4 episodi.
IL PRIMO: Derby di Berhami, curva nord. La partita va liscia come l'olio. Alla fine della partita, dopo i festeggiamenti ci incamminiamo verso la macchina. Incomincio a camminare velocemente, poi, dopo poco, comincio a sentire dolore al piede destro fino allo stinco. Continuo a camminare sempre più faticosamente, zoppicando (nomen omen) sempre di più, e sempre di più.
Il dolore è talmente grande che torno a casa praticamente in braccio ai miei amici, senza assolutamente sapere cosa avessi.
Morale della favola: 3 tagli 3 di cui uno abbastanza profondo. Piede totalmente nero e distorsione di secondo grado alla caviglia.
Non chiedetemi come è potuto succedere. Anche se alcuni raccontano che dopo il gol di de rossi diedi un calcio fortissimo al mio seggiolin rischiando di cadere in avanti per il rinculo.
IL SECONDO: Un inno al mio amore per la lazio. Finale di coppa italia. Vado allo stadio 4 giorni dopo l'operazione ai legamenti del ginocchio e altro. Colgo l'occasione per ringraziare il mio amico che per farmela vedere seduto si è dovuto subire la partita sdraiato per terra. Al gol di Zarate mi mossi abbastanza poco. Al gol di Dabo saltavo come un canguro. Avrò fatto ritardare la riabilitazione di 2 mesi. E il giorno dopo soffrivo da morire. Ma sti caxxi...
Fichissimo come allo stadio in momenti di euforia tu non senti assolutamente nessun dolore. La migliore delle droghe.
IL TERZO: Gol di castroman a casa di amici. Scatto portentoso sul corridoio urlante di gioia. Cambio di direzione velocissimo verso la camera del mio amico, carico la botta e tiro con tutta la mia forza sulla gamba del biliardino del mio amico appena comprato per il suo compleanno.
Distrutto.
Mia madre era imbarazzatissima. E anche io. La mamma di lui (laziale e praticamente mia seconda madre) sorridendo non vuole i soldi indietro e non mi fa sentire in imbarazzo. "Vuole dire che non valeva niente" le sue parole. Era euforica anche lei...
Però ancora mi prendono per il chiulo.
IL QUARTO: Per la serie le grandi figure di cacca. Derby 4-2. Stavolta sto in Tevere. Gol di Lichtsteiner. Io insieme al mio solito amico. Al gol parto come Mennea facendomi tutti gli scalini fino alla vetrata. Urlando come un disperato rimango lì. Mi giro per andare a riprendere il mio posto e abbracciare il mio "fratello laziale". Entro nella fila. Lo punto, lo abbraccio, me lo bacio e gli urlo "HAI VISTO CHI HA SEGNATO!!" (andavo pazzo per lo svizzero). Il problema è che questo ragazzo si gira ed è un tranquillo signore sulla cinquantina. Mi giro un po' perso e vedo tutta la mia fila e due turiste (carine) che ridono allegramente.