da parte mia -conclude Marra- sono certo che la dirigenza attuale, giustamente accolta da tutti con entusiasmo, darà presto, almeno a noi membri del Consiglio di Amministrazione le risposte che il popolo giallorosso si attende».


Trad.: "Gli amerregani sono una presa per il qulo e non teniamo due baiocchi per far ballare una scimmia".

Marra s'è dimenticato un pezzo..

MisterFaro

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Citazione di: gtc.giorgio il 08 Mag 2012, 15:05
Marra s'è dimenticato un pezzo..

Grazie Gi'!!!!!!!

(chissa' perchè sempre 7 me ne vengono di punti interrogativi...)

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: FatDanny il 08 Mag 2012, 11:42
dal CdT:

La Roma conta i danni. Un flop da 70 milioni

Dal saldo negativo della campagna acquisti ai mancati incassi legati alle coppe, i giallorossi presentano conti in rosso

ROMA - Dopo la frana, la Roma conta i danni. Il fallimento sportivo ha travolto con la sua impetuosa carica negativa anche il bilancio, che già nella semestrale di dicembre aveva fatto registrare un rosso di 27,1 milioni. La Champions League sarebbe stata una benedizione ma anche l'Europa di serie B avrebbe rinfrescato il forziere di Trigoria, in sofferenza da molti anni. Invece niente. Con Luis Enrique, che oggi compie 42 anni, la squadra è rimasta fuori dal calcio internazionale per la prima volta in quindici stagioni, creando imbarazzi anche al settore finanziario.

INVENTARIO - Alla fine, il primo anno della gestione di Baldini-Sabatini-Luis Enrique ha provocato perdite (tra spese effettuate e incassi non raggiunti) superiori ai 70 milioni. Senza valutare i costi degli stipendi, che la società è riuscita ad abbassare di circa il 10-15 per cento. E' possibile, anzi prevedibile, che buona parte di questi 70 milioni frutteranno nel medio-lungo periodo: calciatori come Pjanic, Osvaldo, Lamela, Stekelenburg sono un capitale che la Roma può ancora valorizzare. Ma di sicuro nella prima stagione italiana non hanno giustificato il prezzo del loro acquisto.

STRATEGIE - Se uno dei primi obiettivi della nuova società era incrementare i ricavi, come ha ammesso l'amministratore delegato Fenucci, l'esclusione dall'Europa spinge in direzione esattamente opposta. E costringerà gli azionisti, sia in America che nella quota Unicredit, a immettere altri liquidi. Anche oltre l'aumento di capitale, la cui prima parte di 50 milioni dovrà partire entro la fine di maggio. Ma il punto è che dagli Stati Uniti i proprietari (Pallotta soprattutto) non sembrano intenzionati ad aprire il portafogli. E allora il consorzio spera di reperire i fondi attraverso l'ingresso di nuovi soci. Che ancora non ci sono.

Questi 70 si aggiungoni a quelli precedenti.
Quanto é il debito totale??

200milioni??

robylele

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Citazione di: NatoIl9Gennaio il 08 Mag 2012, 16:23
Questi 70 si aggiungoni a quelli precedenti.
Quanto é il debito totale??

200milioni??

all'andata. Poi c'é il ritorno..   :beer:

eaglefly1978

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StylishKid

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A quante pagine deve arrivare sto topic per vederli morire calcisticamente sotto il peso, oltre che dei loro debiti, anche della loro insopportabile boria mascherata da goliardia?
Ve prego ditemelo....

Io prego ogni sera recitando il mio personalissimo mantra

:asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm

Goku

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Citazione di: gtc.giorgio il 08 Mag 2012, 15:05
Marra s'è dimenticato un pezzo..

... no, s'è dimenticato il cappellino....... ahahahahahahaha



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