Calciopoli e scommessopoli: un'analisi (breve) comparata

Aperto da calimero, 10 Mag 2012, 14:00

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calimero

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C'è un'analogia tra calciopoli e scommessopoli. Alla base dei due presunti scandali c'è la profonda debolezza del sistema calcio che non dispone di modelli organizzativi tali da evitare che possa autonomamente evitare che dalle sue disfunzioni originino comportamenti illeciti.

Prendiamo il caso di calciopoli: il nocciolo dello scandalo era in due profonde distorsioni della libera concorrenza tra i club, da una parte c'era la Juventus che attraverso Moggi e la Gea controllava completamente il mercato dei calciatori, dall'altro il Milan che attraverso Galliani e gli uomini Mediaset controllava il mercato dei diritti televisivi. Le classifiche praticamente erano determinate dal modo in cui i club si rapportavano a questi due poteri. Miopemente si preferì affrontare il problema non con modifiche regolamentari che avrebbero ovviato a queste distorsioni ripristinando la libera concorrenza (es. distribuzione collettiva dei diritti televisivi, tetto al numero di procure calciatori per singolo soggetto, diversificazione delle entrate per i club attivando forme di lotta al merchandising "tarocco" e costruzione stadi polifunzionali) ed abbattendo le posizioni dominanti di alcuni club. Lo strumento scelto fu poi ridicolo: si decise che la "sudditanza psicologica" di bonipertiana memoria era illecito e si comminarono pene assurde benchè non si fosse trovata neanche una partita in cui l'illecito come classicamente inteso dalla giurisprudenza sportiva (tipo "la valigetta di Preziosi") si fosse realizzato. Si misero al centro del mirino gli arbitri, ma dopo anni non si è trovata prova nemmeno di una "dazione" di denaro nei loro confronti da parte di chicchessia. Cionondimeno Calciopoli è ad oggi considerato il più grande scandalo della storia del calcio.
Si è capito che gli arbitri, allora come oggi e, purtroppo, domani hanno sbagliato, sbagliano e sbaglieranno a favore del potente di turno

Passiamo a scommessopoli: nonostante l'impegno della repubblica delle banane non si è riusciti a provocare la stessa ondata di sdegno popolare necessaria alla celebrazione di processi sommari che si riuscì invece a suscitare per calciopoli. Ad oggi la percezione dello scandalo nell'opinione pubblica può essere riassunta nell'icastica frase di Zamparini "Sono quattro sfigati". Anche ora lo scandalo trova il suo epicentro in una disfunzione interna al sistema calcio, stavolta il problema deriva dalla presenza nei vari campionati di società che non riescono più a far fronte agli impegni finanziari verso i propri calciatori, i quali diventano permeabili alle combine per "integrare" i propri redditi attraverso le scommesse. Questo fenomeno, da sempre endemico nei campionati minori, ha purtroppo infettato in maniera significativa anche la serie B, e ci sono forti sospetti che si sia palesato nel campionato scorso in serie A, soprattutto nelle partite del Bari (io personalmente avrei dei dubbi anche sul Bologna). Anche stavolta si preferisce percorrere la strada delle inchieste clamorose (anche se, abbiamo visto, con minore impatto mediatico, tanto che per i processi, a differenza di quanto avvenuto allora quando si celebrarono a mondiali in corso, si attenderà la fine degli europei) quando forse sarebbe più produttiva l'introduzione di una norma che annullasse tutte le partite di una società non in grado di far fronte con regolarità al pagamento degli stipendi con controlli non solo in fase d'iscrizione, ma soprattutto a campionato in corso. Curioso poi che venga usato anche questa volta (soprattutto come "grimaldello" per cercare di coinvolgere la Lazio) un malcostume storico del calcio italiano. In Calciopoli fu la "sudditanza psicologica", adesso si prendono di mira le "partite balneari" di fine stagione. 

PILØ

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Non sono d'accordo su due cose.
Che in Calciopoli ci fosse solo sudditanza psicologica e che la gente ora pensi che si tratti "solo di quattro sfigati".

Quando l'altro giorno su un altro forum ho riportato la notizia dei deferimenti, un altro utente non si è preso neanche la briga di leggere quello che c'era scritto, ha solo chiesto "Ma Sculli lo posso schierare nell'ultima giornata al fantacalcio o viene squalificato subito?". Cioè questo fa il fantacalcio, quindi il calcio un minimo lo deve seguire, eppure di questa faccenda ha una concezione del tutto distorta.

calimero

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Citazione di: PILØ il 10 Mag 2012, 14:14
Non sono d'accordo su due cose.
Che in Calciopoli ci fosse solo sudditanza psicologica e che la gente ora pensi che si tratti "solo di quattro sfigati".

Quando l'altro giorno su un altro forum ho riportato la notizia dei deferimenti, un altro utente non si è preso neanche la briga di leggere quello che c'era scritto, ha solo chiesto "Ma Sculli lo posso schierare nell'ultima giornata al fantacalcio o viene squalificato subito?". Cioè questo fa il fantacalcio, quindi il calcio un minimo lo deve seguire, eppure di questa faccenda ha una concezione del tutto distorta.

Forse ti sei dimenticato del clima forcaiolo nel quale si svolsero i processi sportivi nel 2006.
In secundis non ho scritto che fu "solo" sudditanza psicologica. Ho scritto che questa fu usata per colpire l'abuso di posizione dominante di Juve e Milan che deriva da altri fattori e non dal controllo del sistema arbitrale, tanto che non si è dimostrato che il sorteggio fosse truccato e si è altresì saputo che i contatti con i vertici arbitrali erano tenuti anche dalle società c.d. "oneste".

Pergianluca

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Peraltro, se fossero confermate le ipotesi investigative, direi che il problema posto dal calcioscommesse va molto al di là della possibilità di prevenzione mediante idonei moduli organizzativi.
Non mi riferisco solo alla circostanza che, nello stato attuale, la possibilità di un controllo effettivo sulla vita privata dei tesserati (con riguardo alle scommesse) - controllo sul quale, in ultima istanza, si fonda il principio della responsabilità oggettiva - è di fatto inesistente (basti pensare al mazzo tanto che stanno, giustamente, facendo all'Inter per aver fatto pedinare Vieri). Ma, soprattutto, al fatto che le scommesse parrebbero essere entrate a far parte a pieno titolo del core business della criminalità organizzata (camorra a Napoli, scu a Bari, ecc.) e, se così è, è ipocrita anche solo pensare che il calcio possa avere una qualunque chance di riuscire laddove lo Stato da oltre cinquanta anni fallisce.

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ralphmalph

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Era il sistema che era distorto. Tutto il sistema. Non attribuisco particolari colpe a Moggi. Moggi era quello che era riuscito ad assumere più potere e dunque quello che più poteva far valere la propria posizione dominante. Tutti parlavano con tutti, i designatori si intrattenevano a cena con dirigenti di società, le conversazioni coi vertici della FIGC si svolgevano in clima di grande cordialità e [...]lla. Ma non sono stati mai individuati episodi di corruzione.
Oggi invece non possiamo parlare di sistema distorto, a meno che non esca fuori che le scommesse sono una prassi comune tra i calciatori. Ritengo che Zamparini abbia dato la definizione più azzeccata: quattro sfigati. Che hanno trovato terreno fertile in alcuni calciatori di serie minori per i quali fare 20.000 euro con una partita rappresenta la metà dello stipendio di un anno. E che millantavano conoscenze "famose" per accreditarsi agli occhi di chi li pagava. Questo mi pare di aver capito dopo aver letto decine di pagine di interrogatori

barrel

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ce l'hanno messo in quel posto senza vasellina allora, ce lo stanno per rimettere adesso, senza darci la minima possibilità di difenderci da accuse assurde e allucinanti allora quanto oggi...più breve e chiara di così

Masters

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interessanti....non pregiudizievoli...inutili...colore rosso...blu...giallo...a seconda del tipo di formaggio...

est1900

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Citazione di: ralphmalph il 10 Mag 2012, 14:48
per i quali fare 20.000 euro con una partita rappresenta la metà dello stipendio di un anno.
Questo è il punto centrale.
In B, per non parlare della Legapro, un conto sono gli ingaggi promessi, un altro quelli realmente percepiti.
20.000 cash, a seguito di fallimenti e crisi finanziarie varie, alcuni calciatori professionisti non riescono a percepirli in una sola stagione.

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